La consegna del Premio B Iconic ad Antonietta Tuccillo

Dalle terapie alla passerella: il sogno di Antonietta Tuccillo alla Milano Fashion Week

Ha iniziato quasi per caso, con un vecchio uncinetto, durante le lunghe ore delle terapie per un carcinoma ovarico. Oggi quelle stesse mani hanno portato una collezione di abiti sulla passerella della Milano Fashion Week.
È la storia di Antonietta Tuccillo, protagonista del debutto di “Crochet Couture” alle Officine del Volo, nell’ambito di B ICONIC. Una collezione composta da pezzi unici, realizzati interamente a mano negli anni della malattia e delle cure.
Punto dopo punto, Antonietta ha trasformato l’uncinetto in un vero percorso creativo, realizzando nel tempo abiti, capispalla, costumi, cappelli e creazioni da sposa. Tra i capi presentati a Milano anche quello che lei stessa chiama “l’abito della voglia di vivere”, nato proprio durante il percorso terapeutico.
Il sogno di vedere quelle creazioni sotto le luci della Fashion Week è rimasto per anni nel cassetto. A contribuire a trasformarlo in realtà è stata Donatella Gimigliano, ideatrice e produttrice di Women for Women against Violence, che ha scelto di accompagnare Antonietta verso questo traguardo.
E a Milano è arrivata la consacrazione: al termine della sfilata il pubblico si è alzato in piedi per una standing ovation.
La collezione di Antonietta è stata presentata all’interno della terza edizione di B ICONIC, che quest’anno ha scelto Women for Women against Violence come Official Social Impact Partner. In passerella, insieme alle sue creazioni, anche i gioielli del maestro Michele Affidato.
La giornata milanese è stata anche l’occasione per assegnare i B ICONIC Camomilla Fashion Award, riconoscimenti dedicati a personalità che si sono distinte per il loro impegno professionale e sociale. Tra i premiati Maria Elena Viola, direttrice di Donna Moderna, e Leo Mel, protagonista di una vicenda legata alla protezione della propria famiglia dalla violenza.
Per Antonietta, però, la sfilata non rappresenta un punto d’arrivo. Le terapie fanno ancora parte della sua quotidianità, ma accanto a quel percorso oggi ci sono una collezione, un sogno realizzato e nuovi progetti da immaginare.
In fondo, è proprio questo che raccontano i suoi abiti: non la malattia, ma ciò che si può continuare a costruire mentre la si attraversa.

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