
Nei giorni scorsi la notizia dell’arrivo dei City Guardians a Sesto San Giovanni. La Giunta comunale, giovedì 24 settembre, ha infatti approvato le linee guida per l’istituzione di un presidio civico organizzato, che porterà nelle piazze e nelle aree più frequentate della città una presenza strutturata di volontari, formati e coordinati dalla Polizia Locale, con compiti di osservazione, orientamento e segnalazione (leggi l’articolo).
Sul progetto interviene ora Paolo Vino, candidato sindaco e portavoce di Valore Sesto, invitando a guardare alla nuova iniziativa senza contrapposizioni politiche, chiedendo però all’Amministrazione comunale maggiore chiarezza su obiettivi, modalità operative e risultati attesi.
«Ci sorprende vedere che il dibattito rischi ancora una volta di ridursi a favorevoli contro contrari, come se ogni iniziativa dovesse essere giudicata in base a chi la propone», dichiara Paolo Vino, candidato Sindaco e portavoce di Valore Sesto, coalizione che riunisce Cittadini Sestesi, Azione e Italia Viva. «La sicurezza dei cittadini non è una partita tra tifoserie politiche. Se un’idea è utile, va valutata per quello che produce. Se non funziona, va corretta o superata.
C’è però una questione preliminare: che fine ha fatto il Controllo di Vicinato? Il sito del Comune lo indica ancora come “Servizio attivo” e, nella pagina aggiornata il 12 gennaio 2026, lo descrive come uno strumento capace di contribuire alla sicurezza della comunità. Ma non sono facilmente verificabili dati essenziali: quanti gruppi siano oggi operativi, quanti cittadini partecipino, quali zone siano coperte, quante segnalazioni siano state effettuate e quali risultati siano stati raggiunti. Prima di presentare un nuovo strumento come una svolta – prosegue Vino -, sarebbe normale fare il bilancio di quello precedente. Non chiediamo di difendere il Controllo di Vicinato a prescindere: chiediamo dati, trasparenza e risultati. Se ha funzionato, il Comune lo dimostri. Se non ha funzionato, spieghi perché. E chiarisca quale sarà il rapporto con i City Guardians”.
Vino ricorda poi un approfondimento della Scuola di giornalismo “Walter Tobagi” dell’Università degli Studi di Milano che, nel 2023, aveva rilevato per Sesto meno di 400 adesioni e la perdita dello slancio iniziale del progetto. “Oggi – continua Vino – serve quindi un bilancio aggiornato, prima di aggiungere un nuovo tassello. La stessa chiarezza deve riguardare le altre realtà di volontariato presenti sul territorio, dalle Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) al Nucleo Volontariato e Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Carabinieri: quali attività svolgono, quali sono i rispettivi compiti e come vengono coordinate con l’Amministrazione e le Forze dell’Ordine? Il rischio è quello della politica degli annunci: aggiungere un progetto dopo l’altro senza verificare cosa esiste già, con quali risultati e con quale coordinamento. La città non ha bisogno di una collezione di iniziative sulla sicurezza. Ha bisogno di una politica organica, nella quale i cittadini possano verificare periodicamente che cosa è stato fatto e, soprattutto, quali risultati sono stati ottenuti”.
“Non ci interessano né i trionfalismi né le bocciature ideologiche”, conclude Paolo Vino. “Ci interessa sapere se uno strumento funziona. E questo vale per il Controllo di Vicinato, per i City Guardians e per qualsiasi altra iniziativa sulla sicurezza. Meno reazioni per partito preso, più trasparenza e risultati”.
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