Comitato Cittadini Piazza Trento e Trieste: servono misure più incisive

Continua a farsi sentire la voce del Comitato Cittadini Piazza Trento e Trieste’. Nato in autunno in seguito alla decisione dell’Amministrazione comunale di eliminare le panchine della piazza (leggi l’articolo), il gruppo ha organizzato in questi mesi numerose iniziative – flashmob, Passeggiate di sensibilizzazione, raccolte firme – per richiamare l’attenzione del Comune e chiedere interventi e risorse per ripristinare la sicurezza e il decoro nella Piazzetta e nelle vie limitrofe.
Ultima iniziativa in ordine di tempo il presidio di protesta organizzato sabato 25 maggio in piazza Resistenza, sotto il palazzo comunale, e aperto a tutti i sestesi che vivono le stesse condizioni.
Nello specifico, i membri del Comitato hanno palesato di essere sempre più spaventati dall’escalation di degrado e delinquenza nel quartiere Rondò. “Dopo un anno di risse, spaccio, degrado urbano, siamo esasperati – ha sottolineato Silvia Lauro, creatrice della pagina Facebook e della chat whatsapp collegate al Comitato -. In questi mesi abbiamo cercato il dialogo con l’Amministrazione Comunale, partecipato a incontri con l’Assessore alla sicurezza e con la Polizia locale. Abbiamo inoltre indetto una petizione e raccolto 250 firme degli abitanti del quartiere per richiedere l’installazione di telecamere, più illuminazione e controlli. Malgrado ciò, purtroppo non vediamo azioni risolutive e continuiamo a sentirci poco considerati”.
Nel Comitato ci sono persone di ogni età, dai residenti più anziani ai giovani che vi si sono trasferiti da pochi anni. “La sera spesso rinuncio ad uscire – ha ammesso una ragazza -. Ho paura di rientrare con il buio e preferisco non uscire, se so di non poter essere riaccompagnata a casa”.
Le fa eco una anziana residente del quartiere: “Il Sindaco dovrebbe passare di tanto in tanto anche dalle nostre parti, magari in via Risorgimento, all’altezza delle scuole, spesso teatro di risse e bivacchi”.
Infine un appello all’Amministrazione comunale: “Con questo presidio non vogliamo andare contro il Comune – ci tiene a precisare Silvia Lauro -, al contrario, cerchiamo solo di richiamarne l’attenzione. Le risorse messe in campo purtroppo non sono più sufficienti, servono misure più incisive per ripristinare la normalità nella piazza e nelle vie limitrofe, controlli delle forze dell’ordine nelle ore più critiche e presidi fissi”.
“Il compito di gestire l’ordine pubblico non è nostro, gli strumenti li hanno le Istituzioni – aggiunge un cittadino -. Noi però vogliamo esserne parte attiva”.
In tal senso le strade su cui si muove il Comitato Cittadino sono due: da una parte sensibilizzare l’Amministrazione comunale e dall’altra fare rete tra cittadini. “Abbiamo Comitato e una chat whatsapp collegata? – conclude un residente – Usiamoli per restare in contatto, per promuovere eventi e iniziative e rendere vivo e vivibile il quartiere”.

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