Lettera aperta dell’opposizione: riprendiamoci il futuro

Dalle forze politiche dell’opposizione cittadina riceviamo e pubblichiamo 

Care cittadine e cari cittadini,
come forze politiche di opposizione all’attuale maggioranza che governa la città, scriviamo questa lettera aperta per esprimere la nostra profonda preoccupazione per il futuro di Sesto San Giovanni. In questi anni abbiamo assistito ad un governo locale che ha alimentato conflittualità e divisioni, sordo alle istanze della cittadinanza. La progettualità di questa Amministrazione, caratterizzata dal forte ridimensionamento del ruolo pubblico in favore dell’interesse privato e del mercato, sta trasformando Sesto San Giovanni in un piccolo ed anonimo quartiere dormitorio della periferia milanese, senza identità, senza futuro. Le abitazioni sostituiscono i luoghi di lavoro, i cittadini più fragili vengono colpevolizzati e trattati come un peso, le associazioni e le istituzioni culturali svilite e svuotate nel loro ruolo, i beni pubblici valorizzati solo per l’apporto economico e non per quello sociale e culturale che rappresentano, intere zone lasciate nel degrado.
Il tessuto produttivo in crisi
La notizia del trasferimento della sede della Campari, una delle aziende storiche di Sesto, è solo l’ultimo tassello di un mosaico desolante. Negli ultimi anni la città non ha saputo attrarre nuove imprese e gli investimenti privati hanno riguardato principalmente la trasformazione di aree produttive e uffici in abitazioni private, vendute a prezzi poco accessibili alla maggior parte dei cittadini sestesi, che subiscono solo il disagio di ulteriori cementificazioni senza nuove infrastrutture a decongestionare il territorio. Il tessuto produttivo si è impoverito e, naturalmente, meno aziende significa anche meno lavoro!
Emergenza abitativa, fragilità e salute
Anche se sono numerose le famiglie in situazione di fragilità abitativa e a rischio sfratto, questa Amministrazione nega l’esistenza di un problema casa a Sesto, così non si cercano soluzioni, ma semplicemente si tenta di mandare via da Sesto le famiglie in difficoltà, come sta accadendo con i circa 120 inquilini della Casa Albergo di Via Fogagnolo.
Le fragilità e le criticità non rientrano negli impegni di questa Giunta: lo dimostrano le condanne del Tribunale inflitte al Comune per la mancata assistenza educativa ai ragazzi con disabilità e il disinteresse per la nuova Casa di Comunità.
Ambiente, mobilità, inquinamento
Gli interventi sulle questioni ambientali sono privi di una visione che punti ad un futuro migliore: si continua con la cementificazione del suolo e il taglio di alberi, si lascia spazio alle auto private con un piano parcheggi senza senso, non si parla di città a 30 Km né si vedono interventi per incentivare mobilità dolce e trasporti pubblici.
Il deserto culturale e la scuola
Anche la cultura e gli spazi di socialità sono in forte sofferenza. L’archivio Sacchi, una preziosa testimonianza della storia della nostra città, è già stato trasferito. Un’importante istituzione di riferimento a livello nazionale come ISEC, l’Istituto di ricerca per la storia dell’età contemporanea, è stata sfrattata dalla sede di Villa Mylius ed i suoi rappresentanti mai ricevuti dall’Amministrazione. L’Università degli Studi di Milano ha annunciato la volontà di lasciare la sede di Sesto San Giovanni. Spazio Arte, le ex sedi dei quartieri, le Ville Storiche, lo Spazio MIL, sono chiusi da tempo o sottoutilizzati. Per motivi diversi, molte sale pubbliche sono praticamente inaccessibili comprimendo lo spazio di confronto democratico in città.
Quello che era il ricco tessuto associativo, fiore all’occhiello di Sesto, si è fortemente ridimensionato.
Ad eccezione degli edifici scolastici oggetto di ristrutturazione, le scuole pubbliche cittadine necessiterebbero di interventi di manutenzione ordinaria e/o straordinaria, in massima parte già segnalati, per rendere tutti i loro spazi completamente fruibili e, tutte, dovrebbero poter essere aperte alla cittadinanza, anche in orario extrascolastico.
Sicurezza
La mancata cura dell’offerta di attività sociali, culturali e ricreative ha in questi anni ridotto il dinamismo della città e la motivazione a viverla attivamente. Si è così prestato il fianco al degrado sociale, culturale ed economico e alla criminalità, alimentando il circolo vizioso che ha reso diverse zone di Sesto meno desiderabili per cittadini e le cittadine, aggravando la situazione sociale e della sicurezza percepita.
Sport: un’offerta sempre più povera
Gli impianti sportivi di proprietà comunale non sono più beni che consentono a tutti e a tutte l’accesso alle discipline sportive, ma possedimenti da cui ricavare laute entrate economiche per il Comune, principalmente attraverso la concessione in gestione ad operatori privati. Anche lo sport e la ricreazione, quindi, non sono più “per tutti” come un tempo. Il GEAS, la cui squadra di basket femminile ha dato lustro alla città, potrebbe trasferirsi altrove per gli allenamenti e le competizioni della prima squadra. Per la Piscina Olimpia, invece, l’operatore privato ha rinunciato alla gestione perché la sua ristrutturazione risultava troppo costosa. La Piscina Carmen Longo, ora inadatta alla pratica sportiva, può essere solamente luogo di svago a pagamento.
È tempo di cambiare rotta!
Crediamo che per Sesto San Giovanni sia necessario intraprendere un percorso di cambiamento che rimetta al centro la comunità, le cittadine ed i cittadini tutti e i loro bisogni: lavoro, casa, servizi, cultura, sport, salute, ambiente, sicurezza, trasporti, scuola, divertimento. E’ necessario costruire intorno a questi bisogni risposte concrete, fattibili e praticabili.
Serve, dunque, un progetto ambizioso che rilanci Sesto San Giovanni in tutti i settori: produttivo, culturale, sociale.
Investire nella rinascita del tessuto produttivo, incoraggiare l’imprenditoria locale e attrarre investimenti sono passaggi fondamentali per lo sviluppo del lavoro in città. Pensiamo sia prioritario rivitalizzare il tessuto culturale, offrendo spazi e supporto per associazioni e artisti, promuovendo eventi e manifestazioni che valorizzino la nostra città e la nostra storia.
È necessario potenziare le infrastrutture sportive e creare opportunità di svago per tutte le fasce d’età, promuovendo uno stile di vita attivo e salutare.
Per un benessere condiviso e partecipato, la città va ripensata a misura di cittadino, a partire dal più fragile, a cui vanno assicurati servizi pubblici accessibili e che rispondano realmente ai suoi bisogni.
Come forze politiche esprimiamo una volontà comune e siamo unite nell’impegno di rendere nuovamente Sesto San Giovanni una città inclusiva, culturalmente vivace, prospera e sicura, dove le persone desiderano vivere, lavorare e anche trascorrere il proprio tempo libero.
Vogliamo tornare ad essere una comunità solidale, capace di prendersi cura di tutte e tutti, una città viva e attrattiva.
Un appello a tutti i cittadini
Ci rivolgiamo a tutte le cittadine e a tutti i cittadini di Sesto San Giovanni: unitevi a noi per dare un futuro migliore alla nostra città.
Solo con il nostro impegno collettivo possiamo riuscire a invertire questa tendenza.  Solo tutti e tutte insieme, con energia e partecipazione, possiamo ricostruire il futuro che vogliamo. Sesto San Giovanni merita di meglio!
Per approfondire e condividere queste ragioni di cambiamento, abbiamo organizzato per sabato 20 aprile in Largo Lamarmora dalle ore 17.00 un momento di confronto e ascolto, dove invitiamo tutti e tutte ad essere presenti, a condividere pensieri, ragionamenti, a dare il proprio contributo nella costruzione di una nuova visione di città.

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