Perugino protagonista dell’appuntamento con l’arte a Palazzo Marino

Pietro Perugino, Battesimo di Cristo, 1502 – 1515 olio su tavola, cm. 265 x 147,5 x 9. Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria

Anche quest’anno il Natale meneghino apre i festeggiamenti con il tradizionale appuntamento con l’arte a Palazzo Marino. Per l’occasione un ospite d’eccezione: Pietro Vannucci, meglio noto come il Perugino, di cui si celebrano i cinquecento anni dalla morte, avvenuta a Fontignano nel 1523. Dal 5 dicembre al 14 gennaio 2024 sarà possibile ammirare nella location della Sala Alessi una delle sue iconiche opere della maturità: “Il Battesimo di Cristo”. La tavola dalle grandi dimensioni (265 x 147,5 cm) datata nella prima decade del ‘500 e realizzata con tempera e olio, occupava la parte centrale del polittico della chiesa di Sant’Agostino a Perugia, rivolta verso la navata, quindi verso i fedeli, circondata da altri pannelli che figuravano santi e storie sacre, in un percorso di fede di cui il battesimo stesso ne incarna l’inizio. Grazie all’utilizzo del digitale sarà possibile osservare una ricostruzione animata dell’intera struttura, un ennesimo connubio tra arte pittorica concreta e tecnologia virtuale nel suggestivo allestimento scenografico curato dagli architetti Franco Achilli e Luigi Ciuffreda, peraltro totalmente ecosostenibile e completamente riciclabile, rievocante la sacralità dell’acqua fonte di vita e purificazione, in stretta attinenza con quanto esposto.
Un doveroso omaggio a “il meglio maestro d’Italia” come lo definì Agostino Chigi, e nessuno può mettere in dubbio che il Perugino sia stato uno degli iniziatori e fondatori del rinascimento italiano. Capace di fondere una pittura luminosa e ornata, attenta all’integrazione tra architetture rigorose e personaggi, mutuata da Piero della Francesca, con un’attenzione particolare alla precisione nel disegno, al naturalismo, ai modi lineari del Verrocchio, di cui fu allievo illustre. Creando una sintesi personale che incontrò il gusto dell’epoca: tantissime le committenze, tra cui non possiamo omettere di ricordare l’affrescatura della parete di fondo della Cappella Sistina, tanto da doversi servire dell’aiuto dei suoi allievi, tra cui spiccano nomi celeberrimi come il Pinturicchio e Raffaello, e da avviare quella che i critici chiamano l’ “editoriale peruginesca”, una vera e propria impresa “lucrosa” che gli portò non pochi vantaggi economici.
Il suo stile, in ultimo tacciato di essere troppo ripetitivo e poco dinamico, è di un’eleganza raffinata e una leggera dolcezza pittorica. Luce diffusa, paesaggi senza asperità sospesi nel tempo e nello spazio, in cui confluiscono figure dai corpi sinuosi, dai morbidi panneggi, dalle espressioni indefinite, in una visualizzazione interiore dell’atto di fede e una pace meditativa. Tutto è perfettamente, schematicamente e simmetricamente ordinato, infondendo un senso di tranquillità e serenità. L’opera ivi esposta trasuda di dirompente soavità, che quieta gli animi con umanistica spiritualità.
Il Cristo ritratto con le braccia incrociate sul petto è pronto a ricevere il grande dono della purificazione salvifica, in una trasfigurazione della Natività nella ri-nascita privata di ogni costrizione peccatoria. Questi e il Battista aleggiano sulle acque limpide, i loro corpi, liberati dal peso della fisicità, proiettati verso la divina ascensione.
La mostra dialoga con altre opere dell’ottocento e del novecento che dal 11 dicembre al 14 gennaio 2024 saranno ospitate nelle biblioteche di zona di otto municipi della città e provenienti dalla Galleria d’Arte Moderna e dal Museo del Novecento: “La Vergine” di Hayez, “La Madonna col Bambino e San Giovannino” di Thorvaldsen, le “Due Figure” di Carrà, la “Sacra Famiglia” di Carnovali, l’ “Amore Materno” di Dall’Oca Bianca, l’ “Adorazione dei magi” di Monticelli, la “Maternità” di Previati e il “Ritratto di Bambina” di Funi. Tema portante è l’infanzia, mondo di purezza, innocenza, spontaneità dove ogni cosa è vissuta come scoperta e acquisizione di sé, dell’intorno, dei legami affettivi con appassionata istintività. Allora immergiamoci nella contemplazione di questi capolavori che sono lo specchio del nostro essere, esserci ed esistere.
In questo Natale, che è celebrazione della nascita, che il battesimo ci induca a ri-nascere ogni giorno, per ritrovare quella parte più autentica di noi nel bambino che in noi è racchiuso, facendolo riemergere dalle nostre acque più profonde e rivivere di quella genuinità priva di sovrastrutture rigide e incancrenite, nella riscoperta della nostra autenticità di sentimenti, pensieri, visioni e immaginazioni: ogni giorno aggiungendo un frammento in più alla conoscenza di chi siamo, della realtà più vera, della verità più reale e più pure.

Ombretta Di Pietro

“Perugino. Il battesimo di Cristo”, Sala Alessi, Palazzo Marino, 5 dicembre 2023 – 14 gennaio 2024. Progetto promosso dal Comune di Milano con il patrocinio del Comitato Perugino 1523-2023, ideata da Palazzo Reale in collaborazione con Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, l’Area Biblioteche e i Municipi, per la curatela di Marco Pierini, Veruska Picchiarelli e Domenico Piraina, organizzata da Civita Mostre e Musei, catalogo Skira Editore Per info: www.comune.milano.it/mostrapalazzomarino). 

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