Arresti antiterrorismo, Di Stefano: odio e violenza fondamentalista non sono tollerate a Sesto

Sono stati fermati ieri, martedì 17 ottobre, nell’ambito di una operazione antiterrorismo della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano – Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, un cittadino egiziano e un naturalizzato italiano di origine egiziane. Per entrambi l’accusa è di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo e istigazione a delinquere con finalità di terrorismo. Il cittadino egiziano era residente a Sesto San Giovanni.
I due uomini arrestati dalla Digos di Milano sarebbero stati “estremamente attivi nella propaganda e nel proselitismo digitale per conto dell’Isis, mettendosi a disposizione dell ‘organizzazione e finanziando ‘cause di sostegno” della stessa alla quale avrebbero prestato giuramento di appartenenza e di fedeltà”.
In serata il commento del Sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano: “L’arresto di due terroristi dell’Isis, a poche ora dal vile attentato che ha colpito Bruxelles – sottolinea -, è la prova che il pericolo del fondamentalismo islamico è intorno a noi, anche in Italia, nonostante il buonismo della sinistra che continua a sottovalutare il pericolo terrorista. Il fatto che uno dei due arrestati sia stato residente a Sesto, ma poi abbia deciso di lasciare il nostro territorio, perché troppo ostile nei confronti del fondamentalismo islamico è l’ennesima dimostrazione che questi anni di lotta e inasprimento da parte della mia Amministrazione verso il fanatismo religioso siano stati efficaci e abbiano portato Sesto San Giovanni ad essere un territorio scomodo per la radicalizzazione delle frangenti estremiste. In questo momento è necessaria tolleranza zero, manette ed espulsioni nei confronti di chi sostiene il terrorismo islamico. In questi anni – aggiunge Di Stefano – ci siamo opposti alla realizzazione della festa del sacrificio, al pagamento delle spese per la salma del terrorista Amri, ucciso dalla nostra polizia e, su tutto, quando mi sono insediato come primo atto ho deciso di eliminare il progetto della moschea più grande del Nord Italia,  voluta fortemente dalla sinistra, la quale sarebbe diventata un luogo di propaganda per l’integralismo islamico. Sono estremamente orgoglioso di ciò che ho fatto, continuerò a difendere la mia città, nonostante le minacce ricevute per queste scelte. Voglio ringraziare le forze dell’ordine che rischiano la vita per la salvaguardia della nostra  sicurezza ed incolumità e che silenziosamente sono riusciti ad effettuare un’importante operazione di prevenzione contro il terrorismo.”

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