Cude pass disabili unificato, le difficoltà di un nostro lettore

Immaginate la sensazione di forte frustrazione che si prova nel trovarsi a ‘tanto così’ da un traguardo a lungo atteso e non poterlo tagliare per motivi che non dipendono da voi.
E’ quel che sta provando in queste settimane il nostro lettore, M.L., alle prese con la richiesta di un codice univoco per il CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo) presso gli uffici competenti della Polizia Locale di Sesto San Giovanni.
“Per poter richiedere il codice mi sono recato presso il Comando di Polizia Locale, al servizio rilascio pass disabili – ci spiega il cittadino disabile -. Ho ritirato il modulo per la richiesta del codice, l’ho compilato e ho inviato il tutto via mail, corredato dai documenti richiesti. A quel punto mi sono messo pazientemente in attesa”. L’attesa però si è prolungata. “In sostanza  – sottolinea il nostro lettore – alle mie ripetute richieste di informazioni mi è stato detto che purtroppo non sono ancora in grado di comunicarmi nulla di definitivo in merito alla mia pratica, effettuata e protocollata a metà luglio”.
Non ci sarebbe infatti ancora la piattaforma per estrarre il codice univoco e  al nostro concittadino – e come lui, immaginiamo anche altri cittadini – non resta che mettersi pazientemente in attesa di aggiornamenti.
Ma di cosa stiamo parlando nello specifico? Dell’assegnazione da parte del Comune di un codice unico che consenta di agevolare gli spostamenti del disabile all’interno e al di fuori del Comune di residenza, garantendone il pieno diritto alla mobilità.
Con l’adesione di un Comune alla piattaforma il cittadino disabile, infatti, può di fatto spostarsi con l’automobile in un Comune diverso da quello di residenza, senza dover chiedere preventivamente alla Polizia Locale l’autorizzazione ad accedere alle aree a traffico limitato e a utilizzare i parcheggi riservati.
Facciamo solo un piccolo passo indietro. Se una persona con disabilità vuole usufruire del tagliando che le consente la sosta negli spazi dedicati e la circolazione nelle aree traffico limitato, all’infuori del Comune di residenza, è tenuta a darne comunicazione per tempo alla Polizia Locale.
Così almeno è stato fino al 2021 quando, per mettere fine ad una procedura burocratica farraginosa, il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile ha previsto, anche in Italia, l’introduzione del Registro Pubblico CUDE, una banca dati nazionale online contenente tutte le informazioni relative ai contrassegni dei cittadini disabili italiani.
Il progetto ha inizialmente stentato a decollare per via della scarsa adesione alla piattaforma da parte dei Comuni. In Lombardia, ad oggi, sono 65 gli Enti locali che hanno aderito, per un totale di quasi seimila codici univoci emessi a livello regionale.  Tra gli undici comuni aderenti nella provincia di Milano anche Sesto San Giovanni che, a tre mesi dall’adesione del 15 maggio scorso, non ha però ancora emesso codici univoci, come si evince dal dettaglio contenuto nella risposta dell’Assessore regionale Elena Lucchini all’interrogazione della consigliera Paola Pizzighini (M5S).
Per contro, si scopre che, ad esempio, nel Nordmilano il Comune di Cinisello Balsamo, iscritto alla piattaforma dal novembre 2022, ha emesso al 17 luglio 2023 più di un centinaio di codici (117).
Il punto, è evidente, non è stilare una classifica in base alla velocità con la quale gli enti locali si iscrivono alla piattaforma – scelta che, in ogni caso, rappresenta un forte segnale di attenzione ai cittadini con disabilità e al loro diritto di ottenere benefici concreti che consentano loro di semplificare e migliorare la qualità della vita – quanto piuttosto l’attenzione e la risposta che si riesce a dare a un cittadino che vive già sulla propria pelle – e su quella dei propri cari – una difficoltà.  

 

 

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