Tutto il gruppo dell'Hdemia Il Camaleonte (PH Ernesto Casareto)

Il Camaleonte, vent’anni di armonia e condivisione di emozioni

Foto Ernesto Casareto

Si balla, si canta, si suona e si recita nelle sale di via Mazzini 33 dove l’Hdemia Il Camaleonte ha trovato da qualche anno la sua nuova accogliente casa.
Ma soprattutto si dà colore alla propria passione. “Il Camaleonte è un luogo pieno di armonia, in cui si sta bene – sottolinea Sara Valota, fondatrice e Direttrice Artistica dell’associazione nata a Sesto San Giovanni nel 2003 con l’obiettivo di promuovere i principi educativi e pedagogici della danza, della musica, del canto e del teatro -. C’è grande armonia, accoglienza, capacità di fare gruppo, di condividere emozioni. Ognuno ha una sua particolarità da trasformare in punto di forza”.
Un concetto che ha fatto anche da filo rosso al  10° Festival delle Arti, dedicato quest’anno all’anniversario dei primi 20 anni di attività della associazione da cui sono passati oltre 270 allievi.
“Un Festival – spiega Valota – caratterizzato da un ciclo di rappresentazioni dove ogni allievo ha avuto la possibilità di andare in scena con le proprie capacità artistiche”.
Concerti, performance di teatro-danza e eventi speciali come il musical ‘Aladdin 20 anni dopo’, portato in scena per la prima volta nel 2003 e lo scorso 15 giugno tornato sul palco del Teatro Rondinella in veste rinnovata ma ancora con alcuni degli interpreti storici. “E’ stato emozionante ritrovare sul palco e in platea i protagonisti di venti anni fa, persone meravigliose che hanno fatto parte del vissuto artistico e umano dell’Hdemia”.

Foto Ernesto Casareto

Accademia che in questi anni, proprio come un camaleonte, ha saputo adattarsi ad evolversi attraverso una ampia proposta di corsi pensati per ogni fascia d’età (sul sito hdemia-ilcamaleonte.it è già possibile prenotare una prova in vista della ripresa dei corsi a settembre), di camp estivi artistici e di produzioni artistiche originali come ‘La fabbrica della Memoria’ (“Il nostro fiore all’occhiello, lo  spettacolo che dal 2011 racconta la nascita delle fabbriche sestesi e l’evoluzione della società”), ‘Cieli capovolti’ e ‘Interruzione e continuità’, la coinvolgente autobiografia danzata con la quale, sabato 1° luglio, Sara ha raccontato un passaggio in salita della sua vita.
“Per la prima volta – rivela – ho messo in scena quello che ho vissuto nell’ultimo anno, quando la malattia mi ha obbligato a fermarmi. Un’esperienza che mi ha fatto capire che non c’è stop senza movimento e viceversa, che si può cadere per poi riscoprirsi di nuovo in piedi”.
Sabato 1° luglio l’emozionante performance di danza contemporanea ha chiuso idealmente il Festival delle Arti presso lo spazio teatro dell’associazione “Esattamente un anno fa – ricorda Sara -, il 1° luglio 2022, lottavo per vivere e il 1° luglio 2023 ho deciso di festeggiare danzando un anno di questa seconda vita”.

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