‘Libri in Villa’: ‘Non dimenticare il desiderio. L’eredità di Don Anas’

Si può conoscere una persona senza mai averla incontrata? Certamente sì, se pensiamo ai grandi personaggi che hanno fatto la storia del mondo in vari ambiti e nelle varie discipline e che hanno scatenato in noi sentimenti di approvazione o di diniego, legandoci, ovviamente a coloro che ci hanno “illuminato” la strada della conoscenza, dell’elaborazione del pensiero, delle emozioni intense e positive, della crescita come individui.
La loro vita e le loro opere sono entrate nel nostro immaginario, assurgendoli a un’eternità che si perpetua nel nostro mondo reale e nelle nostre coscienze. Ma questo può accadere anche per un uomo il cui nome non è scritto nella grande Storia, ma che ha comunque lasciato un’ impronta indelebile nei cuori di tantissime persone che hanno avuto la fortuna di condividere con lui pezzi di vita nello scorrere continuo del tempo e in spazi-luoghi differenti. Ero lì pronta ad ascoltare la presentazione del libro, del suo contenuto, del suo messaggio e invece ho assistito al ricordo appassionato, commosso e commovente, di Marina e di don Jacques sul loro amico, uomo di grande fede e passione per Dio e per l’umanità intera: don Antonio Anastasio, sacerdote della Fraternità dei Missionari di San Carlo Borromeo, meglio “Anas” per gli amici appunto.
Amicizia: dal latino “amicitia”, che è a sua volta legato al verbo amare. L’amore amicale è ciò che i greci chiamavano “philia”, un sentimento fraterno, disinteressato, un’affinità spirituale che arricchisce chi lo coltiva. E quanto amore vibrava in quelle parole, in quella “a-mors”, senza morte, che sopravanza l’assenza fisica di una persona, in un’unione  spirituale che va oltre la presenza concreta: Anas è purtroppo mancato prematuramente il 9 marzo 2021, vittima del Covid. Dopo 70 giorni di malattia, di “passione”, quella stessa passione del Cristo sulla croce, quel patimento necessario per salvare gli uomini tutti, e a cui lo stesso Anas è stato chiamato proprio da Dio: gli è stato chiesto e lui ha risposto perché “non c’è amore più grande che dare la vita per i propri amici”. Per quel genere umano che lui amava nella sua interezza, nell’amore di Dio che lo aveva innanzi tutto voluto come suo testimone sulla terra, perché ne portasse l’insegnamento e il conforto salvifico della fede. Ed era come se Anas fosse lì tra noi, a-mors, senza morte, in quella “Comunione dei Santi” per cui la morte fisica non è la fine, ma la trasformazione in altra forma, un reinizio, in cui tutta la comunità dei credenti diventa unico corpo mistico con Gesù Cristo risorto. E Anas era ed è presente. Con il suo esempio, con i suoi gesti, con la sua disponibilità, con il suo credo profondo, con la sua fede pura, con la sua semplicità, con il suo darsi totalmente a Dio e alle persone.
Un uomo vero, vivo, che apprezzava le cose belle, il buon cibo e il buon bere, un buon sigaro, in quella convivialità condivisa attorno a una tavolata a chiacchierare serenamente, a sorridere, “sub- ridere” ridere sotto, dentro, perché il suo sorriso era prima di tutto quello dell’anima. Un prete vero e poco “clericale”, che dal dubbio iniziale aveva compreso che era quello il senso del suo essere uomo, uomo di Dio: “arrendersi è stato bellissimo”, ad-rendere, darsi a Dio e dare agli altri senza preclusione e totalmente.
Aveva “mendicato” Dio, assetato di pienezza, e aveva ricevuto l’elemosina dell’acqua santa che disseta l’animo, la stessa che Gesù aveva offerto alla Samaritana dal pozzo di Giacobbe. E di “elemosina” ha vissuto, di quell’”eleèo” che è compassione, carità, giustizia, pietas. Chiamato a dare tutto “perché qualcuno ha dato tutto per noi”. Fino all’estremo sacrificio, sacrum-ficium, sacro fare, che era la sua azione quotidiana. Portata avanti con gioia, con quel po’ di ironia che non guasta per dare conforto alle sofferenze altrui…
Il libro è una raccolta di alcune omelie che Anas aveva scritto per le celebrazioni dei matrimoni delle coppie che aveva accompagnato nel percorso che precede il solenne rito. L’unione di due persone nel vincolo sacrale prevede un terzo elemento: oltre lo sposo e la sposa, nel mezzo c’è Dio, perché Dio stesso è ovunque e nella fede in lui si possono superare le difficoltà che insorgono nel rapporto tra coniugi, come in qualunque rapporto tra uomini. Ma è anche l’incontro di una giornalista-amica che pone ad Anas delle domande, turbata dalla sofferenza, dalla depressione, dalla rabbia.
“Dov’è Dio?” il quesito più tormentato che gli rivolge, e sul quale tutti noi, almeno una volta se non di più, ci siamo interrogati. Dio è anche nel dolore, nel patimento, in tutte le vittime innocenti: l’atto eroico è offrirgli la propria vita quotidiana, anche nei momenti più difficili, come lui ha offerto la sua, perché lì è il conforto, il più sublime e sublimante gesto di fede, la più sacrale unione… “Non dimenticare il desiderio”: dal latino “de-sidera”, mancanza di stelle, avvertire la mancanza di stelle, dei segni augurali, appetire qualcosa che manca. Simmetrico di “considerare”, cum-sidera, guardare attentamente, tenere in conto, riflettere, reputare, osservare gli astri al fine di tradurre auspici.
Ebbene Anas insegna, con l’esempio del suo vivere, a guardare nel cielo e vedere quella splendente stella che brilla per noi e da luce alle ombre dei nostri animi e dei nostri passi, e a tenere sempre presente il suo risplendere e quel bagliore che è presente in ogni essere umano, che deve essere accolto nella sua unicità, in un’aggregazione totalitaria di anime…
E se alziamo lo sguardo su una di quelle stelle possiamo rivedere Anas che suona le sue canzoni, irrorando da lassù quelle soavi note capaci di riempire ogni cuore… anche di chi non riesce ad avere una credo religioso e fideistico, ma non può rimanere immune dalla profondità del suo stesso immenso e sincero credere. 

Ombretta Di Pietro

Il libro “Non dimenticare il desiderio. L’eredità di Don Anas: dialoghi sul matrimonio” di Antonio Anastasio e Marina Corradi, Edizioni San Paolo, è stato presentato giovedì 13 aprile alla Villa Mylius di Sesto nell’ambito dell’iniziativa “Libri in Villa”, con il patrocinio del Comune e la collaborazione de “La libreria della Famiglia”.

 

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