Osservatorio/ Scivoloni a ripetizione per i ministri del governo Meloni

C’è un vecchio tweet con il quale nell’aprile del 2015, Giorgia Meloni sostenne che il presidente del Consiglio, che all’epoca era Matteo Renzi, avrebbe dovuto essere indagato per strage colposa, perché su di lui ricadeva la responsabilità di un tragico naufragio, al largo delle coste libiche, che costò la vita a centinaia di profughi.
Non è bello fare paragoni tra tragedie costate la vita a centinaia di persone ma una valutazione di responsabilità va comunque fatta. Le responsabilità del governo italiano di allora erano modeste. Il naufragio fu improvviso e avvenne vicino alle coste libiche, a più di cento miglia da Lampedusa.
La marina italiana non ebbe nessuna possibilità di intervenire in tempo. Questa volta però le cose sono diverse perché il naufragio di Cutro non è avvenuto in Libia, né in mare aperto, ma a ridosso delle spiagge della Calabria. Noi capiamo benissimo l’imbarazzo della Presidente del Consiglio, la necessità di muoversi con cautela, l’esigenza di difendere il suo governo appena varato.
Però in nessun modo può negare le responsabilità del ministro dell’interno e forse anche del ministro delle infrastrutture. Le dimissioni del ministro dell’Interno sono inevitabili, specialmente dopo le sconsiderate dichiarazioni che ha rilasciato e troppo tardivamente corretto. Immaginiamo che Giorgia Meloni, che ha una lunga esperienza politica, sia rimasta esterrefatta di fronte agli errori tragici dei suoi ministri, uno dopo l’altro, che hanno dimostrato di non essere all’altezza. Sono figuracce che ormai si stanno ripetendo molto spesso. Dopo il vicepresidente del Copasir Giovanni Donzelli e il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro protagonisti della vicenda Cospito, dopo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara che attacca una preside colpevole di aver stigmatizzato giovani squadristi davanti ad un liceo e dopo il sottosegretario alla Presidenza Giovanni Fazzolari che, appassionato di armi a canna corta, si preoccupa di incentivare l’addestramento ai poligoni, adesso è la volta di Piantedosi.
Chi sarà il prossimo?

Cesare Magni

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