Gli avvolgenti scatti fotografici di Vincent Peters in mostra a Milano 

Charlize-Theron New York 2008 © Vincent Peters

Una e tante storie, impresse su fogli di carta opaca a grana grossa. Brani di racconti narrati da scorci di immagini, immortalate dallo scatto attento e di grandissima precisione tecnica, che non fa una sbavatura e nulla lascia al caso, di un novelliere che utilizza come strumento di scrittura una macchina fotografica.
Questa la centralità dell’opera artistica di Vincent Peters (classe 1969), fotografo e filmmaker tedesco la cui fama internazionale ha raggiunto altissimi livelli di riconoscimento. Ineccepibile nella fashion photography, ha ritratto numerosissime star del cinema e modelle famose per importanti riviste come: Vogue francese, italiano, inglese, tedesco, giapponese e spagnolo, Numero, Arena, GQ, Dazed & Confused, Ten and The Face.
Nei novanta “riquadri” del percorso espositivo possiamo rimirare tutta la sua immensa bravura, accompagnati dalla superlativa bellezza dei ritratti e dalla vibrante colonna sonora di sottofondo, che ci ripropone le meravigliose musiche di Ennio Morricone. E non è un caso. Peters viene definito, infatti, un “neorealista” per l’autenticità delle sue riprese che rievocano nella memoria i romanzi di Carlo Levi, Elio Vittorini, Ignazio Silone, Vasco Pratolini, e via dicendo.
E parlo di “riprese” perché ogni fotogramma racchiude in sé un andamento cinematografico, come porzione di pellicole imbobinate e pronte a srotolarsi e a essere proiettate, attraverso il fascio di luce, sul grande schermo candido.
Frammenti di film in bianco e nero, che ricordano i celeberrimi Ladri di biciclette, Riso amaro, Roma città aperta, Rocco e i suoi fratelli, i grandi cult del neorealismo italiano, appunto. Ma c’è qualcosa di più. Ho visto molte mostre fotografiche, ma l’ emozione provata dinnanzi a tali capolavori è stata unica, un fremito da togliere il fiato e indurre commozione. Forse per quel gioco di luci e ombre, che si compenetrano e si assorbono vicendevolmente, ammorbidendosi in tagli luminosi vaporeggianti e nebulosi e ombreggiature giammai cupe e nette ma chiaroscurali. Che riescono a ritagliare le sagome dando loro non solo forma ma dimensione, quella tridimensionalità che fuoriesce dal supporto cartaceo e si materializza accanto a noi.
Forse per quei corpi perfetti nella loro delicata o contorcente  sinuosità che evidenzia una sensualità ammaliante, perfettamente inseriti nel contesto naturale o nella scenografia creta ad hoc, fondendosi con essi in un quadro parlante. Forse ancora per quei volti le cui espressioni lasciano trapelare l’universo emotivo dell’animo, in ogni sguardo l’intensità melanconica di un vissuto. Forse per quelle mani che in ogni movenza proferiscono un tacito non detto colloquiante, fino a sfiorarti in una tenera e dolce carezza. Forse per l’allegra vivacità, non priva di un tocco di sana e pura ironia, che smitizza i famosi divi umanizzandoli, tanto da parer discorrere amichevolmente con noi come se fossero persone comuni e non esseri irraggiungibili. Forse per la “cinesi” di queste istantanee, dove ogni elemento e ogni soggetto è in movimento, risucchiandoci in un mondo virtuale e gettandoci sulla scena, rendendoci parte dello show.
Forse perché in quelle inquadrature strette, in quei tagli (ritagli) di vita e di vite, intravediamo una nostra storia tutta da inventare, immaginare, vagheggiare, scatenando, in totale libertà, tutta la nostra più fervida fantasia.
Forse per tutto questo e per qualcosa ancora. Se è vero che Peters è il narratore principe di tali racconti, che lui crea e ci restituisce, è pur vero che non ci vieta di sognare altre “favole” fantastiche e fantasiose. Una e tante storie, in un tempo senza tempo e in uno spazio racchiuso da una cornice ma che si fa immenso e sconfinato come l’infinitamente incommensurabile nostro sentire.

Ombretta Di Pietro

La mostra ‘Vincent Peters. Timeless Time’ è promossa dal Comune di Milano-Cultura, prodotta e organizzata da Palazzo Reale e Nobile Agency, a cura di Alessia Glaviano, Main Sponsor Ferrari Trento, Boglioli Milano, UBV group spa. Palazzo Reale di Milano, appartamenti del Principe, fino al 26 febbraio. Ingresso Gratuito.

       

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