Le stelle di Ottavio Fabbri in mostra per sostenere Villa Ghirlanda

È in arrivo nelle sale di Villa Ghirlanda la mostra di un artista poliedrico di rilievo internazionale, Ottavio Fabbri, noto anche come “pittore delle stelle”.
Dal 19 febbraio al 10 marzo, le sale delle Quadrerie di Villa Ghirlanda Silva ospitano la mostra E quindi uscimmo a riveder le stelle, ispirata all’ultimo verso dell’Inferno della Divina Commedia di Dante. Si tratta di un percorso che si snoda attraverso quasi 40 opere su tela selezionate direttamente dall’artista, alcune esposte nei più famosi musei e gallerie di arte contemporanea, tra cui il Museo della Permanente di Milano con la mostra “XX – Il Grande 900 Italiano”.
La tecnica di Ottavio Fabbri, caratterizzata da un peculiare gioco di luci, consente di immergersi nello spettacolo del cielo stellato, un tema pittorico che ha indagato per tutta la vita e che ha incontrato l’ammirazione di chi ha avuto il privilegio di osservare le stelle da una prospettiva unica: “Quello che ho visto lassù, è molto simile a ciò che ho ritrovato nei quadri di Ottavio” sono state le parole dell’astronauta Buzz Aldrin, secondo uomo a mettere piede sulla luna nella missione Apollo 11.
Nel giorno dell’inaugurazione, domenica 19 febbraio, ore 16.30, si terrà una raccolta fondi, il cui ricavato sarà devoluto a favore della campagna Art Bonus destinata a finanziare parte dei restauri della Villa.
Il pittore e regista Ottavio Fabbri, classe 1946, ha avuto la fortuna di crescere circondato dall’arte grazie anche alla sua famiglia. Figlio dell’editore Dino Fabbri, fondatore della Fratelli Fabbri Editori, ha potuto conoscere artisti del calibro di Picasso e Dalì e frequentare, con la madre pittrice, gallerie d’arte fin da piccolo.
La vita di Ottavio si è spesso incrociata, stringendo rapporti di sincera amicizia, con quella di politici e sovrani, come il principe Ranieri di Monaco e Re Carlo d’Inghilterra, industriali come Gianni Agnelli e persino con papa Ratzinger e papa Francesco. Ogni incontro, ogni quadro donato ha avuto come unico scopo quello di colmare la distanza tra l’uomo e le stelle e di lasciarsi incantare dal firmamento anche nei momenti più bui, richiamandosi alla frase di Victor Hugo: “Ciò che fa notte dentro, può lasciare in noi le stelle”.
La mostra, a ingresso libero, è aperta fino a venerdì 10 marzo da martedì a sabato, dalle 15 alle 18.30, domenica ore 10 – 12.30 e ore 14.30 – 18.30.

 

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