Variopinto, in mostra le opere degli allievi della Civica Scuola d’Arte Faruffini

Da sin. gli insegnanti A. Triaccia, C. Ronchi, la responsabile della scuola Roberta Testolin, e l’assessore alla Cultura Luca Nisco

E finalmente l’Arte reinvade la città. Come un silente corso torrentizio con vivacità, esuberanza ed energia, dalla sua foce muraria fluisce indomita e inarrestabile, pervadendo ogni interstizio cittadino dormiente, decadente, polveroso e ammuffito, portando una ventata di colorata vitalità e di trepidante aspirazione al bello in tutte le sue svariate forme e tonalità. E così, dopo due anni di assenza dovuta alla causa di forza maggiore pandemica, ecco riproporsi trionfante la nuova edizione di ‘Variopinto’, la mostra-esposizione degli elaborati degli allievi della Civica Scuola d’Arte Federico Faruffini (al suo 70° genetliaco) svolti durante un lungo e impegnativo anno di lavoro. Nella fattispecie si riferiscono al precedente ciclo accademico 2021-2022.
In effetti, solitamente, tale manifestazione aveva luogo a settembre, prima dell’inizio del nuovo corso di didattica, ma quest’anno si è dovuta posticipare per le difficoltà sopraggiunte nel trovare una sede fisica che potesse ospitare, in modo adeguato, l’evento. Fortunatamente è stata messa a disposizione Villa Mylius, tornata recentemente ad assumere un ruolo fondamentale nel panorama culturale di Sesto, accogliendo molteplici incontri, da presentazioni di libri a eventi, conferenze e, appunto, mostre di vario genere.
E sito non fu mai più adatto se consideriamo la grande figura di Enrico Mylius, mecenate, filantropo, collezionista, che nella sua dimora sestese ospitò grandissimi intellettuali e artisti, esponenti di primo piano della cultura dell’ 800 (come Wolfgang Goethe, Alessandro Manzoni, Carlo Cattaneo, Massimo D’Azeglio).
Ebbene, finalmente un piccolo spiraglio di ripresa proprio in ambito artistico-culturale si avverte, dopo anni di sonnolenza e trascuratezza in tale senso da parte delle amministrazioni che si sono succedute negli anni. E pensare che nei bei vecchi tempi il fermento culturale era così vivo, attivo, coinvolgente, che l’energia che ne scaturiva permeava, diffondendosi, tutto l’ambito urbano e comunitario, creando un contesto sociale fremente di interessi e passione.
Quella stessa passione con cui gli allievi della scuola d’Arte e di tutte le Civiche Scuole di Sesto si sono impegnati anche durante il periodo di sospensione della didattica, continuando a lavorare, grazie alla volontà degli ottimi, solerti e competenti insegnanti, con lezioni online. Perché l’amore per la cultura, il sapere e l’arte non conoscono ostacoli, e questa mostra, che invito tutti a visitare, ne è una chiara ed evidente prova concreta.
Ma… Frequento io stessa la scuola d’Arte da anni, da quando aveva la sua storica sede nella Villa Zorn, che, dopo l’incendio che l’ha coinvolta, è inagibile da molto e troppo tempo, e ancora nulla si è fatto per ripristinarne l’utilizzo, mi domando cosa si debba ulteriormente aspettare!
Dopo varie vicissitudini la scuola ha trovato collocazione nell’ex biblioteca dei ragazzi in Piazza Oldrini, dove, peraltro, nella struttura soprastante, da anni hanno sede la Scuola Civica di Musica e di Danza. La palazzina a mio parere non è assolutamente adatta al ruolo che le è stato affidato: troppo piccoli e angusti gli spazi, che, oltretutto cominciano a risentire dello scorrere deteriorante del tempo. E’ vero che se si vuole si può imparare anche rinchiusi in uno scantinato! però dare dignità a queste storiche istituzioni che hanno visto, tra le altre cose, muovere i primi passi di allievi che hanno, in seguito, raggiunto una professionalità di alto livello e riconoscimenti internazionali, mi sembra un dovere civico a cui non ci si può più sottrarre… I have a dream… Sì, io ho un sogno, perché sono un’inguaribile idealista. Che cambi, in primis, la veste stessa delle scuole, ormai “démodé”! Con la creazione di figure competenti (rimpiangiamo i direttori dei bei vecchi tempi passati!) che rinnovino la didattica, rendendola più moderna e adatta alla nuova realtà; con   aperture prolungate, spalmate durante l’arco di tutta la giornata, in modo tale che gli allievi possano usare le aule scolastiche anche per esercitarsi fuori orario corsistico; con il coinvolgimento dell’intera cittadinanza, organizzando convegni e dibattiti sulla storia dell’arte, della musica e della danza: perché tanto c’è da dire in tale senso e perché proprio dalle scuole civiche può ricominciare quello slancio culturale che faccia del sapere il fondamento principe della crescita della coscienza dell’intera comunitaria società civile…
E per far questo il mio sogno continua: mi piacerebbe che quell’intera struttura, che ritengo obsoleta, venga demolita, sostituita con una nuova palazzina più idonea allo svolgimento delle lezioni, perché le Civiche Scuole riacquistino il loro giusto valore e riconoscimento e diventino scuole con la S maiuscola. Magari dotata di un auditorium dove simposi e dibattimenti possano avere svolgimento, creando anche un ponte con i comuni limitrofi e con Milano, che culturalmente è estremamente attiva e ci insegna che l’interdisciplinarietà culturale è ormai  il modus operandi che meglio risponde al bisogno di una nuova “Cultura”, innovativa, esplosiva, esportabile.
Quindi tutti chiamati in causa, chi le scuola le fa, le supporta, le dirige e le frequenta, e l’ Amministrazione Pubblica, perché investa in tale direzione con determinazione ed efficienza: basta dire “non ci sono soldi”, basta pensare che con la cultura “non si mangia” e che non sia “monetizzabile”!
Cittadini più consapevoli, che crescano in conoscenza, coscienza ed educazione al bello, sono e saranno cittadini capaci di dare e costruire di più a beneficio dell’intera città e dell’intero contesto sociale… Ho un sogno, certo, ma la storia ci insegna che immaginare talvolta è la premessa per realizzare; il passato è certo ed è patrimonio da cui attingere, il futuro è una forma spazio-tempo troppo astratta: è nel “fare” presente che si fa la nuova storia e che si realizzano anche i sogni più utopici!

Ombretta Di Pietro

‘Variopinto’ è stata inaugurata domenica 22 gennaio. Potrà essere visitata fino al 31 gennaio presso Villa Mylius in Largo Lamarmora, tutti i giorni dalle ore 16 alle 19.  

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