Malinconia, ironia e dolcezza nell’ultimo romanzo di Pif

Ah l’amuor, l’amour, cosa non si farebbe per amore! Quel sentimento che se ce l’hai ti provoca tribolazione e se non ce l’hai te ne provoca anche di più. Che ti riempie totalmente, come un vaso stracolmo d’acqua che tracima dall’orlo in una cascata fragorosa che ti trascina con la sua corrente vorticosa prima giù giù e poi su su, e giù e su… insomma ti sembra di stare su una montagna russa e fai di tutto per non mostrare che soffri di un vuoto extrasistolico e un vago senso di nausea. Che ti fa battere il cuore all’impazzata, fino a farlo esplodere come un palloncino pieno d’aria. Beh, ma non farà mica male ‘sto amore? No, non vi preoccupate, basta il sorriso radioso della persona desiderata e tutto passa e magari va.
Lo sa bene Arturo Giammarresi, un uomo che vive “ai margini del benessere e della felicità”, nella sua quotidianità fatta prevalentemente di lavoro in una multinazionale, di sopportazione del collega lamentoso e di sfogo con il super romantico paziente amico Carlo. La cui unica botta di vita è andare in mensa, cercare lo sguardo di Olivia che gli ammicca quale piatto è meglio mangiare quel giorno e poi… “vorrei dire, ma non posso, aspetto che lei dica ma non dice”: chissà magari tra un silenzio e l’altro ci scappa la storia.
Ma siccome “L’amore non è qualcosa che trovi” piuttosto “qualcosa che ti trova” (Loretta Young), Arturo, che si nasconde dietro alle dotte citazioni con cui si fa compulsivamente scudo, sta lì in osservazione, sperando di essere trovato per un motivo più sostanziale e “sostanzioso” di un consiglio culinario.
Ma… c’è sempre un ma! Pochi giorni prima del suo quarantesimo compleanno, nell’organizzare la festa (perché 40 sono sempre 40) il velo si squarcia: quasi tutti gli invitati sono sposati, con figli che non sanno dove piazzare per la serata, e lui?!?… Solo, completamente solo, né moglie né prole, ma neppure un’amante! Angoscia totale. La fortuna vuole che incontri un suo vecchio compagno di scuola che gli propone di partecipare alla sperimentazione di una nuova App che serve, incrociando mille e non più mille informazioni, a trovare l’anima gemella, o meglio le anime gemelle: perché pensavate che su otto miliardi di persone, una sola è quella giusta per voi? Sbagliato! Arturo ne ha ben sette, potremmo dire che nella migliore delle ipotesi, se fossero intercambiabili, una per ogni giorno della settimana.

Pif firma una copia del libro ad una lettrice

Così inizia l’avventura, che lo porta alla spasmodica ricerca della donna della sua vita: almeno una su sette andrà bene!? Da Siena, alla Groenlandia, da Lecce alla Svezia, fino a Dubai, spostandosi convulsamente dall’Italia all’estero, trovandosi in situazioni paradossali e al limite dell’assurdo, con tenacia e pronto a tutto, perché “L’arte dell’amore è in gran parte l’arte della perseveranza” (Albert Ellis).
Ma anche del fallimento, perché mettila come vuoi ma l’App che è fatta dall’uomo che per definizione non è perfetto per proprietà transitiva non può essere perfetta. C’è sempre una variabile che sfugge al controllo, come quando ti dicono: “Tu sei artefice del tuo destino” e a me personalmente viene voglia  di rispondere: “Se niente e nessuno mi rompe le cosiddette!” come, peraltro, novanta su cento inesorabilmente succede.
Disperazione, insomma: tanto studio, tanta preparazione, tanto peregrinare, tanta App-licazione e poi… catartica afflizione.
Ma ecco il colpo di scena, perché c’è sempre anche un colpo di scena nel finale, non sarà mica sempre “sfiga”. Lo scoprirete solo leggendo!
Pif ci regala un romanzo avventuroso che ci conduce in giro per il mondo: come guida di un vademecum di perle di saggezza suggerite da Arturo, con il condimento di certi luoghi comuni con cui siamo soliti parlare di altre realtà e di tipicità locali che, invece, sfuggono alla nostra conoscenza e, talvolta, alla nostra comprensione; ma la varietà è bella, e io ho imparato tantissimo sul Palio di Siena e sulla carne di foca e balena: anche se sono vegetariana tutto fa!
E, con la solita sottile ed elegante ironia venata da un tocco di melanconia, ci offre uno spaccato della società contemporanea con tutte le sue contraddizioni e i suoi eccessi, conducendoci all’interno dell’animo umano, così complesso ma così straordinariamente variegato e capace di resistere alle storture e, ogni tanto, di raddrizzarle.
E allora su, coraggio, gettiamoci nella mischia, perché, come dice saggiamente Arturo, “in amore bisogna agire e pensare poco”! E buttiamo sul tavolo questo 7 di cuori, tanto, volente o nolente, tutto è il frutto di casualità in questo caotico scorrere della vita! E non abbiate timore di sentirvi dei “poveri idioti”, fa parte delle regole del gioco, nell’ “aritmetica dell’amore” dove “uno più uno è uguale a tutto, e due meno uno è uguale a niente” (Mignon McLaughlin), anche se poi “l’amore non è una formula matematica, non ci si può innamorare facendo dei calcoli”, quanto dice Giammarresi: ormai sta diventando una sfida per aforismi tra me e Arturo, contagio Pif!
In conclusione vi direi di stare sereni, no problem: se va bene la prima relazione allora siete stati davvero bravi perché potevate provarne altre; ma se non va bene grande notizia: avete ancora 6 possibilità. App-licatevi!

Ombretta Di Pietro   

L’ultimo libro di Pif  “La disperata ricerca d’amore di un povero idiota” (Edizioni Feltrinelli), è stato presentato dall’autore venerdì 18 novembre in Libreria Tarantola di Sesto alla presenza di un numerosissimo ed entusiasta pubblico.

 

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