Le lampade Servomuto Venus Alcova - Designer Serena Confalonieri

Design industriale e funzionalità, nuovo incontro alla Fondazione Corriere

Senza Maschere by Campari Soda – Design Serena Confalonieri

Tutti noi siamo soliti utilizzare, nella frenetica vita quotidiana, una vasta quantità di oggetti che sono strumentalmente necessari a facilitarci il compimento di quanto dobbiamo adempiere: utilità e funzionalità sono proprio il paradigma che denota e connota questa marea di manufatti ormai ritenuti indispensabili e di cui non riusciamo più a farne a meno. Ma capita anche che, quando entriamo in un negozio, il nostro occhio sia attirato da articoli dalla gradevole fattezza ma dall’enigmatica decifrabilità: “A cosa serve questo?” ci domandiamo incuriositi. E, una volta decodificato l’arcano mistero, un sorriso compare sul nostro volto: “Ma no, ma dai, davvero, che forte!”, concludiamo l’acquisto, anche se qualcosa di simile l’abbiamo già, perché l’originale particolarità della forma è un impulso magnetico a cui non possiamo resistere: potenza della creatività fantasiosa che suscita in noi gradevolezza benefica. Ebbene, tutta questa abbondanza di prodotti sono le creature generate dal Design: ponte di congiunzione tra arte e tecnica, tra bellezza e praticità, tra arti decorative e arti applicate, con un approccio imprescindibilmente e necessariamente funzionale.
Capiamo, dunque, che il Design pervade e caratterizza le nostre vite, è in ogni cosa che facciamo e viviamo, si nutre delle nostre esigenze e le nutre a sua volta, con una visione che è altresì una missione: rendere più facile il nostro vivere e arricchirlo con un tocco di gentile poeticità del bello! Certamente Fortunato Depero fu un incredibile innovatore in tale direzione, sfondando le barriere della sobrietà “essenzialista” imperante con la stravolgente introduzione di colorati elementi decorativi. Un padre della modernità, di cui emblema è la mitica bottiglietta del Campari Soda disegnata nel ‘32: dalla forma conica, che ricorda una calice capovolto senza stelo, monodose, senza etichetta, con il nome in rilievo sulla superficie di vetro che fa trasparire il rosso brillante della bevanda. Nell’arduo compito di cimentarsi con una riproposizione-omaggio all’icona per eccellenza del brand Campari, i due designer protagonisti dell’incontro ci propongono delle ingegnose realizzazioni. Matteo Ragni ha creato un bicchiere conico che richiama la “morfologia” della bottiglia, la cui base si aggancia con un “click” al collo della stessa che ne funge, così, da gambo: con un risparmio di materiale si ridà valore di primo piano a un pezzo storico, che teniamo sempre ben stretto nella mano per un sonoro “cin cin”.
Serena Confalonieri con la sua lampada “#SenzaMaschere” dalle evidenti connotazioni antropomorfe, in cui la bottiglietta funge da naso di un volto stilizzato dalle fattezze chiaramente deperiane, decreta l’unicità dell’opera prima, che rimane sempre autenticamente sé stessa anche se mascherata in altro “camuffamento”.
Costruita con composti facili da reperire e con semplici tecniche, quasi a voler sottolineare la possibilità di un design casalingo fai-da-te! Attualmente quest’ambito non può non fare i conti con le nuove tematiche che stanno sempre più sensibilizzando il dibattito culturale, e non solo, in questo periodo: l’ecosostenibilità, il riciclo, l’upcycling o “recupero migliorativo” di materiali di scarto. Di ciò ne sono esempio lampante: il “moscardino” di Ragni, fusione di cucchiaio e forchetta usa e getta per aperitivi, in mater-bi, bioplastica ricavata dall’amido di mais completamente biodegradabile; la lampada “Venus” di Confalonieri, che unisce a un corpo metallico centrale  una serie di setti in tondino metallico rivestiti di lycra che può essere sostituita ciclicamente, con un netto risparmio di materiale: la base, che ricorda un sinuoso corpo femminile, resta ma può essere tra-vestita di nuovo. Non ultimo, il Design entra da protagonista nella ricomposizione e riqualificazione degli ambiti cittadini. Ragni crea dei tombini in ghisa sferoidale (più leggera, sostenibile e facile da trasportare di quella comune) decorati con textures che ricordano zampette di uccelli, gocce d’acqua, copertoni di pneumatici: “oggetti industriali ma dall’animo umano”, che possiamo tranquillamente trovare mentre passeggiamo nelle vie e nei parchi milanesi! Confalonieri riprogetta una piazza nel quartiere di Quarto Oggiaro, la “Quadra”, composta da inserti geometrici multicolore e connotata di stimolazioni ludiche a misura di bambino.
Il Design, in definitiva, non è solo pura progettualità, ma  una responsabile espressione artistica che sa dare concretezza a un inedito “identitario”, non omologato e omologante, capace di uscire dalle logiche del solo mainstream e confrontarsi sempre con l’insolito, l’inconsueto e con le innovazioni caratterizzanti la società moderna (metaverso, biotecniche, virtuale, automotive), sempre rispondente alle necessità pratiche e al bisogno di “senso” e di benessere. Design, dal latino “signum” – disegno: quel graffiante segno che può di-segnare il mondo con tridimensionali suggestionanti e suggestionabili matericità.

Ombretta Di Pietro 

L’incontro “Design industriale e funzionalità”, secondo del ciclo “Comunicare l’ arte” organizzato  da Galleria Campari e Fondazione Corriere della Sera, si è svolto giovedì 27 ottobre a Milano presso la Sala Buzzati della Fondazione (Via Balzan 3), con la partecipazione di Serena Confalonieri, Designer e Art Director, Matteo Ragni, Architetto e Designer, coordinatrice  Antonella Andriani, Professore di design e Vice Direttore ADI Design Museum.
Prossimo appuntamento martedì 8 novembre alle 18 con “Il cinema futurista” (anche sul canale facebook della Fondazione). 

 

      

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