Area B, il sindaco Di Stefano contro la decisione di Sala

Il sindaco Roberto Di Stefano

A poco meno di due settimane dalla sua entrata in vigore continua a far discutere l’Area B di Milano, il provvedimento con il quale sarà vietata a Milano la circolazione dei veicoli Diesel Euro 4 e 5. All’attacco della decisione del sindaco Beppe Sala il collega di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano.  “Dal 1 ottobre, il sindaco di Milano ha deciso di bloccare l’accesso ai veicoli Euro 4 e 5 all’interno dell’area B che, approssimativamente, coincide con il territorio comunale. Tutto questo con conseguenze gravissime sugli stessi cittadini di Milano ma non solo, perché in un periodo di gravissima crisi economica, Beppe Sala sta obbligando i milanesi e chi quotidianamente si reca a Milano per lavoro a cambiare la propria macchina”. Così in una nota Roberto Di Stefano, sindaco di Sesto San Giovanni.
“Una decisione presa senza ritoccare il costo degli abbonamenti e dei biglietti del Tpl, per i quali il rincaro è stato solo rimandato – continua il primo cittadino di Sesto San Giovanni -. Questo non può essere il piano di un sindaco che si professa “green oriented”, perché se vieti l’utilizzo di determinati veicoli allora devi favorire l’utilizzo dei mezzi pubblici con tariffe scontate. Invece no: Sala è un ecologista d’interesse, perché in questo modo dimostra di utilizzare ATM per rimpinguare le casse comunali, obbligando i cittadini e i pendolari a pagare la tariffa piena. Ma c’è di più, perché con questa sua mossa scellerata, il sindaco di Milano penalizza anche le migliaia di commercianti e di piccole e medie imprese che, per continuare a lavorare, saranno costretti a rifare il parco auto in un momento in cui già grava su di loro il peso degli aumenti dell’energia e delle materie prime.  Il disagio più grave, però, Sala lo arreca ai comuni della prima cintura, incluso Sesto San Giovanni. I pendolari che non dispongono di un veicolo in linea con la nuova disposizione del sindaco di Milano saranno costretti a usare i comuni dell’hinterland come autorimessa per poi raggiungere il luogo di lavoro con i mezzi di trasporto pubblico. Ma noi non siamo l’autorimessa di Milano! Sala non può pensare di scaricare sui nostri comuni tutto il traffico e i disagi dell’aumento esponenziale dei veicoli su strada. È facile fare l’ecologista con l’inquinamento degli altri!”.

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