Pd Lombardia, raccolta firme per abbattere i tempi delle liste di attesa in sanità

“Prima è salute”: questo il titolo della campagna lanciata in questi giorni dal PD in Lombardia. Una raccolta raccolta firme sull’abbattimento dei tempi di attesa per visite ed esami sanitari. Sono otto, per i Dem, gli interventi da fare in tempi brevi e meno brevi per riportare la sanità pubblica lombarda a tempi ragionevoli e il PD li ha messi nero su bianco per raccogliere la sottoscrizione dei cittadini e poi portarli in Regione a Fontana e Moratti.
Da sabato la raccolta è in corso alla festa regionale di Melzo e da questa settimana i materiali saranno distribuiti in tutte le feste dell’Unità e in tutti i circoli perché durante il mese di luglio vengano fatti banchetti e gazebo su tutto il territorio lombardo.
“La salute – spiegano il segretario regionale Vinicio Peluffo e il capogruppo in Regione Fabio Pizzul – è anche questione di tempo, una cura che arriva dopo mesi può incidere sull’esito della patologia e, comunque, comporta dover sopportare un disagio, una condizione di dolore fisico o anche uno stato di incertezza e magari di ansia molto a lungo. Questa situazione è ben nota a tutte le persone che entrano in contatto con il nostro sistema sanitario regionale, con l’aggravante che in Lombardia c’è sempre un’alternativa, ma a pagamento. Pagando si passa da attese di mesi ad attese di giorni, se non di ore, e questa è una situazione che le giunte Maroni e Fontana hanno lasciato incancrenire per anni. Bisogna intervenire – continuano – , partendo dalla realizzazione di 500 case di comunità, che sono più del doppio di quelle Fontana e Moratti si sono impegnati a realizzare con i soldi del PNRR. Nelle case di comunità ci dovranno essere gli specialisti in grado di fare anche gli esami diagnostici, e nel frattempo va potenziata la capacità degli ospedali di fare esami, con assunzioni, estensione dei tempi degli ambulatori più sostanziosa di quella, più simbolica che altro, messa in campo da Moratti. Il tutto, senza gravare sul personale attuale, che è già oberato e provato da due anni e mezzo di pandemia. Le liste d’attesa vanno tagliate nettamente, ne va della salute dei lombardi.”
La campagna sulle liste d’attesa segue quella sulla carenza di medici di medicina generale che nel frattempo ha raccolto oltre 15mila firme di cittadine e cittadini che si trovano a dover fare i conti con il fatto di essere senza medico perché, nella maggior parte dei casi, il precedente è andato in pensione e nessun medico ha disponibilità per accogliere nuovi pazienti.

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