Via libera al nuovo piano cave della Città Metropolitana

Via libera dal Consiglio Regionale Lombardo al Nuovo Piano cave della Città Metropolitana di Milano per il settore merceologico della Sabbia e Ghiaia.
“Questo Piano, come gli altri già approvati, è un esempio di attenzione all’ambiente insieme alle esigenze delle imprese. A dimostrazione dell’attenzione che Regione Lombardia pone su questo settore e alla cura del territorio”. Così l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo ha commentato il via libera il 28 giugno in Consiglio regionale, con 48 voti favorevoli, 1 astenuto e nessun contrario, al Piano.
Il provvedimento parte dal presupposto che non esistano porzioni di territorio con spiccata vocazione all’attività estrattiva in un’area intensamente urbanizzata e con importanti vincoli ambientali e infrastrutturali, come quella della Città metropolitana di Milano.
“Il Piano – aggiunge l’assessore – individua un fabbisogno di sabbia e ghiaia di 32.000.000 mc da soddisfare in 24 Ambiti territoriali estrattivi (Ate) e a cui si aggiungono 7 cave di recupero. Il Piano inoltre non individua cave di riserva per opere pubbliche, perché da quanto rilevato, le opere in programmazione nel prossimo periodo nell’area metropolitana genereranno materiale, terre e rocce da scavo, utile per soddisfare le eventuali esigenze per opere pubbliche a dimostrazione dell’attenzione alle politiche di riuso e riciclo di materiale”. “Il Piano – prosegue ancora – prevede una serie di misure di salvaguardia dell’ambiente e del territorio. Come Giunta, abbiamo voluto introdurre un nuovo articolato nella normativa tecnica di attuazione che pone particolare attenzione ai criteri e alle indicazioni di mitigazione e compensazione ambientale, soprattutto nella fase attuativa dell’attività estrattiva e che è finalizzata a limitare e/o mitigare le eventuali criticità ambientali. “Altre misure – precisa l’assessore – sono state inserite in virtù del lavoro in Commissione, con uno sforzo di sintesi per il quale esprimo grande apprezzamento”.
Il prossimo passo, a breve, sarà la pubblicazione  dell’atto di indirizzo della nuova legge, in base al quale la pianificazione dovrà essere aggiornata tra 5 anni. “Inoltre, entro quest’anno saranno emanati i primi atti attuativi, volti a premiare il riciclo e il riuso di materiali, così come indicato anche nel nuovo Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti – verso l’economia circolare”.
L’assessore Cattaneo ha evidenziato l’importanza del lavoro preparatorio svolto da Regione. “La revisione del Piano – conclude – è stata condivisa con gli enti locali, gli operatori del settore e in commissione Ambiente. Questo rappresenta un motivo di soddisfazione: tutti hanno guardato alla tutela del territorio e dell’ambiente, alle esigenze del comparto, anche con l’attenzione al miglioramento della gestione delle attività imprenditoriali”.
“Uno strumento – aggiunge il presidente della Commissione Ambiente Riccardo Pase, relatore in aula del provvedimento, – che pianifica per 10 anni la messa a disposizione di materia prima per le necessità del territorio e prevede una riduzione importante dei volumi, passando dagli attuali 57.757.000 milioni di metri cubi a 32 milioni di metri cubi.  Ciò permetterà un ridimensionamento degli ambiti estrattivi che passeranno da 33 a 25, ciascuno con un’unica cava e 7 cave di recupero, l’eliminazione completa di cave d’argilla ritenute non necessarie cosi come eliminazione delle cave di riserva.
Un Piano che dimostra attenzione verso il territorio che va nella direzione dello sviluppo, necessario per portare avanti le varie attività collegate a quelle di cava ma anche di  sostenibilità, focus fondamentale di questo nuovo Piano che prevede infatti importanti mitigazioni e percorsi di recupero. Un percorso che prevede, per esempio, nel comune di Senago la cancellazione della Cava Nord e la riduzione di quella Sud che è vicina alle zone abitate. Un’attenzione importante è stata data anche alla viabilità, con la possibilità di inserire prescrizioni ad hoc nelle singole schede in grado di permettere  soluzioni viabilistiche migliorative degli effetti dell’attività estrattiva in favore dei cittadini e dell’ambiente.
Un percorso – conclude Pase – che è stato fatto in commissione grazie anche all’ascolto di tantissimi stakeholder del territorio e delle associazioni ambientaliste che ha portato ad elaborare questo strumento che mi auguro possa offrire le risposte necessarie al territorio per l’approvvigionamento della materia prima per i prossimi 10 anni”.
Un cambio di passo che porta l’attività estrattiva a conformarsi  a criteri di sviluppo sostenibile.  “Il Piano – dichiara il  vicepresidente del Consiglio regionale Carlo Borghetti (Pd) – ha accolto i principi di uso accurato delle risorse, per definizione non illimitate  che sono dovuti  in un ambiente sempre più compromesso dall’azione umana e dalle attività economiche. Non possiamo dimenticare infatti che la Lombardia conta ben 285 cave attive,  sabbiose, ghiaiose e lapidee, il numero più alto in Italia. C’è stato finalmente un approccio nuovo che ha portato a un Piano che si inserisce nello sforzo  delle istituzioni di realizzare uno sviluppo sostenibile.  In quest’ottica l’attività estrattiva , che sfrutta un bene comune che non può essere usato senza precauzione e cura, deve  conformarsi ai criteri di tutela dell’ambiente, del suolo e del paesaggio. Essenziale, in questo quadro,  incentivare percorsi che portino a un maggior utilizzo dei materiali alternativi a quelli di cava”.

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