Anpi, Lina Calvi: Sesto Stalingrado d’Italia per sempre

“Dopo l’esito elettorale del ballottaggio delle elezioni Amministrative del 26 giugno, su tutti i media e nei comunicati trionfanti del Sindaco Di Stefano, Sesto San Giovanni viene definita ex Stalingrado d’Italia.  Crediamo doveroso spiegare, una volta per tutte, che Stalingrado d’Italia non significa Giunte rosse per oltre 70 anni”. La precisazione arriva dalla sezione cittadina di ANPI, attraverso una nota firma dalla presidente Lina Calvi. “Stalingrado – continua Calvi – significa operai della Breda, Pirelli ed Ercole Marelli che nel 1944 hanno scioperato per otto giorni consecutivi con i nazisti dentro le fabbriche.
Particolarmente significativi furono lo sciopero generale del 21 settembre e lo sciopero del 23 novembre del 1944 alla Pirelli Bicocca, dove i nazisti, capeggiati dal capitano delle SS Theo Saewecke, effettuarono 183 arresti; l’intervento della Direzione, peraltro minacciata di deportazione in blocco, valse a far rilasciare 27 operai. Centocinquantasei lavoratori furono comunque deportati nei lager nazisti.
Stalingrado – si legge ancora nella nota – quindi significa Resistenza, significa gente che ha resistito alla dittatura e alle minacce, come gli abitanti russi di Stalingrado hanno resistito all’assedio tedesco.
Stalingrado d’Italia rappresenta quelle persone lì, che hanno pagato la loro Resistenza con la deportazione e, nella maggior parte dei casi, con la vita.
Ex Stalingrado non si può proprio più sentire!
Non siamo EX, quella Resistenza c’è stata, è nella storia, e nessun giornalista, tantomeno il sindaco della città appena rieletto e la sua maggioranza, che sino ad ora non ha mai preso sufficientemente le distanze da un tragico passato, la può cancellare.
E’ un onore essere Stalingrado d’Italia, Medaglia d’Oro alla Resistenza. Per Sempre”.
Il direttivo ANPI sezione 340 martiri, sempre attraverso una nota, stigmatizza il modo in cui è stata festeggiata la riconferma del sindaco Di Stefano. “Vedere l’aula consiliare, dove si dovrebbe dar voce a tutti i cittadini sestesi, trasformata in una pista da ballo per la festa di riconferma del sindaco Roberto Di Stefano, ex assessori e consiglieri di maggioranza scatenarsi, arrivando perfino a salire su tavoli, senza tener conto in alcun modo dell’istituzionalità del luogo, rappresenta un fatto di tale gravità da meritare solo una piena e convinta espressione di denuncia pubblica e di biasimo. Chi si è reso colpevole di questi fatti rifletta sul proprio comportamento e quindi chieda scusa in primo luogo ai propri elettori e poi anche a coloro che a Sesto San Giovanni hanno compiuto altra scelta alle urne. La città – conclude il direttivo – merita di essere citata e ricordata per altro che non deprecabili episodi come questo.

 

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