Ballottaggio, Italexit rompe il silenzio

Eleonora Tempesta

In vista del ballottaggio di domenica 26 giugno, con da una parte il sindaco uscente  Roberto Di Stefano (centrodestra) e Michele Foggetta (centrosinistra), occhi puntati sugli apparentamenti. A rompere il silenzio è Italexit di Paragone con un lungo post su Facebook.
“In realtà avevamo le idee chiare fin dall’inizio – si legge nel post – . Nessun apparentamento. Lo scriviamo subito in modo da eliminare ogni equivoco. Anche perché abbiamo sentito che sono state fatte circolare voci di ogni tipo nei giorni scorsi, forse per strategia, certamente in cattiva fede.
Abbiamo sempre detto in realtà che noi non avremmo appoggiato alcuna coalizione che avesse al suo interno partiti che sostengono il governo Draghi (e Conte prima), cioè il partito unico. Quei partiti che si sono resi responsabili di aver calpestato la Costituzione e di aver attuato politiche, ed emanato norme e direttive, indiscutibilmente discriminatorie e liberticide. Vediamo il peso di questi partiti nelle coalizioni al ballottaggio a seguito del primo turno.
La coalizione di sinistra ha il PD al 24%, Verdi-Si al 4% e M5S al 3%, cioè per l’esattezza il 30,6% dei voti su un totale di 38,4. Stiamo parlando quindi dell’80% dei voti della coalizione.
La coalizione di centro-destra invece ha una Lega al 6% e FI a poco più del 3%, inoltre FdI al 5,5% (che fa spesso finta opposizione), per l’esattezza il 14,9% su un totale di 48,9%. Stiamo parlando quindi del 30% circa dei voti della coalizione.  Questa analisi non è completamente significativa perché in realtà non sappiamo se le civiche delle due coalizioni siano pro o contro i nostri valori e ideali, ma dà certamente una importante indicazione di quali saranno i pesi di quei partiti nel governo della città, nella costituzione della giunta e ogni qualvolta verranno prese decisioni.  La presenza di quei partiti in entrambe le coalizioni è per noi più che sufficiente per non permetterci di fare alcun apparentamento. L’abbiamo detto prima e lo ribadiamo ora.
Siamo tuttavia consapevoli che in gioco ora c’è la scelta del Sindaco per 5 anni, e che sarà anche il nostro Sindaco. Per questi motivi, come da nostri principi, non diamo indicazioni e lasciamo la più ampia libertà di scelta a chi ha deciso di darci fiducia al primo turno. Offriamo solo la nostra visione della politica sestese che si prospetterà nei prossimi anni: a sinistra il grande peso dei partiti, soprattutto il PD, che è uno dei principali responsabili del Draghistan instauratosi in Italia e della rovina di Sesto in precedenza, e a destra il grande peso del sindaco uscente e dei suoi fidati, che non hanno dato certamente prova di governo per i cittadini in questi ultimi cinque anni.
Scegliamo quindi. Votare è sempre la scelta raccomandata per noi, è un diritto da difendere. Ognuno di noi può votare secondo la sua sensibilità pensando di far pesare anche la sua scelta per i prossimi anni, ma se questo non sarà possibile per qualcuno lo comprendiamo bene.  Noi abbiamo sostenuto con forza le nostre ragioni in una campagna elettorale tra le peggiori di sempre e pensiamo di esserci riusciti nonostante il poco tempo a disposizione.  Non ci apparentiamo ma non ci fermiamo: parteciperemo alla vita politica della città per difendere le nostre ragioni ad ogni occasione in cui potremo dire la nostra.  Abbiamo oggi contribuito a riportare un po’ di democrazia e a creare un gruppo di persone audaci che hanno dimostrato voglia, forza e coraggio, e che non si arrenderanno.   Perché quelli come noi non si arrendono mai.  Grazie di cuore”.

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