Cara Repubblica, ascoltami bene. Stavolta te ne racconto una io …

“Tanti auguri a te, tanti auguri a te… Buon compleanno Repubblica!”. Ci siamo: un altro anno è passato e ci troviamo ancora a festeggiare tutti insieme, che bello!
Adesso spegni pure tutte le candeline, quante sono? Lo so, lo so, non si chiede l’età a una Signora ma possiamo fare un’eccezione, per una volta almeno, dai, non fare la stizzosa: 76 (!?) Acci, però, non li porti malaccio. Va beh, su, cosa vuoi che sia qualche ruga in più, qualche capello bianco che si fa largo tra i grigi: considera che il sale e pepe va di moda ultimamente.
Comunque, nessun problema: puoi sempre darti una risistemata, fare un bel restyling, rifarti quantomeno la facciata, tanto col bonus al 110% te la cavi con poco e niente! In fondo non ti puoi lamentare dei tuoi adepti, con tutti i bonus che elargiscono si stanno mostrando davvero generosissimi.
Sì, ho capito, sarebbe meglio creare lavoro, su questo non ci piove, in Italia, del resto, siamo molto fantasiosi. Però intanto possiamo riposarci un pochino, in attesa che qualcosa succederà: e poi lo sai che le vacanze sono sacrosante, se si prolungano un tantino che male farà mai?
Ah sì, beh, certo, il mutuo, le bollette, le spese, la dignità di sudarsele e conquistarsele le proprie cose, come facevano una volta i nostri nonni e i nostri genitori… però i tempi sono mutati, suvvia, devi capire, adesso siamo più social che società, sociali e socievoli: ma si cambia, no? nulla è eterno!
Non ti piace più di tanto il tuo aspetto modificato? Quando ti guardi nello specchio fai fatica a riconoscerti? Beh, quanto a crisi di identità ed esistenziali non sai quanto ti posso capire. Ma non essere così pessimista, lascia a me il pessimismo cosmico. Anzi no, sorridiamo insieme, dicono che ridere fa bene, e allora facciamocela sta risata!
È vero che siamo il paese del melodramma, ma anche dell’operetta, e tra una lacrimuccia da travaglio dell’animo e una solleticata di ilarità possiamo andare avanti speranzosi. C’è ancora moltissimo da fare, mica mi dirai che sei stanca? Tanto in pensione tu proprio non ci puoi e non ci devi andare! Se è per questo, poi, sei in buona compagnia, neppure io credo ci andrò. Ma così non ci si annoia, e mantenersi sempre attivi giova alla salute.
Dai, bando alle ciance, facciamo festa! Che, a dirtela tutta, è iniziata già da un po’, da mesi, forse da anni, e saprai anche perché. No? Uuum, va bene, te lo svelo io l’arcano mistero: siamo in campagna elettorale! Tra poco le amministrative, i referendum, e tra un annetto le politiche, una grande, grandissima festa. Dai che ci divertiamo un mondo! Se ne sono convinta? Ma certo! Guarda che splendido luna park è stato allestito: tendoni, ruote panoramiche, stand di ogni tipo, ce n’è per tutti i gusti! E poi bibite, gelati, salamelle, zucchero filato: ci si prende tutti per la gola! E poi ancora, se guardi sullo schermo magico, sai quante ne vedi e ne senti: tra chi trangugia con ingordigia abbondanti piatti di pasta (e non si parlerebbe con la bocca piena …) chi preferisce invece strillare da un pulpito simile a un predicatore che minaccia punizioni apocalittiche per le anime che perdono la retta via; chi ha sviluppato una certa maestria nell’acchiappare al volo i bambini che mamme troppo solerti gli lanciano per poter poi scattare la foto ricordo, consumandosi i polpastrelli a forza di strette di mano; chi moderatamente si presenta in piazze, piazzette e piazzone, e parlando pacatamente, “scusate, non voglio disturbare, ci sarei anch’io!”. Eh, le piazze: non hai idea di quanto siano diventate importanti in questi giorni,  te ne racconto una io!
Nella mia città ci saranno le amministrative, e ti dico che se prima in ogni slargo e in ogni piazzale dovevi fare lo slalom tra palloni volanti, bici, monopattini e skate impazziti, adesso devi farti strada tra un gazebo e l’altro, cercando di dribblare chi ti vuole dare un volantino a tutti i costi, “no grazie, io la penso divers…” “cosa! tu pensi, e non la pensi come me? Peggio per te, brucia all’inferno!”: ebbene sì, mi è successa anche questa…
Però, che bello questo sventolio di bandiere di tanti colori, fa proprio festa! Che poi quando arriva il personaggio, perché arrivano, arrivano, credimi, abbi fede che giungono, tutti passano da Sesto San Giovanni! Ah sì, non te lo avevo detto, questo è il nome della mia città, in cui vivo da ben… e dai, te lo svelo, così siamo pari: 52 anni!
Una città grande, con una storia mica da scherzare: medaglia d’oro per la Resistenza; ha vantato una produzione industriale d’eccellenza; centro propulsivo di sport, cultura e associazionismo; con una pluridecennale tradizione di sinistra… Dov’è finito tutto questo adesso? Bella domanda! Diciamo che se prendiamo un cannocchiale magari qualcosa laggiù la si può ancora scorgere. No, idea! Basta scavare con forza e determinazione, tra la scorza di cemento fino a ferirsi le mani: ma lì stanno quelle radici, da riportare in superficie e far rinverdire e ossigenare un po’.
Allora, ti dicevo, quando arriva il personaggio ecco che la curiosità fa novanta, e tutti accorrono, o, meglio, i simpatizzanti, gli odiatori seriali, o ancora chi poi dirà “io c’ero”: un crocchio di persone famelicamente interessate a vedere la star del momento, quanto poi a sentirne le parole non saprei. Ma che bel folklore! Tra presentazioni urlate al microfono da simil venditori di fiere di paese di chissà quale marchingegno che fa miracoli; tra “Buu” ululati quando si parla e sparla di chi non ci sta a genio, tra nomi inneggiati dalla folla tipo coro da stadio…
Ma che bel girotondo, che divertimento! Ah no, dici che non è divertente? Che non si fa politica con il folklore, ma con la consapevolezza, la coscienza, la conoscenza, la responsabilità, l’umiltà? Senza più quella mentalità da “paese” ma crescendo come cittadini ragionevoli e ragionanti, volenterosi e impegnati per far cambiare le cose dal basso, mattoncino per mattoncino, passo dopo passo? Per toglierci i vestiti della festa e indossare quelli del reale rinnovamento?… Sì, perfetto.
Però oggi festeggiamo ancora un pochino, abbandona questa cupezza e serietà: prendi un bel respiro, esprimi un desiderio, soffia forte sulle candeline e vedrai… andrà tutto bene! 

Ombretta Di Pietro

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