‘Sono nato così, ma non ditelo in giro’, presentato in Rondinella il libro di Mattia Muratore

Diversamente abile. “Certo che di talento e abilità ce ne vogliono per essere disabile!”, afferma orgogliosamente, con il suo sorriso compiaciuto Mattia Muratore.
E, sicuramente, a lui non mancano: avvocato, lavora presso L’Università degli Studi di Milano-Bicocca; capitano della nazionale italiana di powerchair hockey, campione del mondo nel 2018; ambasciatore dello sport paralimpico; e infine, ma non in ultimo, scrittore dalla vena creativa un po’ rock e un po’ pop! Che ci regala un libro “musicale”, composto di racconti che non seguono una sequenza cronologica, scritti un po’ al presente, un po’ al passato, un po’ in prima un po’ in terza persona, un pot-pourri di stili, un ensemble di suoni che compongono il caotico melodico andante di una quotidianità ordinaria e straordinaria. Episodi di vita vissuta, accompagnati ciascuno da un brano musicale, accuratamente scelto da Mattia come la più giusta colonna sonora che fa da sottofondo alle parole, perché la musica è in grado di suscitare quel turbinio di sentimenti che ci emozionano, ci vibrano dentro, ci fanno sentire di esserci totalmente.
Ognuno di noi ha una sua personale colonna sonora, fatta di canzoni che hanno segnato momenti importanti, che ci hanno supportato, dato forza e stimolo, quella giusta dose di adrenalina e di coraggio, e che formano lo spartito dei nostri ricordi. Con ironia, leggerezza e una profondità che non diventa mai melodrammatica, tristezza e dolore, a volte con un tocco di spietatezza o di dolcezza mai troppo melensa, ecco allora la storia, fatta di tante storie, di quotidiana “follia”, di alti e bassi, di stonature e “virtuosismi”, di boati e lievi rintocchi, tra amici, famiglia, amori, concerti, partite di hockey giocate, quelle dell’Inter viste a bordo-campo, e paradossali accadimenti che talvolta, e talvolta troppo di frequente, si presentano a chi deve convivere con una permanete disabilità. Tutto parte da quel rumore, quella malattia a tratti un tantino assordante, quel “crack” della punta di una matita che si spezza all’improvviso anche se poco premuta, come un fragile osso. L’ Osteogenesi imperfetta o “malattia delle ossa di cristallo” che accompagna fedelmente da sempre Mattia: “Sono nato così, ma non ditelo in giro”! Perché spesso, e non si capisce il motivo, la gente chiede con morbosa curiosità: “ma ce l’hai dalla nascita?”, come se cambiasse qualcosa… allora diciamolo, ma non troppo, non togliamo del tutto il gusto di domandare!? Nostro malgrado, siamo ancora retaggio di una cultura che considera la disabilità come diversità, non normalità, che ci porta a utilizzare frasi stereotipate senza neppure accorgerci delle gaffe in cui incappiamo. Una cultura buonista e perbenista per cui tutte le persone disabili sono ritenute, fuor di ogni dubbio, bravissime, fantastiche, mentre condiamo il tutto con occhietto compassionevole. In una società che vede la disabilità stessa come un problema da risolvere e non come una condizione reale da considerare nell’interezza di un buon andamento della vita di comunità.
Mattia si è preso la “libertà” e il diritto di vincere su un limite e di non soccombervi, per “Vivere a squarciagola”, come titola l’ultima fatica di Gio Evan: del resto ha sempre amato cantare, come è ben evidente dalla sua foto di copertina, che lo ritrae da piccolo, multicolorato, mentre imbraccia un microfono per “urlaci” dentro le canzoni di Ligabue. Per poter dire, come titola, appunto, l’ultimo singolo del Liga: “Non cambierei questa vita con nessun’altra”! E, a questo punto, anche a me sorge spontanea una canzone dai meandri della mia memoria: “Che rumore fa la felicità?/ Insieme, la vita lo sai bene/ Ti viene come viene, ma brucia nelle vene/ E viverla insieme/ È un brivido, è una cura/ Serenità e paura/ Coraggio ed avventura/ Da vivere insieme, insieme, insieme, insieme a te” (Negrita, HELLdorado, 2008). A te e a te, tutti insieme, senza lasciare indietro nessuno, perché è nell’unione e nella condivisione che un contesto sociale cresce, con la maturazione di ciascuno come individuo e cittadino responsabile. Insieme, con i nostri limiti, i nostri pregi e difetti, i nostri errori e le nostre rivincite, con la possibilità di poter essere ciò che siamo e vogliamo essere, con la nostra “differente normalità” e la nostra “normalità differente”. Per realizzare i nostri sogni che, come dice Mattia: “è meglio non lasciare in un cassetto ma farli uscire e viverli”.

Ombretta Di Pietro

Il libro di Mattia Muratore “Sono nato così, ma non ditelo in giro”, prefazione di Luciano Ligabue, edizioni Chiarelettere, è stato presentato venerdì 20 maggio al Cinema Rondinella di Sesto San Giovanni, nell’ambito della rassegna “Metti un libro al Rondinella”, con la partecipazione di Raffaele Mantegazza e di Tiziana Secchi, in collaborazione con la Libreria Tarantola di Sesto.

 

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