Carenza medici di base, grido di allarme della Rete Salute Pubblica

“La mancanza di medici di famiglia e la relazione con loro sta diventando un problema sempre più drammatico. A peggiorarlo c’è il malfunzionamento dei servizi sanitari che dovrebbero occuparsi della scelta del medico”.
Il grido di allarme arriva dalla Rete Salute Sanità Pubblica che ha diffuso in questi giorni un volantino nel quale è anche riportata una fotografia che immortala la lunga fila in attesa davanti allo sportello per la scelta del medico, l’1 marzo al mattino presto. “Molti sono i medici che lasciano l’attività anche per pensionamento – si legge nel volantino -. Il servizio sanitario che si occupa della gestione di questo non è in grado di avvisare con anticipo gli assistiti che il loro medico cesserà l’attività. Non è in grado di organizzare il trasferimento degli assistiti senza che sorgano problemi. Se non è il medico stesso ad avvisarli che cesserà lo studio, chi non si reca sovente dal medico non lo viene a sapere. Si trova privo di assistenza proprio nel momento in cui ne avrebbe avuto bisogno. Alcune volte si trova un sostituto ma è temporaneo e potrebbe poi scegliere di andare da un’altra parte e l’assistito riprende la ricerca infernale di un altro medico. Oppure chi lo sostituisce è uno specializzando e potrà prendere un numero molto inferiore di assistiti. Gli altri riprendono la ricerca infernale di un medico. Oppure il medico proposto è in un’altra città. Allora se è troppo lontano si riprende la ricerca infernale di un medico. Ci si ritrova all’alba a fare la fila davanti all’unico sportello che si occupa della scelta del medico. In centinaia ogni inizio mese.  Quando poi si trova un medico abbiamo raccolto la denuncia di persone anziane che sono state invitate a cercarsene un altro perchè lui preferiva non averle. Oppure si trova un medico che non esce alle visite domiciliari perché così si è deciso a Sesto. Oppure – si legge ancora – si trova un medico che dice che se vuoi avere un parere professionale più accurato vieni in libera professione pagando. Sempre più spesso il medico ha il doppio degli assistiti previsti dall’accordo nazionale. Un conto è seguire, assistere e curare 1.000 persone, una cosa molto diversa è occuparsi di 2.000 assistiti. Poi incontri anche medici meravigliosi. Incontri giovani medici che nonostante la loro specialistica sia maltrattata decidono di dedicarcisi con passione. Non è un problema scoppiato all’improvviso. Non è una questione che nessuno poteva prevedere. Da molti anni si sa quanti medici sarebbero andati in pensione e quanti in meno ne sarebbero arrivati. Non si è fatto nulla.  Ora si scaricano le responsabilità. Colpa dei giovani, colpa del governo, colpa dell’epidemia, colpa del diavolo….. In regione Lombardia e nelle Direzioni Sanitarie non si è voluto affrontare la questione. A peggiorarla – si legge infine nel volantino – contribuisce la disorganizzazione dei servizi sanitari sul territorio che dovrebbero occuparsene.  Abbiamo chiesto un incontro urgente alle Direzioni Sanitarie di ATS e ASST”.

Circa specchiosesto

Controlla Anche

Sesto, via libera al nuovo commissariato Polizia sulle ex Falck

La conferenza dei servizi del Ministero dell’Interno ha dato il via libera alla realizzazione del …

Lascia un commento