Nuovo piano della sosta, M5S: Sesto diventa la città delle strisce blu

Galante e Tromboni (M5S Sesto)

Fa discutere il nuovo piano della sosta a pagamento del Comune di Sesto. Gestito da Apcoa Parking, la società che si è aggiudicata la gara di concessione del servizio fino al 2026, il nuovo piano interesserà dal 1° aprile cinque zone cittadine: il centro della città e le aree vicino alle stazioni metropolitane Rondò, Marelli e Bignami e a quella ferroviaria Sesto 1° Maggio.
Il parcheggio sarà a pagamento per i pendolari in transito; verranno invece introdotti dei pass residenti per chi abita in città e abbonamenti agevolati per chi lavora in città. In questi giorni sono in corso le colorazioni delle strisce blu, i parcheggi saranno però a pagamento solo dal 1° aprile (dal 14 marzo sarà operativo l’ufficio APCOA in Piazza 1° Maggio per informazioni, abbonamenti e pass residenti che potranno essere acquistati anche on line sul portale pass.brav.it/sestosangiovanni/frontoffice).
Apertamente critico il Movimento 5 Stelle sestese. “Di Stefano trasforma la Città delle Fabbriche nella Città delle Strisce Blu – si legge nella nota diffusa dai consiglieri Grillini Loris Galante e Daniele Tromboni -. Si sa, dalla chiusura delle grandi fabbriche tutti i politici locali hanno cercato di trovare una nuova vocazione cittadina: c’è chi vorrebbe la Città degli Ospedali, chi la Città dello Stadio, chi come noi vorrebbe la Città del Grande Parco Urbano… Ma non ci saremmo mai aspettati di diventare la Città delle Strisce Blu. La nuova colorazione delle strade che sta colpendo i nostri concittadini parte da lontano, nell’ottobre 2020, quando la giunta ha deciso che le strisce gialle presenti non garantivano abbastanza ‘interscambio’ (che vuol dire che tutelavano i residenti, ma non permettevano ai terzi di posteggiare) e ha deciso quindi di aumentare i posti auto a pagamento dai 1100 esistenti ai 5100 che presto riempiranno la città.
Pensavamo che questo fosse un altro modo di far cassa, ma non è neanche così, dato che il concessionario dovrà pagare 4,5 milioni in 5 anni, a fronte di un introito stimato di circa 10 milioni. Insomma, un altro caso di svendita del patrimonio comunale: dopo le farmacie comunali, il Palasesto, le piscine e tanti altri… Ora svendiamo anche il nostro suolo, facendo arricchire un privato a spese dei cittadini sestesi.
Badate bene – si legge ancora -, l’obiettivo trasversale di disincentivare l’uso dell’automobile all’interno della città ci vedrebbe anche favorevoli, ma riteniamo che l’amministrazione cittadina non abbia approntato le condizioni per realizzarlo senza gravare unicamente sui cittadini. Sarebbe stato necessario prima potenziare veramente la nostra viabilità per la mobilità leggera, con adeguati tracciati ciclopedonali (magari sistemando anche le piste che in alcune zone costringono i ciclisti a una sessione di cross cittadino) e, in ogni caso, tenere indenni i cittadini sestesi dai costi della sosta in città.
Ci sono diversi aspetti di questa disciplina che riteniamo ingiusti: aumentano tutti i costi (sia del pass, che dei parcheggi a pagamento), oltre ad essere diminuiti gli stalli liberi; il pass residenti potrà essere acquistato solo dai cittadini che vivono nelle vie indicate dall’amministrazione, con evidente discriminazione di chi vive ai margini di tali zone, che non troverà mai posto sotto casa, perché molti preferiranno non pagare e parcheggiare appena fuori (ad esempio chi abita in Via Stoppani, Via Puricelli Guerra, o dietro l’ospedale); il pass permette di sostare solo nelle strisce blu della propria zona, di fatto costituendo un balzello in primo luogo per tutti i sestesi che hanno per qualsiasi motivo necessità di spostarsi in altre zone della città con l’automobile (anziani, genitori con bambini, chi ha il proprio medico dall’altra parte della città, etc.); disincentivando la sosta non si evita il traffico di attraversamento che, anzi, aumenterà, perché gli automobilisti intenzionati a parcheggiare per raggiungere una fermata della metropolitana attraverseranno tutta Sesto, anziché fermarsi al primo posteggio utile; la presenza di eccezioni dove neanche i residenti con pass potranno parcheggiare (come i posteggi di fronte alla stazione o in via Cesare da Sesto), porterà diverse sanzioni a carico dei nostri concittadini in buona fede;  il pass costerà 27 euro l’anno per la prima targa di ogni residente. Ma costerà oltre dieci volte tanto (297 euro l’anno o 27 al mese) per chi è solo domiciliato (si pensi agli studenti fuori sede, o a chi prende in affitto una casa per pochi mesi per motivi lavorativi) o lavora in città, e per eventuali seconde targhe (si pensi a chi si intesta per qualsiasi motivo l’auto di un parente, come un figlio neopatentato).
Insomma, un salasso per i sestesi – concludono Galante e Tromboni – e i soldi vanno prevalentemente a un privato. Non ci siamo proprio”.

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