Flaminia Gennari Santori

A Palazzo Reale la mostra fotografica ‘Ritratte – Direttrici di musei italiani’

Anna Maria Montaldo

“Ritratti di Signore”: ventidue scatti, mirabilmente realizzati con perfetta tecnica esecutiva e occhio acuto dal celebre fotografo Gerald Bruneau, che immortalano le corrispettive Direttrici di altrettanti musei tra i più importanti d’Italia.
Veri e propri “quadri” realizzati su carta al posto della tela e col “pennello” fotografico.
Di grande impatto e intensità, che riescono a restituirci, in un gioco chiaroscurale di ombre celanti e brillanti luci, tutta la personalità prorompente di ogni singolo soggetto. Perfettamente inserito nel contesto cui appartiene, quell’ambiente museale rappresentato da un particolare specifico che ne simboleggia la peculiarità, in un sodalizio perfetto tra l’individuo che cura e il luogo curato. Opere d’arte dove la vitalità dirompente delle donne “reali” si unisce all’immobilità sacrale degli oggetti artistici, in un connubio di forte potenza comunicativa. E dalle quali fuoriesce tutta la determinazione di queste stesse donne che hanno saputo unire grande competenza, preparazione, capacità organizzativa e manageriale, sensibilità e passione nel custodire, sistemare, progettare, allestire, incrementare e far emergere le strutture museali da loro gestite.
Museo: “luogo sacro alle Muse”, le nove creature figlie di Zeus e di Mnemosine (la “Memoria”), che incarnano l’ideale supremo dell’Arte, intesa come verità del “Tutto”, ovvero l’“eterna magnificenza del divino”. Pertanto, spazio dove la memoria del passato diventa sapere fondamentale per comprendere il presente e lanciarsi verso il futuro, costruito, mattone su mattone, dalla piena consapevolezza di chi si è e di dove si vuole andare. In una sorta di “liturgico” interminabile cammino, travalicante i limiti stessi delle pareti contenitive di codesti “reliquiari”, perché beltà, intendimento e stupore sono ovunque intorno a noi: in ogni più recondito anfratto, in ogni angolo, in ogni porzione di abitato e di natura, che divengono veri e propri musei a cielo aperto.


Diana Bracco, Gerald Bruneau e Domenico Piraina, Direttore Palazzo Reale

L’importanza di tali siti è indiscutibile in un percorso di responsabile crescita interiore, di maturazione individuale e collettiva che sta alla base di ogni società civile. Come ormai è fuori discussione l’apporto fondamentale delle figure femminili in ambito culturale, vere e proprie “vestali”, attente custodi del fuoco sacro del sapere, che proteggono e accompagnano nella crescita come un figlio. Quel patrimonio culturale, multisfaccettato e in divenire, bene imprescindibile e irrinunciabile, fragile, volubile, ma anche tenace e resistente allo scorrere della vita, che può considerarsi “Lo spettacolo quotidiano del tempo che passa e della bellezza che resta” (Francesca Cappelletti, Direttrice della galleria Borghese di Roma); “Equilibrio delicato e fragile di natura e cultura, materiale e immateriale, profonda bellezza e rischio di perderla” (Evelina De Castro, Direttrice della Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, Palermo); “Lo specchio del tempo che trascorre nel nostro territorio” (Tiziana Maffei, Direttrice del Museo Reggia di Caserta). Tradizione, radici, identità, collettività, inclusione, visione e immaginazione, materialità ed evanescenza, sostanza e forma, pensiero ed emozione: cosa ci può essere, allora, di più femminile dell’Arte e della Cultura stesse? Circondati da meravigliosi arazzi che ne fanno da cornice, questi ritratti si animano, facendo emergere figure di donne determinate e capaci, che sono riuscite a ritagliarsi un posto di rilievo in un contesto a tutt’oggi complicato, superando le difficoltà di una mentalità ancora poco paritetica, integrante e di merito. In nome di un amore quasi materno e altresì figliale per quello stesso patrimonio culturale che è “il nostro liquido amniotico: ci avvolge, ci nutre, ci culla. Anche se noi spesso- proprio come per il liquido amniotico in cui ci siamo formati- non ne siamo consapevoli” (Emanuela Daffra, Direttrice Regionale Musei della Lombardia). Niente di più “Donna”, in questo memoriale universale di bello e conoscenza, eredità preziosa del nostro paese da mantenersi sempre viva e trasmissiva.

Ombretta Di Pietro

La mostra fotografica ‘Ritratte. Direttrici di musei italiani’, promossa da Palazzo Reale, Comune di Milano Cultura e Fondazione Bracco. Il progetto artistico si inserisce in un costante percorso di impegno della Fondazione per la valorizzazione e il sostegno delle competenze femminili.
Dal 3 marzo al 3 aprile 2022, Sale degli Arazzi, Palazzo Reale di Milano, ingresso gratuito. Info: www.palazzorealemilano.it  

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