ph Ombretta Di Pietro

Ucraina, corteo della Pace per le vie di Sesto

Un corteo per la Pace nella nostra città: che della pace ne ha fatto il suo vessillo, rinata dalle ceneri di una tenace Resistenza contro l’oppressione dittatoriale, non solo colpevole di aver tolto la libertà individuale e collettiva, ma ancor peggio di violenze estreme, eccidi ingiustificati e ingiustificabili, in nome del Potere: “Il potere è questo: disporre di una vita non tua” (S. Massini, “Eichmann, dove inizia la notte).
Con quale diritto poi, appropriarsi di qualcosa che non ti appartiene: un ladro viene arrestato se colto a rubare cosa non sua; quale pene se ti appropri della sacralità della vita? La Pace, dalle mille sfaccettature, luci e colori come la Guerra. Ma con una grande e sostanziale differenza: la pace unisce, illumina tutto con il cromatico rifulgere della speranza e della creazione di vita; la guerra divide, pone gli uni, i “carnefici”, contro gli altri, le “vittime”, costringendole, se vogliono sopravvivere, a sporcarsi a loro volta le mani di sangue per male necessario! e investe tutto con il buio dei bagliori di morte. Avevamo sperato che “mai più!” e invece eccoci di nuovo, a sentire tremare la terra sotto i piedi e udire di lontano l’eco di boati di distruzione e grida di aiuto. E poi silenzio! Tutto si ferma e si placa ma “fino a quando durerà?”.
L’atmosfera è sospesa, in questi giorni angoscianti, in un’incredulità che ci confonde e ci spiazza totalmente: “perché ancora? Ma cosa diavolo gli è venuto in mente a quello? Che diamine crede di fare? Non si vergogna almeno un po’? Ma non ha un briciolo di coscienza?”. Ebbene no, temo proprio che l’egocentrismo esacerbato di un narcisista famelico di potere, fama e gloria preveda una totale mancanza di coscienza, di un’etica e una moralità che ti facciano fermare prima di superare il limite consentito: certamente consentendogli, però, di superare i limiti della storia, perché il suo nome sarà scolpito nel tempo.
Spesso accade di parlare e ricordarsi, anche dopo decenni, di pazzi sanguinari che molto bene hanno incarnato il Male, facendone la loro missione, più forse di chi per il Bene “universale” si è battuto, talvolta fino alla morte: questo è un altro paradosso del genere umano. Di guerre ce ne sono sempre state nel mondo e temo proprio che ci saranno ancora per molto e molto tempo, forse per sempre, perché così è la natura dell’uomo: il lato oscuro esiste e talvolta prevale. E anche vicino a noi: Cecenia, Georgia, Jugoslavia, da cui ci divide soltanto un braccio di mare. E già l’Ucraina nel 2014 aveva visto la rivolta del Donbass e l’intervento di milizie russe. Cosa ci rende, allora, questa volta così permeabili alle sofferenze altrui, così spaventati, timorosi, arrabbiati forsanche?
Può essere perché, se allunghiamo una mano, sentiamo di toccarla questa guerra: e ci tocca davvero! Per molti e molti motivi: la crisi economica che travolgerà anche noi, la paura che il conflitto possa sconfinare e la macchia scura del male, come un’onda oleosa e maleodorante, bagnare i nostri piedi.
Ma non possiamo di certo accettare di rimanere insensibili o inerti di fronte a una sbeffeggiante e subdola azione premeditata alle spalle di tutti, sogghignando per la nostra ingenuità. E ai cadaveri dei bambini: “No”! Dobbiamo dire un “No” di condanna totale, nessuna attenuante, nessuna assoluzione o riduzione della pena dal tribunale delle nostre coscienze. 
La resistenza del popolo ucraino ci ricorda e riporta alla nostra resistenza, e quindi, a maggior ragione, ci unisce empaticamente ancor di più: e sappiamo bene che “l’unione fa la forza”.
Dopo più di due anni di pandemia, a combattere contro un nemico oscuro, creato dall’uomo? non creato dall’uomo? non ci è dato di saperlo, almeno non ora; ebbene, siamo diventati più forti, più capaci di affrontare l’imprevedibilità che tutto sconquassa come una tempesta perfetta. Ma di perfetto non c’è nulla, e anche i “peggiori” hanno pagato e pagheranno il frutto dei loro sbagli, della loro esagerazione. Perché, se il virus, per certi aspetti, ci ha anche un po’ diviso, di fronte a un nemico in carne e ossa, ben visibile, ci uniamo in un solo corpo, in una sola voce, una sola anima, per gridare all’unisono: “Viva la libertà! Viva la pace! La vogliamo, è nostra e di tutti, la pretendiamo!”.
In questo corteo, nel microcosmo della nostra città, tra la generazione che la guerra l’ha vissuta, quella che l’ha sentita raccontare dai nonni e dai genitori ma sperava di esserne immune, quella che la sta studiando solo sui libri di scuola ma che adesso ne annusa l’odore, un ritorno di storia e di memoria: “Va così: la storia della tragedia umana è un editore famelico” (“M, il figlio del secolo” di A. Scurati).
Perché la storia sembra sempre ruotare su sé stessa e ritornare sui suoi passi, soprattutto quella più sinistra. “Più odi qualcosa, più ne hai paura, più lo guardi… lo fissi, per capire dove inizia”. “Non esiste un punto preciso, Hannah: quando fa buio il cielo cambia colore tutto quanto, i tuoi occhi non possono fermarlo. Non potranno mai” (“Eichmann, dove inizia la notte”, S. Massini).
Ma se l’origine del male ci è ignota e se il male sempre ritorna, anche il bene non ha principio e fine, per la compensazione degli opposti: l’uno non può esistere senza l’altro, e coesistono proprio dentro di noi. Sventoliamo allora le bandiere multicolori della Pace, perché la sua luce iridea deve prevalere e scacciare nuovamente in un angolo lontano questo buio terrorifico della guerra, riducendolo a un’ennesima narrazione brutale, riaccendendo, ancora una volta e con ancora più forza e determinazione, non solo la speranza ma soprattutto quel “Giusto” fare e pensare che vincerà sulle tenebre, generando ancora buoni semi con cui coltivare la nostra terra e la nostra vita!   

Ombretta Di Pietro

Il corteo “No alla guerra in Ucraina” di mercoledì 2 marzo è stato promosso da: Acli, AGESCI Sesto San Giovanni1, ANPI, Aned, Auser, Caritas Decanale, Caritas Salesiani,  Centro Culturale Islamico Sesto san Giovanni, C entro Sociale Silvia Baldina, CGS Rondinella, DireFareDare Aps, Emergency, Karama- Solidarietà con il popolo sahrawi-Odv, Movimento dei Focolai di Sesto San Giovanni, Associazione OIKOSOdv, PaxChristi, Polisportiva Rondinella, Sconfinando, Ventimila Leghe.

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