Progetto del Comune per l’inclusione sociale degli alunni post lockdown

Il Comune di Sesto San Giovanni ha stanziato 100.000 euro per il progetto “Crescere insieme”, rivolto agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado, per favorire l’inclusione sociale di bambini e ragazzi e contrastare gli effetti negativi provocati dai lunghi mesi di didattica a distanza durante le fasi più dure della pandemia, quando l’isolamento ha lasciato segni tangibili soprattutto tra i più giovani. Un progetto che prevede diverse attività di laboratorio pomeridiane.

“In queste ore sto leggendo e sentendo commenti che travisano totalmente il progetto, accuse fuorvianti, da parte di un comitato genitori e di una consigliera comunale d’opposizione, per cui ci tengo a fare chiarezza – spiega l’assessore all’Educazione, Roberta Pizzochera –. Innanzitutto sottolineo che non si tratta di un progetto rivolto prettamente all’inclusione di alunni disabili né si fa alcuna distinzione tra i diversi gradi di disabilità, pertanto i disabili gravi non sono affatto esclusi come invece esponenti della sinistra cittadina punta a far credere cercando di strumentalizzare, al solito, le fragilità, cercando di privarli di un progetto nato per loro solo per attaccare l’operato di questa amministrazione. Secondo punto: fin dallo scorso giugno abbiamo avviato un dialogo coi dirigenti scolastici e i comitati genitori al tavolo 104 (presente proprio un membro del comitato in questione), da cui sono emerse le difficoltà che molti studenti hanno incontrato nel riprendere la scuola dopo la dad. Il distanziamento sociale ha disturbato la loro capacità di stare assieme. Terzo punto: abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici degli istituti di presentare il progetto ai consigli d’istituto e insieme a loro di individuare gli alunni che avrebbero potuto trarre i maggiori benefici dal progetto e recuperare la capacità di stare assieme. Spiegato ciò, non capisco perché il comitato in questione abbia preferito rinunciare al progetto per poi cercare di montare un caso basato su falsità piuttosto che esporre le proprie perplessità: avrebbero compreso che nessuna disabilità è esclusa ma anzi presa in considerazione e inserita nel progetto della propria scuola”.

L’elaborazione del progetto “Crescere insieme” è partita lo scorso giugno al tavolo 104, alla presenza dei dirigenti scolastici, di Uonpia, dei genitori e delle associazioni, perché si presumeva che i bambini e i ragazzi che avessero maggiormente sofferto l’isolamento sociale imposto dal covid fossero proprio gli alunni con disabilità, ma sono emerse criticità anche per quanto riguarda gli studenti con ansia sociale. Un progetto dalle maglie larghe, con la possibilità di plasmarlo sulle necessità di ogni istituto.
“Dispiace ricevere accuse di discriminazione, nella realtà inesistente, solo per il gusto di screditare un’amministrazione che invece tanto sta facendo, e ancora farà, per favorire l’inclusione sociale di tutti, con il risultato di privare i bambini della propria scuola di un progetto disegnato sulle esigenze della scuola stessa. Dispiace soprattutto – conclude l’assessore Pizzochera – che un consigliere comunale scomodi il progetto T4, ovvero l’eliminazione fisica dei disabili nella Germania nazista, per fare un parallelo con questa situazione, gravemente offensivo oltre che senza alcun senso. Mi auguro che si sia trattato di uno scivolone causato dall’ideologia che acceca e impedisce di valutare e comprendere i progetti nei loro dettagli…”.

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