La lettera. La nostra democrazia ha bisogno di cure

Dal nostro lettore Giovanni Giudice riceviamo e pubblichiamo

“Alcuni decenni or sono, le Famiglie ancora riuscivano a trasmettere ai propri figli i valori di sempre: rispetto delle regole, delle Istituzioni e del prossimo.  E poi ancora, la disciplina, la differenza tra diritti e doveri, e soprattutto si trasmetteva l’amor proprio e, perché no, l’amor patrio.
Tutto questo trovava un riscontro altrettanto rassicurante nelle Istituzioni che riuscivano a controllare anche e soprattutto, i valori della Democrazia.
Nel corso di questi anni abbiamo assistito a un continuo sfaldamento di tutti quei valori che sono sopravvissuti a due guerre mondiali.
La parola “Democrazia” col passare degli anni è stata snaturata, perché ad essa è stato attribuito il significato improprio di libertà ad oltranza, permissiva e spesso senza regole e senza rispetto. Il principio fondamentale di uguaglianza dei cittadini è diventato diritto di agire liberamente e di fare scelte in piena autonomia per il proprio tornaconto.  Oggi in Italia la Democrazia ha raggiunto forse il massimo livello della formula “vivi e lascia vivere”. E tutto questo ci ha trascinati ad una situazione di insicurezza irreversibile, in quanto alla delinquenza nostrana si è aggiunta una parte di quella dei tanti migranti ospitati. 
Infatti oggi, come abbiamo potuto constatare in questi giorni in cui è successo di tutto e di più, peraltro è stato aggredito e picchiato persino un agente di polizia, ossia è stata perpetrata la peggiore violenza contro lo Stato e contro la Democrazia.
Non si riesce più a soffocare il “caos” dominante a qualsiasi livello e in ogni parte della nostra bella Italia.
Quotidianamente osserviamo, soprattutto in questo momento di pandemia, che la totalità delle forze dell’ordine nella sua estensione nazionale non riesce più a controllare in maniera capillare ogni angolo del territorio, naturalmente a scapito della sicurezza della popolazione.
A questo punto quando non si riesce più a difendere la Democrazia, essa non c’è più perché muore e allora le nostre Istituzioni perderanno il controllo della situazione e di conseguenza le funzioni del Capo Famiglia.
Oggi in Italia non ci facciamo mancare nulla, ogni giorno sembra di sentire un bollettino di guerra, genitori che uccidono i propri figli, femminicidi, stupri di massa, violenze. Nelle famiglie non c’è più pace, i nervi sono saltati, siamo tutti contro tutti, c’è esasperazione, disperazione, fragilità e soprattutto paura.
A questo punto diventa indispensabile che lo Stato faccia immediatamente delle riforme ad hoc, in maniera da provvedere in primis ad incrementare fortemente tutte le nostre forze di polizia in Italia e prevedere altresì delle pene certe, severe e personalizzate in modo che non gravino sulle spalle dello Stato e quindi sul cittadino.
E’ inammissibile perdere ancora tempo, è indispensabile proteggere la grande Famiglia Italia che rappresenta sempre e comunque le fondamenta per ricostruire il migliore edificio sociale.
Se non portiamo avanti una nuova generazione ricca di valori, di onestà, di fiducia nel nostro Paese e soprattutto se non riusciamo ad assicurare loro una sicurezza ad oltranza, non potremo più parlare di vera Democrazia.
Spero che queste considerazioni facciano riflettere tutti i politici e le Istituzioni in maniera da intervenire rapidamente per modificare questo momento che sta attraversando il nostro Paese e che sta diventando sempre più insostenibile ed esplosivo.
Le parole non bastano più, non è possibile continuare a vivere sempre in emergenza, tante famiglie oneste non c’è la fanno”.

Giovanni Giudice

                                                                                                              

 

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