Prima paziente operata al Bassini per un’embolia polmonare massiva

Maria Luigia, per gli amici Miriam, classe 1953, è la prima paziente operata al Bassini per una embolia polmonare massiva dall’équipe cardiologica guidata da Simona Pierini, Direttore FF Cardiologia e Maurizio Ornaghi, Responsabile Emodinamica.
“Da alcuni giorni i 33 gradini di casa mia mi lasciavano senza fiato. – ci ha raccontato Maria Luigia – Pensavo fosse un disturbo temporaneo. Questo fino a sabato quando ho avuto una vera crisi respiratoria. Sono andata al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Sesto domenica mattina e dopo i primi controlli mi hanno trasferito al Bassini. Quando mi hanno detto dell’intervento mi sono molto spaventata ma il personale è stato davvero incredibile. Durante l’intervento avvenuto il giorno dopo io ero sveglia, mi hanno fatto l’anestesia locale, e mi spiegavano passo passo cosa stavano facendo. Non ho sentito dolore e mi sono sentita davvero assistita. Poi mi hanno attaccato a quello che chiamo il mio “albero di Natale”: un monitor con fili e lucine che si accendevano e spegnevano. Sarò stata un paio di ore in sala. Ora non vedo l’ora di tornare alla cura dei miei fiori e dei miei nipoti.”
L’embolia polmonare è l’ostruzione acuta di uno o più rami dell’arteria polmonare.
Nei casi meno gravi la terapia medica, consistente nella somministrazione al paziente di farmaci anticoagulanti, può risolvere la situazione, ma nei casi più gravi l’embolia polmonare acuta massiva è ancora oggi gravata da un’alta mortalità. In pazienti con embolia bilaterale submassiva con interessamento dei rami principali dell’arteria polmonare, come nel caso della signora Maria Luigia, si determina un sovraccarico sul ventricolo destro (la cavità del cuore che invia sangue al polmone) con dilatazione e disfunzione del ventricolo stesso. La disfunzione del ventricolo destro è un parametro di gravità dell’embolia polmonare che si associa ad alto rischio di mortalità.
Non potendo procedere alla somministrazione di un alto dosaggio di farmaco trombolitico per l’elevato rischio di complicanze, l’équipe cardiologica ha deciso tempestivamente di intervenire con una trombolisi loco regionale, cioè portare due cateteri nelle arterie polmonari passando dai vasi venosi dell’inguine, consentendo un’infusione locale dello stesso farmaco trombolitico ma a dosi molto più basse, per un periodo di 12 ore, associato a una erogazione di ultrasuoni per rompere il reticolo di fibrina e favorire la penetrazione del trombolitico.
Questa metodica, nei pazienti in cui è indicata, consente un recupero funzionale più rapido e riduce i rischi di evolvere verso un’ipertensione polmonare con scompenso cronico.
L’Asst Nord Milano garantisce ogni anno solo con i due ospedali di Sesto e Cinisello Balsamo 25.000 prestazioni cardiologiche ambulatoriali, 1000 ricoveri e una attività di emodinamica in grado di eseguire procedure complesse coronariche con oltre 400 angioplastiche e 800 coronarografie ogni anno. Vengono inoltre eseguite alcune procedure di interventistica strutturale (chiusura percutanea di forame ovale pervio/difetto interatriale, valvuloplastiche aortiche) e procedure di interventistica periferica (trattamento di arteriopatia degli arti inferiori e manutenzione delle fistole AV dei pazienti dializzati).

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