Attività estrattive, via libera dal Consiglio Regionale alla nuova Legge

Via libera dal Consiglio Regionale alla nuova Legge che disciplina la coltivazione sostenibile di sostanze minerali di cava e promuove il risparmio di materia prima e l’utilizzo di materiali riciclati.
“Il Progetto di Legge – spiega il Presidente della commissione Ambiente Riccardo Pase (Lega), relatore del provvedimento in aula – rappresenta un notevole passo avanti nella coltivazione sostenibile di sostanze minerali di cava, che permette di abbracciare la dimensione della sostenibilità e dell’Economia circolare, cercando di stimolare al meglio il recupero di materiale e favorire le azioni di mitigazioni e compensazioni ambientali. Le novità introdotte, frutto di un inteso lavoro in Commissione Ambiente di mediazione tra le differenti forze politiche, puntano a semplificare le procedure e riguardano soprattutto l’atto di indirizzo regionale che sarà ora approvato dal Consiglio Regionale, le procedure di VAS, le modalità di approvazione del PAE e le autorizzazioni all’esercizio dell’attività estrattive.
Con questa nuova Legge – prosegue Pase – si introduce, inoltre, la possibilità di individuare aree particolarmente adatte allo sviluppo di nuovi impianti fotovoltaici all’interno delle cave cessate e una più ampia tutela delle aree regionali protette, privilegiando laddove possibile, la previsione dell’apertura di nuove cave o l’ampliamento di cave esistenti all’esterno dei parchi regionali, del PLIS e delle reti di connessione ecologica provinciali e comunali. Un elemento questo importante per salvaguardare il nostro territorio da un lato e garantire comunque l’approvvigionamento delle materie prime dall’altro. Si tratta di un Progetto di Legge che riveste una valenza strategica per la Lombardia e che va nella direzione ben precisa della tutela del territorio e della valorizzazione del settore delle pietre ornamentali, garantendo per queste ultime dei minimi di resa che fino ad oggi non erano previsti e i relativi marchi di qualità.  Un lavoro puntuale – conclude Pase – che migliorerà il sistema di escavazione dei materiali effettivamente necessario, improntata alla sostenibilità e all’economia circolare e che pone un punto di partenza importante sul futuro dell’attività di cava”.
“L’apertura di nuove cave avverrà, in via privilegiata, all’infuori dei parchi regionali e le future revisioni del piano cave stesso saranno possibili anche in riduzione dei volumi”. Così il capogruppo del M5s, Massimo De Rosa, al termine della discussione in Consiglio Regionale che ha portato all’approvazione del PDL Cave, che ha sostituito la legge regionale 14/1998 dell’8 agosto 1998. “Si tratta di passi avanti importanti, ottenuti grazie al lavoro del M5S Lombardia. Abbiamo migliorato la proposta della Giunta, intervenendo anche in materia di sanzioni, sia nell’ambito delle difformità sia in quello di eventuali scavi abusivi, introducendo contestualmente rilevanti novità anche per quanto concerne una gestione dei cantieri basata sulla tracciabilità, in un’ottica di prevenzione di possibili illeciti”.  Il M5S porta poi l’attenzione su un punto nodale relativo alla fase transitoria. “La legge approvata dal Consiglio Regionale – aggiunge De Rosa – presta di fatti il fianco alla possibilità che l’attuale fase transitoria si protragga nel tempo, con il rischio che qualcuno ne possa approfittare. In questo senso abbiamo ricevuto specifiche rassicurazioni dall’Assessore Cattaneo, ma verificheremo che il percorso segua l’iter più adatto a tutelare gli interessi dei cittadini dei lombardi e delle imprese del settore”.
Esprime invece  parere contrario il PD regionale:  “È una legge che enuncia principi condivisibili, ma li sacrifica di fronte alle esigenze, legittime ma non si sa quanto prioritarie, degli operatori – rilevano il consigliere Giuseppe Villani e il vicepresidente d’Aula Carlo Borghetti,  intervenuto sul tema dei parchi -. Eppure, c’è un bene più grande per la Lombardia e per i lombardi: è il nostro territorio, è l’ambiente, sono le aree protette”. Questo, in sintesi, il motivo che ha spinto il Gruppo regionale Pd a votare contro il progetto di legge. Un’unica soddisfazione per i dem l’approvazione di un ordine del giorno “che prevede, fra l’altro, di impegnare la Giunta regionale a valutare come quantitativi ammissibili per i nuovi piani provinciali almeno quelli depurati della quota di materiali alternativi utilizzati nella programmazione precedente, vale a dire che quanto meno entrano nel computo complessivo dei piani cave i materiali riciclati”.

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