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Omaggio ai 100 anni dello Spiritello, opera icona del marchio Campari

Buon compleanno a te “Lo Spiritello”. Sei arrivato ai tuoi 100 senza neppure invecchiare un tantino, magari sei solo un po’ vintage.
Chissà quale strana magia avrà utilizzato tuo papà Leonetto Cappiello? Forse solo la misterica alchimia dell’Arte, che passa e va purtuttavia continuando a esserci, esistere e mostrare i frutti del suo generoso ventre, rendendoli immortali all’interno di ciascun tempo transitante e trasmutante. Col tuo sorriso sornione, il tuo volto pagliaccesco, danzi funambolicamente fuoruscendo da una buccia d’arancia, che ti si arrotola intorno come un serpentello tentatore. E, come una caricaturale Venere botticelliana, ci inviti a sorseggiare un buon Bitter Campari dando inizio ai festeggiamenti… Quale potenza comunicativa si sprigiona in questo manifesto, uno dei più emblematici della società Campari, che già agli inizi del ‘900 aveva ben compreso l’importanza di un connubio tra arte e pubblicità. Dal cui incontro nasce un nuovo linguaggio formale e una peculiare espressività che ha nell’oggetto da sponsorizzare il suo stimolo primario, il cerino che accende la creatività, e il cui prodotto finale, il manifesto appunto, non è certo da considerarsi di serie B. Spesso incappiamo nell’errore di stilare una classifica graduatoriale che fa un distinguo netto tra Arte Bassa e Arte Alta, conseguentemente tra gli eccentrici e stravaganti creativi e gli artisti che assurgono a uno stato di reverenziale sacra spiritualità. Quantomai anacronistico e forviante oggigiorno un tale distinguo, considerando la molteplicità di lessici linguistici, di ambiti produttivi, di gerghi e formule estrinsecative che appartengono all’attuale mondo artistico. Talvolta troppo santificato o troppo demonizzato, ma pur sempre e da sempre in grado di scatenare incontri, scontri e confronti, quindi cultura. Perché fondamentalmente l’Arte è la capacità di trasmettere emozioni e concetti, attraverso l’uso di tecniche, materiali, osservazioni, sinergie, regole, codificazioni, ricerche e improvvisazioni, esperienze e studio. È armonia del gusto, di ciò che solletica gradevolezza e gradimento; è sintassi di un messaggio che imprescindibilmente contiene. In un’“estetica della comunicazione” dal fraseggio “pulito”, piacevole, semanticamente variegato e dall’eloquente sublimità; e una “comunicazione estetica” dal costante tendere e tendente al “bello”. Che non può prescindere e discostarsi dalla realtà. Tutto nasce in un contesto preciso con le sue tipicità, criticità, punti di forza e di debolezza. L’Arte è nella Storia e come tale la subisce e contribuisce a definirla e forsanche a determinarla in taluni aspetti. E come la Storia diviene perennemente, così l’Arte si innova a sua volta, leggendo i periodi in cui si innesta e agisce, rispecchiandoli fedelmente o contrastandoli nettamente, e riconsegnandoli agli eredi diretti: i fruitori. In una sorta di sottile gioco enigmaticamente misterioso, in cui l’artista lancia al pubblico la sfida, tirando i dadi e dando inizio alla partita. Fino al disvelamento finale, in un percorso emozionale e intellettivo di forte arricchimento sia per chi l’artificio lo produce e lo conduce sia per chi lo scopre assaporando l’ebrezza della consapevolezza. In una piacevolezza che non può esistere se non nella condivisione, in cui ciascuno dà il suo univoco, solitario, personale contributo. Ma cos’è l’Arte oggi? Non è mai semplice comprendere appieno l’ambiente in cui si è inseriti, i tempi e gli spazi del vissuto spesso sfuggono a una lucida analisi logica e distaccata. Certamente siamo in presenza di nuovi strumenti espressivi legati a un avanzamento tecnologico dirompente e a un utilizzo sempre più incisivo di tali mezzi: il virtuale e il multimediale hanno un peso sempre più rilevante. C’è un notevole interscambio e commistione tra le differenti e innumerevoli forme d’arte, che si potenziano e si incrementano vicendevolmente, con sperimentazioni dagli ottimi risultati. Ma è anche un momento in cui tutto cambia rapidamente, in cui tutto è anche troppo accelerato e tutto viene ingoiato senza essere masticato o risputato dopo pochi morsi. Sovrapproduzione massiccia; mercificazione di ogni cosa al punto tale che l’assioma “più costa e più vale” sembra prevalere sulla qualità; ricerca di notorietà talvolta e troppo spesso a discapito di un reale contenuto significativo di ciò che si è e ciò che si fa; perdita di ogni certezza, frammentazione caotica del sentire e del pensare, nichilismo simil apocalittico.
L’Arte si sta staccando dalla Storia, arrogantemente prendendosi ogni concessione fino all’eccesso, senza porsi troppe domande, senza un progetto preciso. Dominando gli spazi con monumentali istallazioni, uscendo dagli ambienti chiusi per avere grande visibilità, peccando di vanità. Ma non è più “influente”: l’artista e gli uomini diventano prigionieri della troppa libertà, paradossalmente arrivando ad una “noiosa” omologazione massiva. Come si può fare allora “Per non morire d’arte” (libro di Ugo Nespolo, Einaudi Editore): “per aver scoperto d’essere immersi in un brodo creativo svuotato di certezze e convinzioni… sommersi da cataste di oggetti eterogenei… schiavi del dogma dell’indifferenza estetica”? Forse ricominciando da questo “niente” per riscoprire l’essenzialità ricca di sostanza: e nell’intimità di una stanza, con un po’ di acqua e colore, ridipingere l’autenticamente semplice e semplicemente così, a regola d’arte.

Ombretta Di Pietro 


Per i cento anni del manifesto “Lo Spiritello” di Leonetto Cappiello  Galleria Campari e  Fondazione Corriere della Sera hanno dato vita a una serie di quattro incontri sulla tematica “Quando l’Arte incontra la Pubblicità”.  Il primo, “Arte come veicolo di comunicazione tra libertà creativa e consumo culturale”, si è svolto mercoledì 6 ottobre presso la sede della Fondazione e in diretta streaming, con la partecipazione dell’artista Ugo Nespolo, di Chiara Cappelletto, Docente di Estetica, di Roberta Scorranese, Corriere della Sera.
Prossima data:
martedì 2 novembre ore 18 “Il Murale: Street Art, Guerrilla Marketing e Comunicazione”.

 

 

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