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Lombardia, la farmacia dei servizi tra i cardini della riforma sanitaria

Dopo l’impegno profuso nell’emergenza sanitaria, nuove sfide attendono le farmacie di comunità lombarde, chiamate nel prossimo futuro ad assumere un ruolo ancora più significativo, per contribuire a quel concreto rilancio della sanità territoriale cui sta puntando la riforma della Legge 23/2015. Se ne è parlato lo scorso 9 giugno nel corso del webinar “Il valore delle farmacie nello scenario post-Covid-19 in Lombardia”, che ha visto coinvolti le Istituzioni regionali e i principali attori dell’ecosistema salute. L’evento, promosso da Federfarma Lombardia, in collaborazione con The European House – Ambrosetti e con il contributo incondizionato di Amgen e Teva, si è svolto nella rinnovata sede dell’Associazione, a Milano.
“Se mai ce ne fosse stato bisogno, l’esperienza del Covid ha evidenziato ancor di più il ruolo fondamentale della farmacia e dei suoi operatori come primo presidio sul territorio e punto di riferimento importantissimo per gli utenti, soprattutto i più anziani e chi più necessitava di informazioni e assistenza”, ha dichiarato la Vicepresidente e Assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti. “Il fatto che, pur in un periodo drammatico ed emergenziale, le farmacie siano sempre state aperte la dice lunga sulla professionalità, umanità e competenza di chi opera in questo settore. E per il futuro il nostro obiettivo è che le farmacie continuino ad essere, anzi diventino ancor di più, un punto di forza del Sistema sanitario regionale. Avranno anche importanza nella riforma della Legge 23; nel nuovo documento verrà infatti ribadita la loro centralità come primo, fondamentale, presidio nel SSR. In particolare, nella riforma sanitaria evidenzieremo come questo ruolo sarà ancor più valorizzato, attraverso la crescita della farmacia dei servizi”.
Durante i mesi più critici della pandemia, le farmacie si sono dimostrate un presidio essenziale di salute pubblica per capillarità, presenza costante e competenza, confermando la loro funzione sanitaria e sociale al servizio della collettività e guadagnandosi “sul campo” la fiducia degli utenti. Lo conferma una recente indaginecondotta da Cittadinanzattiva Lombardia: il 91% dei cittadini lombardi intervistati ha apprezzato il supporto ricevuto dai presìdi con la croce verde e l’84% auspica un ampliamento delle loro prestazioni, in particolare vaccini e tamponi, telemedicina, ritiro referti, pagamento ticket delle prenotazioni sanitarie, impiego del digitale, scelta e revoca del medico di famiglia. “In questa crisi sanitaria senza precedenti, le oltre 3.000 farmacie lombarde hanno dato un contributo sostanziale nell’emergenza, dimostrando di avere molte potenzialità che meriterebbero di essere espresse e valorizzate”, ha dichiarato la Presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca. “È chiaro ormai come la gestione territoriale della sanità non possa prescindere dalla farmacia che, grazie alla sua facile accessibilità e al rapporto fiduciario con il paziente, può agire da ‘catalizzatore’ di efficienza e buon servizio, avvicinando il SSR ai cittadini, promuovendo la cultura della prevenzione, semplificando i percorsi diagnostico-terapeutici e facilitando ulteriormente l’accesso alle terapie. Per rispondere alle richieste che arrivano dagli stessi utenti, ci impegneremo ad ampliare le prestazioni offerte”.
“L’emergenza pandemica, in particolare nella prima fase, ha drammaticamente sottolineato l’importanza di una rete di assistenza territoriale tanto capillare quanto accessibile”, ha affermato il Presidente FOFI e Vicepresidente della Camera dei Deputati, Andrea Mandelli. “Contemporaneamente, ha dimostrato quanto in questa rete siano fondamentali i farmacisti e le farmacie di comunità, che hanno sempre garantito non solo la continuità dell’accesso al farmaco ma anche la riuscita di importanti innovazioni, come la completa dematerializzazione delle ricette, e risolto criticità come quella legata all’ossigenoterapia domiciliare. Dopo questa esperienza diviene imprescindibile l’implementazione del modello della farmacia dei servizi, con tutti gli strumenti innovativi – a cominciare dalla telemedicina – in grado di contribuire a una reale sinergia interprofessionale e alla completa presa in carico del paziente, in base al principio di prossimità delle cure”.
“Nello scenario post-pandemico e nel solco del rilancio del Sistema sanitario lombardo che scaturirà dalla revisione della Legge regionale 23/2015 e dal recepimento degli obiettivi fissati dalla Missione 6 del PNRR, sarà necessario rafforzare il ruolo della farmacia dei servizi, come luogo fisico ove poter fruire di una gamma di servizi di bassa intensità”, ha aggiunto Emanuele Monti, Presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali della Lombardia. “Ciò permetterà un ulteriore avvicinamento dei sistemi di diagnosi e cura alla popolazione e un conseguente alleggerimento dei flussi sulle strutture ospedaliere”.
Tra le prestazioni che Federfarma Lombardia si prefigge di sviluppare ulteriormente, nell’ambito della farmacia dei servizi, vi sono: campagne di screening e prevenzione, prima fra tutte quella per il tumore del colon-retto; attività di telemedicina (holter pressorio e cardiaco, ECG, auto spirometria), con l’obiettivo di renderle un canale ordinario di accesso al Sistema sanitario, mediante la convenzione con Regione Lombardia; controllo dell’aderenza terapeutica nei pazienti in cura per ipertensione, BPCO, diabete e supporto nella presa in carico dei soggetti con cronicità, con il farmacista alleato strategico a fianco del medico di famiglia e dello specialista.
Inoltre, la Legge di Bilancio 2021 ha consentito, in via sperimentale, di eseguire tamponi e vaccinazioni in farmacia, ponendo l’Italia al passo con altri Paesi europei; l’auspicio ora è che questa opportunità possa perdurare oltre l’emergenza Covid ed essere applicata anche in occasione della profilassi antinfluenzale. 
“Grazie alla sua consuetudine con il paziente e agli strumenti che ha a disposizione, il farmacista è il professionista più indicato per controllare e favorire l’aderenza alle cure, soprattutto in caso di patologie croniche”, ha spiegato Luigi Zocchi, Vicepresidente di Federfarma Lombardia. “Di altrettanta importanza, sarà affidare alle farmacie del territorio la distribuzione di tutti i farmaci che, al momento, sono ancora dispensati dagli ospedali e nei distretti delle ATS, ad eccezione di quei medicinali che richiedono una somministrazione particolare. Questa scelta – ha concluso Zocchi – ­permetterebbe un monitoraggio più accurato delle erogazioni e della corretta assunzione della terapia da parte del paziente, oltre a un contenimento dei costi”.

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