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Restellone, la moschea al centro del dibattito politico

Continua a riempire il dibattito politico la realizzazione della moschea a Sesto San Giovanni, dopo che martedì 8 giungo il Consiglio comunale ha approvato il nuovo PGT che, tra le altre cose, conferma un diritto di superficie per la realizzazione futura di un nuovo luogo di culto in via Luini, al Restellone.
Ad oggi i fedeli si riuniscono in un prefabbricato nell’area accanto a quella che doveva ospitare una moschea di 2.450 metri quadri complessivi con minareto, abitazione dell’Imam, centro culturale e ristorante. Il nuovo PGT, tuttavia, prevede delle prescrizioni, a cominciare dalla altezza massima degli edifici consentita di 10 metri, la futura moschea dovrà quindi non potrà avere minareti; il volume complessivo viene poi fissato a 700 metri quadri, e non consente spazi per la realizzazione di centri culturali, biblioteche e locali commerciali.
Quindi una moschea ci sarà anche se diversa rispetta al progetto iniziale. Il sindaco Di Stefano però sui social invita la sinistra a mettersi il cuore in pace perché, scrive su Facebook, “con  noi Sesto non diventerà mai la Mecca d’Italia e la grande moschea è stata cancellata. I sestesi possono stare tranquilli”.
Immediata la risposta via social e tramite comunicati dell’opposizione. “Il Sindaco si contraddice da solo scrivendo che la moschea non si farà e poi descrivendo molto dettagliatamente come  sarà fatta – commenta l’esecutivo del PD cittadino -, con quale volumetria, altezza, massima capienza, dotazione di parcheggi. Dopo quattro anni di governo siamo ancora allo stesso punto, da una parte la lega che urla slogan, dall’altra i problemi, i temi importanti e i bisogni della città.
Non ci interessa entrare nella polemica con lui su questo argomento, consideriamo il diritto di culto una questione troppo seria per essere strumentalizzata in questo modo bieco e calcolatore.
Piuttosto dovrebbe spiegare ai cittadini come mai nella sua variante al PGT l’unica area destinata a costruire nuovi luoghi di culto è proprio quella di via Luini”.
“Come volevasi dimostrare – aggiungono i membri della lista civica Giovani Sestesi -, il sindaco si affretta a rassicurare il suo elettorato che per mesi lo aveva sentito promettere: “Cancelleremo la moschea da Sesto”.  Peccato che il piano delle attrezzature religiose preveda un’unica nuova struttura: proprio la moschea tanto invisa al sindaco leghista. E che, con tutti i nuovi incentivi opzionabili, potrà essere ancora più grande del progetto che tanto voleva cancellare. La moschea c’è e ci sarà. E, a oggi, c’è anche quella piccola, che sempre questa amministrazione di Destra aveva annunciato in modo roboante di voler chiudere “perché abusiva”. Non ci stupiscono le bugie di chi non ha mai smesso i toni di una campagna elettorale becera e volgare. Ricordiamo, inoltre, che questo Comune e questa amministrazione hanno già perso due contenziosi proprio con il centro culturale islamico.  Il giudice – concludono i Giovani Sestesi – è sempre stato chiaro: il diritto di culto deve essere garantito e nessuna norma urbanistica può sovrastare questo diritto. Proprio l’ultima sentenza invitava l’amministrazione a sedersi a un tavolo con la comunità musulmana per trovare una soluzione condivisa nel rispetto di un diritto riconosciuto. Che il sindaco della Lega non voglia la moschea a Sesto è un conto, ma il Pgt che lui e la sua maggioranza hanno approvato ieri dice esattamente l’opposto”.

 

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