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Comunità Cascina Gatti, sindaco: stop alla propaganda politica sulla disabilità

Il sindaco Di Stefano

“Per oltre 30 anni la concessione dell’immobile di Cascina Gatti è stata rinnovata senza alcun bando pubblico alla coop che si occupava della gestione della comunità socio-sanitaria. Alla luce di ciò, e del fatto che metà degli ospiti andavano accompagnati in strutture più consone alle loro età e ai loro bisogni, abbiamo proceduto a gara pubblica così come previsto dalla legge”. Così il sindaco di Sesto San Giovanni,  Roberto Di Stefano, nel giorno del presidio statico di solidarietà agli uomini e donne della Comunità di Cascina Gatti, organizzato da Sinistra Italiana (leggi l’articolo).
“Come anche indicato da Ats, parliamo di una cooperativa che gestiva persone che sarebbero dovute essere trasferite in residenze sanitarie per anziani o per disabili e invece sono state trattenute nella comunità socio-sanitaria andando contro sia alle normative regionali che alle reali necessità degli ospiti. La cooperativa da tempo sapeva di dover trovare soluzioni adatte per questi ospiti ma non ha mai attivato alcun percorso, di fatto lasciando persone anziane e con gravi decadimenti psicofisici in un contesto non idoneo, per nulla tutelati.
Considerato che molti degli ospiti della comunità di Cascina Gatti frequentavano anche i centri diurni per disabili della città – aggiunge il Primo cittadino – abbiamo lavorato su un bando congiunto in modo da poter avere sinergie virtuose per gli utenti della stessa comunità. L’amministrazione comunale non solo tutela i bisogni sanitari dei suoi cittadini ma anche i bisogni affettivi e relazionali visto che, per non dividere gli anziani disabili di Cascina Gatti, la scelta dei servizi sociali è ricaduta proprio su una residenza per anziani che avesse anche la funzione di residenza per disabili. Il tutto, sempre considerando e valutando i diversi progetti di vita dei soggetti.
Ora la sinistra protesta perché i loro amici non hanno vinto il bando, dimenticandosi però che esistono delle leggi da rispettare. Dopo aver usato bambini, occupanti abusivi, immigrati e famiglie in difficoltà per cavalcare vergognose speculazioni politiche, ora è la volta dei disabili. I loro metodi subdoli, purtroppo, li conosciamo bene: in mancanza di argomenti, e in evidente difficoltà, arrivano persino a sfruttare i disabili come leva per fare puro sciacallaggio, nel pessimo tentativo di screditare chi si occupa seriamente di sostegno e tutela delle disabilità.
Per loro sfortuna, però – conclude Di Stefano -, i cittadini non sono stupidi e le fake news confezionate ad arte sono solo un pericoloso boomerang per questi professionisti della disinformazione”.

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