Addio a Luigi Covatta, intellettuale socialista riformista

Se ne è andato all’improvviso, non ancora settantottenne e sulla breccia fino a poche ore dalla morte, Luigi Covatta, particolarissimo esemplare di una specie politica e intellettuale ormai quasi scomparsa in Italia.
Nella riunione del comitato centrale socialista del Luglio 1976 che diede inizio a un profondo rinnovamento del PSI Covatta fu dalla parte di Bettino Craxi, come tutti i quarantenni della sua corrente, quella di sinistra “lombardiana”, capeggiata da Claudio Signorile. Negli anni successivi con Craxi, lui “lombardiano”, fu leale ma senza mai diventare subalterno come testimonia indirettamente una carriera politica tutto sommato inferiore alle sue capacità e ai suoi meriti politici e intellettuali. Fu invece assai presente e attivo, nell’elaborazione di progetti e programmi a medio e lungo termine a cominciare dal Progetto socialista elaborato per il congresso di Torino del 1978. Fu tra i protagonisti della conferenza programmatica di Rimini del 1982, quella dell’«alleanza riformatrice tra i meriti e i bisogni» che, quasi quarant’anni dopo, è ancora oggi considerata come il tentativo più compiuto di dare un senso, e un’anima, al riformismo italiano.
Dopo lo scioglimento del PSI seguì in modo molto distaccato le successive e poco esaltanti vicende della diaspora socialista. Non abbandonò invece, neppure per un attimo, l’impegno politico e culturale. Riscoprì l’antica passione per il giornalismo e l’editoria. Scrisse libri sulla storia del riformismo e dei riformisti italiani. Con Gennaro Acquaviva e Giuliano Amato diede vita alla Fondazione Socialismo, cui dobbiamo, tra l’altro, vari importanti convegni di studio, e altrettanti libri, sul socialismo italiano e sui governi a guida socialista di cui uno, quello dedicato al crollo del Psi, è fondamentale per chi vuole indagare seriamente sulla morte del più antico partito politico italiano. Negli ultimi anni, su iniziativa della Fondazione, riprese da direttore le pubblicazioni di Mondoperaio, lo storico mensile socialista fondato nell’immediato dopoguerra da Pietro Nenni mensile che proprio in questi giorni sta finalmente entrando a far parte, in versione digitale, della Biblioteca del Senato. Deve essere stata davvero, per lui, una bella notizia prima della prematura scomparsa.

Ciemme 

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