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Osservatorio. Recovery Plan: cos’è e cosa prevede

Dopo aver parlato nell’articolo del 21 dicembre scorso di Recovery Fund (leggi l’articolo), oggi ci soffermeremo sul Recovery Plan, il documento più importante per il rilancio dell’Italia dalla crisi pandemica. Lo scopo è stabilire priorità e distribuzione delle ingenti risorse europee.
Nello specifico, si tratta di dare vita al cosiddetto Piano nazionale di ripresa e resilienza, ovvero il programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione europea, nell’ambito del Next Generation EU, come strumento indispensabile per rispondere alla crisi pandemica provocata dal Covid-19.
Si tratta delle linee guida dettagliate, con programmi di riforme e voci di spesa, che serviranno all’Italia per spendere i 209 miliardi complessivi in arrivo da Bruxelles con il Recovery Fund.
L’interrogativo, quindi, è d’obbligo: come verranno spesi questi soldi? Come più volte ribadito l’erogazione dei fondi sarà condizionata all’attuazione di determinate riforme che dovranno andare di pari passo con le raccomandazioni formulate dall’Unione Europea. Le risorse del Recovery Fund, che finanzieranno il Recovery Plan, verranno erogate in base al Piano nazionale di ripresa e resilienza che ogni Stato deve presentare a Bruxelles.
Sarà questo importante documento, infatti, a dare attuazione concreta al programma Next Generation EU, approvato dall’UE in via straordinaria per far fronte alle conseguenze economiche e sociali della pandemia.
In Italia, il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede tre assi strategici: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale, ai quali si aggiungono tre priorità che sono trasversali rispetto ai tre assi strategici ossia: donne, giovani e Mezzogiorno.
Il documento si propone 4 obiettivi: migliorare la resilienza e la capacità di ripresa dell’Italia; ridurre l’impatto sociale ed economico della pandemia; sostenere la transizione verde e digitale; innalzare il potenziale di crescita dell’economia e la creazione dell’occupazione.
Nel quadro di questi 4 obiettivi, il nostro Paese ha individuato 6 particolari traguardi da raggiungere con progetti e riforme di medio-lungo periodo: digitalizzazione, innovazione, competitività; rivoluzione verde e transizione ecologica; salute; infrastrutture per la mobilità; Istruzione, formazione, ricerca e cultura; equità sociale, di genere, territoriale
Questo a grandi linee è il documento di 176 pagine prodotto dal governo e denominato Recovery plan. Si tratta di una bozza ancora in discussione e che ha provocato in parte l’attuale crisi di governo. Seguiremo gli sviluppi nei prossimi giorni, crisi permettendo.

Ciemme

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