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Fiorella Mannoia torna in tv con due eventi speciali su Rai1

Proviamo a fermarci un attimo, a tendere l’orecchio e a riascoltare quei suoni a cui non facciamo più attenzione, confusi nell’andirivieni caotico ed accelerato delle nostre esistenze. Ebbene, ci accorgeremo che compongono una melodia che accompagna, scandendola, la nostra quotidianità.
E nelle notti di buio profondo il battito del cuore dormiente ritma le rumoreggianti tonalità dei sogni, fuoriuscenti dallo spartito dell’intimo inconscio, a cui fa seguito il fruscio sonoramente lieve delle sospiranti ombre nottambule.
C’è sempre musica nella vita, dal principio, quando urliamo al mondo il nostro esserci col vagito roboante ed imperioso del nascituro, fino alla fine, col rantolo soffocato di un’anima che si eleva alla sublime armonia celeste.
Ciascuno di noi ha una colonna sonora che lo contraddistingue, quell’insieme di canzoni che ci hanno accompagnato negli anni e che hanno segnato momenti peculiari e fondamentali di realtà consumate e di crescite personali: note che si rincorrono libere e giocose nei cassetti della memoria, che, quando li riapriamo, facciamo riemergere con tutto quell’ammaliante potere di rievocazione di cui sono capaci, che ci travolge stordendoci con le forti emozioni di immagini ritrovate.
Spesso la musica è un sottofondo che cadenza il nostro fare, perché il silenzio non ci aggrada. E molte volte la scegliamo in base al nostro stato d’animo: per ridere, piangere, gioire, disperarci. E ancora, per  scatenarci ballando, per rilassarci, per amare o per detestare.
Ogni epoca ha avuto la sua musica, che è nata dalle sue viscere e la racconta nella sua specificità. Descrittrice di eventi, collettivi e soggettivi, con echeggianti, evocativi, tintinnanti vocaboli; ispiratrice di movimenti culturali, di cui diventa parte sostanziale; divulgatrice di vissuti, idee e mode; bene di tutti, perché la musica è tale se condivisa, unione fondente in un panta rei di sensazioni.
Non ha luogo, perché la si ascolta ovunque, e anche se non si comprendono le parole ci si lascia turbare dall’andante melodico e dalla sonorità della voce cantante. Non ha tempo, perché ci arriva dal passato, è nel presente e ci sarà nel futuro, come un highlander che tutto racchiude in sé. E’ universale! “Chi fermerà la musica” allora, come si chiedevano i celeberrimi Pooh in un loro ben noto motivo? Credo che la risposta sia proprio: niente e nessuno! Neppure un terribile virus, perché abbiamo cantato e suonato e ballato sui balconi e alle finestre. Certo manca “l’aria elettrica” delle performances dal vivo, durante le quali insieme, vicini e indivisi ci scateniamo urlando all’unisono, sulla terra che trema vibrati di strumenti che paiono armi magiche, usate con bravura da abili illusionisti di splendide suggestioni.
“La musica che gira intorno”: un programma che vuole ridare corpo e spirito proprio a lei, la protagonista indiscussa, la nostra Musica appunto, riproposta in forma “live”, nel contatto “fisico” che ci è stato precluso, ma che qui riconquistiamo almeno virtualmente. Grazie ad una madrina d’eccezione, Fiorella Mannoia, ottima padrona di casa, che coraggiosamente si reinventa uscendo dai suoi più consueti panni di cantautrice per vestire quelli di conduttrice, nella consapevolezza che è necessario trovare sempre nuovi stimoli, nuovi accordi e nuovi brani per rinascere continuamente e poter dare ogni volta qualcosa in più, non invecchiando mai. E alla partecipazione di numerosi ospiti tra cantanti ed attori: Ligabue, Giorgia, Claudio Baglioni, Marco Mengoni, Andrea Bocelli, Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Samuele Bersani, Achille Lauro, Gigi D’Alessio, Zucchero, Marco Giallini, Alessandro Siani, Giorgio Panariello, Edoardo Leo, Sabrina Impacciatore, Ambra Angiolini, Flavio Insinna… e chi più ne ha più ne metta, ce n’è per tutti i gusti, per tutte le generazioni! Che ci restituiranno le loro e le tante storie attraverso i pezzi suonati, cantati, duettati, recitati da risonanti bocche narranti, in cui potremo perderci e ritrovare anche le nostre storie, commuovendoci, appassionandoci, rallegrandoci, sorridendo di nuovo con positività e, perché no? cantandoci sopra, anche se siamo un pochino stonati, ma se lo facciamo congiuntamente l’armonia diverrà aggraziata! “Sarà la musica che gira intorno/ quella che non ha futuro/ Sarà la musica che gira intorno/ saremo noi che abbiamo/ Nella testa un maledetto muro” (Ivano Fossati 1983): ma la musica è capace di abbattere ogni ostacolo, ogni barriera, anche il video di una televisione, per irradiarsi ognidove e colpire ogni cosa in ogni tempo, al di là del muro del suono.

Ombretta Di Pietro

Fiorella Mannoia, dopo il successo televisivo di ‘Un, due, tre… Fiorella’ (2017), torna su Rai Uno per due appuntamenti speciali. ‘La musica che gira intorno’, presentato questa mattina durante la conferenza stampa virtuale, andrà in onda venerdì 15 gennaio e 22 gennaio in prima serata dal Teatro 1 di Cinecittà World.
«C’è musica per la testa, che fa pensare, c’è musica per il cuore, che fa emozionare, c’è musica per le gambe, che trasmette allegria e fa ballare – dichiara l’artista – Ci sono parole per le canzoni e ci sono parole che diventano storie da raccontare… le nostre storie… la nostra musica».

Per la prima puntata, l’artista si confronterà – tra gli altri – con Claudio Baglioni, Giorgia, Marco Mengoni, Marco Giallini, Luciano Ligabue e Francesco De Gregori.

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