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Residence Fiorani, botta e risposta tra Comune e Unione Inquilini

“Il comunicato stampa di Unione Inquilini sul residence di via Fiorani riporta notizie completamente false, prima di tutto perché le utenze sono a carico della proprietà e non del Comune. Purtroppo lo sciacallaggio mediatico da parte di Unione inquilini sulla pelle dei più bisognosi è oramai una retorica assodata in città, ma che adesso si ergano a difensori di una convenzione che avevano condannato a suo tempo è a tratti ridicolo”. Così in una nota l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Sesto San Giovanni, Roberta Pizzochera, in replica al comunicato diffuso nei giorni scorsi dall’Unione Inquilini.   Nel comunicato l’Unione attacca il Comune a cui le famiglie ospiti del Residence di via Fiorani al civico 46, si sarebbero rivolte dopo essere rimaste senza corrente (dal 7 dicembre) per chiedere il ripristino dell’allacciamento elettrico. “Hanno però avuto solo risposte negative, evasive e sprezzanti – si legge nel comunicato dell’Unione -. La giunta di Sesto, appena insediata, tra i primi suoi atti politici ha disdetto la convenzione con il Progetto Arca senza creare le alternative per le famiglie coinvolte (9 famiglie al Residence Fiorani, 10 presso la cooperativa Uniabita). Al di là delle critiche che potevano essere sollevate su quel progetto (e che abbiamo sollevato noi per primi, in tempi non sospetti), resta il fatto che delle famiglie che sarebbero finite in strada venivano ospitate in una struttura abitativa fatta di piccoli appartamenti in attesa di una soluzione definitiva. L’attuale Giunta, invece di farsi carico della grave situazione abitativa della città, ha continuato a negare l’emergenza  persino in un Consiglio Comunale dedicato ai problemi abitativi, ma non solo.
Sin dal suo insediamento ha cercato di sfrattare gli inquilini in subaffitto con provvedimenti amministrativi illegittimi, ed è stata condannata dal Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia. Ha cercato di ottenere lo sfratto delle famiglie ricoverate nel Residence Puccini non pagando il dovuto al proprietario, ed è stata sfrattata dal Tribunale di Monza per  morosità, come il peggiore dei cattivi pagatori. Ha escluso dalle graduatorie per l’assegnazione delle case popolari le famiglie straniere che ne avevano diritto, e per tale ragione il Comune è stato condannato dal Tribunale di Milano per discriminazione. Ha cancellato illegittimamente le residenze a italiani e stranieri, impedendo loro anche di presentare le domande di casa popolare, e il Prefetto di Milano ha annullato i provvedimenti del Comune perché illegittimi e contro la legge.
Per il Residence Puccini, in particolare, come detto, il Comune ha sospeso i pagamenti al proprietario per farsi sfrattare per morosità e quindi sloggiare gli inquilini, tentando di scaricare la responsabilità sul proprietario del Residence”.
Nella sua replica l’Assessore Pizzochera sottolinea che in via Fiorani nel 2016 vennero alloggiati da Fondazione Arca 9 nuclei familiari, molti dei quali provenienti anche da fuori Sesto, al costo di 1700€ al mese per ciascun appartamento. “I progetti – spiega Pizzochera – avrebbero dovuto durare per 6 mesi, ma nel 2020 i 6 mesi sono superati abbondantemente. Queste famiglie permangono in quello stabile di proprietà di un’azienda privata che ha avuto rapporti contrattuali solo ed esclusivamente con Fondazione Arca. Sostenere che il Comune avrebbe staccato le utenze è una vera e propria calunnia. Le utenze le ha disattivate la proprietà con cui aveva rapporti solo Fondazione Arca, che non si è interessata dello stato delle famiglie”. Lunedì sera, si legge sempre nella nota dell’Assessore, la Polizia Locale, intervenuta sul posto, ha proposto alle famiglie una sistemazione alternativa e temporanea nei mini-alloggi di Fondazione Pelucca che ha offerto subito ospitalità. “Ma le famiglie hanno rifiutato – conclude Pizzochera -. Queste stesse famiglie devono quindi contattare la proprietà o fondazione Arca, promotrice del progetto, se intendono permanere in quello stabile e farsi riattivare le utenze. Precisiamo inoltre che circa un anno fa a un nucleo famigliare residente nel residence, questa amministrazione aveva proposto una sistemazione in housing sociale a Milano ma è stata rifiutata”.

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