In libreria ‘Gridalo’ di Roberto Saviano

Grido! Di gioia o di dolore, di contentezza o di rabbia, di amore o di odio, di festa o di guerra, di orgasmo o di paura, di vita o di morte, d’insieme o solitario… tuonante, dirompente, squarciante, silente. Che pulsa nelle nostre viscere o che udiamo con le nostre orecchie; che urliamo noi, facendo vibrare vorticosamente le corde vocali spalancando le bocche come fauci bramanti; o che urlano gli altri, colpendo i nostri timpani con un riecheggiare stordente. Quando emettiamo un grido ci liberiamo dal peso che ci opprime il petto. Quando sentiamo un grido ci fermiamo di colpo, giriamo di scatto la testa in direzione del suono, lo sguardo interrogativo: “cosa sarà?”, e tante possibili risposte: pericolo, schiamazzo, richiesta di aiuto, esternazione goliardica, soffocamento, libertà, tutto o niente di che… ma qualcosa deve pur essere. E che sia! Un grido per dire “basta!”. A chi vorrebbe annullare la voglia di sapere realmente ed anestetizzare l’azione in un sonno inglobante; a chi occulta e vuole “fregare”, mescolando male il mazzo o col gioco delle tre carte, baro di professione; a chi dà facili giudizi pregiudizievoli, puntando un falso dito accusatore, etichettando ed imbrigliando con superficialità ed ignoranza per comodo, accomodante, banale comune senso del “pudore”; ad una comunicazione mediatica confusa, servile, fuorviante; ad un gossip che “non è innocenza ma squadrismo”, che delegittima chiunque osi avere un’idea o prendere una posizione non “ufficialmente” od “ufficiosamente” consentita! Basta, con la gentilezza e le buone maniere di un falso ed ipocrita perbenismo, perché si può e si deve provare “odio”, senza vergogna: che sia, però, un odio “costruttivo” e non “distruttivo”, che vomiti fuori il diniego e trovi delle nuove vie da percorrere, senza catastrofismi ma con rinnovato ardore. Basta, con chi starnazza sproloquianti vocalizzi propagandistici per arrivarci alla pancia: ma noi rispondiamo col nostro grido di ribelle “budellare” disapprovazione! Basta stringerci attorno a chi, in uno stato di emergenza, ci dà false e fasulle sicurezze, e probabilmente pagherà, poi, la sua mancanza di autorevolezza e la sua incompetenza! “Lo stato di eccezione ha per la giurisprudenza un significato analogo al miracolo per la teologia” (Carl Schmitt), attenzione allora! a non incappare in abbaglianti miraggi o pie illusioni, ma… gridiamo! per cercare e trovare quel “vero” che si cela dietro offuscanti ombre menzognere. Ascoltando i palpiti pulsanti del nostro cuore, quei tre miliardi di battiti “che ci sono stati dati in sorte”, “da quando nasciamo a quando moriamo”, e che nel libro si trasformano nelle tante storie di chi ha avuto il coraggio di gridare, unendosi virtualmente in una sola voce che scaccia ogni solitudine, formando un unico coro dai differenti toni armonici. Storie: del presente o del passato, prossimo e remoto, di uomini e di donne, spesso anche agli antipodi, ma pur sempre urlanti. Raccontate o narrate come una “processione di negativi”, di “rovesci”, di “cunicoli, scantinati, tunnel, fogne, periferie”, evidenziando quello che sta sotto, dietro le immagini nitide di una bella fotografia, facendoci addentrare nell’oscurità che solo un “cuore puro” potrà vincere, fendendo il buio che la luce stessa produce, per tornare ad illuminarsi. “Puro”: non perché non abbia mai sbagliato, non si sia mai contraddetto, non sia mai caduto, non si sia mai perso, sporcato, sospeso anche solo per un istante, è inevitabile che accada! Ma perché ha avuto la forza di vivere, di scendere “all’inferno” e di risalire, di rialzarsi, di disintossicarsi, mantenendosi comunque “autentico”, trasparente, sincero ad ogni costo, esentandosi dal ferire vanamente e gratuitamente. Nella costante ricerca della “verità radicale”, di quel senso di giustizia e di bene che gli sono propri, “segnati a fuoco” come un marchio indelebile sulla sua membrana, e che esistono davvero ed indubitabilmente, guide imprescindibili del nostro corretto agire. Seguire il cuore, urlando, per non soccombere, contro chi vuol farci credere che è tutto inutile, che puoi solo scegliere il male minore, che è già tutto e solo qui… Storie, che Saviano trasforma in una cartina, una bussola, una Mappa. Che consegna nelle mani del “lui” ragazzo, di cui teme il giudizio, per orientarlo e facilitargli l’incedere: ma ormai è andata, e forse ha avuto senso così! In quelle del ragazzo di oggi , per dargli ciò “che a me è mancato, perché avanzavo senza addestramento”, quindi per guidarlo mostrandogli percorsi sicuri e segnalandogli dove si nascondono le trappole, conducendolo fin dove è arrivato lui e passandogli il testimone, per consentirgli di continuare il viaggio da dove lui si è fermato e scoprire, con “azzardo” e “temerarietà”, inesplorate praticabili strade! Ed in quelle di tutti noi, che ragazzi più non siamo, per risvegliare quello spirito giovane che portiamo dentro, “prudenti” e “saggi”, ma pronti ancora a camminare, perché non è mai “chiusa”. Gridando insieme, con quel megafono giallo, che rompe il GRIgio del silenzio, non solo parole di denuncia, ma mettendoci tutto il nostro corpo come testimoni attivi, partecipi, DA sempre in movimento, segnati dalle ferite di un duro tragitto, col sangue che circola veloce per il magnetico bisogno di esserci, di esserLO infinitamente: “VIVI”!

Ombretta Di Pietro

“Gridalo” il nuovo libro di Roberto Saviano, edizioni Bompiani

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