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Sea children, nuovo corto del sestese Simone Marino

Il giovane filmmaker Simone Marino

Lo scalpiccio dei piedi di un bambino che corre nell’alba silente di un nuovo giorno: solo un lieve sciabordio e il sussurro della brezza mattutina quando giunge sull’estesa spiaggia solitaria. Nella mano un aeroplanino di latta che lancia con tutta la forza che può verso il cielo infinito, non accorgendosi dell’immensità del mare, sottostante l’empireo abbagliante e a lui prospiciente: ma il giocattolo non volteggia, cade subito giù, impantanandosi sulla battigia fangosa.
Le stanche onde gli si avvicinano senza lambirlo né solleticarlo, quasi prive del vigore per farlo o giammai timorose di ingoiare un altro boccone indigesto … Il bimbo si volta indifferente lasciandolo lì: corre verso una piccola e dimessa casupola di legno, un tempo ricovero di pescatori. Incuriosito entra e magicamente ritrova il suo aeroplanino, posato sulla coperta blu del letto che ospita il corpo malato di un vecchio, giacente supino ed esanime accanto al suo gioco. “E’ tuo questo?” domanda al fanciullo, che silenziosamente fa cenno di sì col capo e fa per andarsene.
Il vecchio lo invita a fermarsi, ultimo energico residuo di rassegnata volontà. “Ti voglio raccontare una storia, prima che sia troppo tardi”, maledettamente consapevole della fine prossima, a meno che …
Così questo Ulisse morente narra al figliol Telemaco della meraviglia nello scoprire un luogo così ricco d’acqua, questa Terra, che aveva solo immaginato, e poi visto prender vita e divenire realtà, come un sogno realizzato. Di quanti viaggi aveva compiuto pur stando sempre fermo in un sol luogo, e di quanti ne aveva visto compiersi tra le giocose onde. Del tradimento di quegli uomini che aveva amichevolmente ospitato nella sua dimora ed ora lo avevano lasciato solo, rinchiuso nel vuoto di quattro mura, agonizzante, senza cura alcuna da parte loro che, meschinamente, avevano contribuito a privarlo del suo benessere, agendo con colpevole noncuranza e con noncuranza girandosi dall’altra parte, fingendo di non vedere.
Il bimbo ascolta con interesse le storie di un Poseidone anziano e malridotto. Il suo tridente spuntato nulla può più contro la cattiveria delle umane genti, verso le quali avrebbe dovuto essere meno indulgente e scatenare irose onde e terribili marosi come monito perentorio. Lui che è ora destinato all’incommensurabilità di una fine non voluta e non prevista, ancorché causata da colpevole negligenza … “Hai capito chi sono?” e il fanciullo fa cenno di sì col capo, guardando l’eterno etereo azzurro celestiale dalla finestra senza vetri.
Un colpo di tosse, un rantolare del dio oceanico, e il piccolo corre via, precipitandosi all’esterno dell’abituro: ma non per paura … Sulla riva ritrova l’aeroplanino che aveva abbandonato senza pensarci: lo raccoglie, stringendolo con tenacia: “Prima che sia troppo tardi”, questo doveva e voleva fare!
Solleva lo sguardo e per la prima volta vede l’enormità degli innumerevoli flutti che faticosamente danzano dinnanzi a lui, come in un rito propiziatorio e altresì in una forma di ringraziamento per il gesto appena compiuto. I suoi occhi puntano all’improvviso la telecamera trafiggendola, accesi di esortazione e colmi di rimprovero … “Sea children”, il mare bambino o il bambino del mare: pochi minuti, poche immagini, pochi suoni, poche parole, per la trasposizione poetica della denuncia di un gravissimo problema di cui tutti noi siamo in parte responsabili: l’inquinamento iperbolico delle acque e il loro soffocamento dovuto ad una immane quantità di rifiuti che qui finiscono.
Senza, però, dissolversi più e mai più perire. Un volo nel profondo della nostra coscienza e nell’amara consapevolezza velenosa. Ma si può fare ancora qualcosa prima che si scateni la tempesta perfetta, “prima che sia troppo tardi”: ritrovare la nostra innocenza giovanile e ridare giovinezza al Deus marino.
“Come giocherete da soli senza di me?”: il vecchio ci fissa dalla lente della macchina da presa, un lieve sorriso pare incurvargli le dolenti labbra, come a voler dire “chi è causa del suo mal…”.
Poi gira il capo e chiude gli occhi … non ci resta che pregare “Mare Nostrum …”. E agire! Raccogliendo, ciascuno di noi, il proprio aeroplanino di latta.

Ombretta Di Pietro

Sea Children’, prodotto da Amira Film, è il cortometraggio realizzato dal giovane filmmaker sestese Simone Marino su un progetto promosso da ‘Sardegna Film Commission’ riguardante la campagna “Un mare da salvare”.

Guarda il corto su you tube.

 

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