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Artigianato resiliente, tengono le attività produttive lombarde

Resistono le ditte artigiane sotto i colpi dell’emergenza sanitaria ed economica da Coronavirus. Una analisi condotta dall’Unione Artigiani di Milano e di Monza-Brianza su dati forniti dalla Camera di Commercio di Milano, Monza-Brianza, Lodi rileva che il numero di imprese artigiane attive in Lombardia è calato tra giugno 2019 e giugno 2020 di poco più dell’1% (-1,12%), pari a meno 2729 aziende. Erano 242.954, oggi sono 240.225.
Pressochè stabile il dato relativo a Milano e Area metropolitana dove in dodici mesi le ditte artigiane attive risultano in calo di 161 unità (68.750 odierne contro le 68.911 di un anno fa). Per meglio monitorare gli effetti diretti della pandemia e del lockdown sulle micro, piccole e medie imprese artigiane si è poi concentrata l’analisi sul primo trimestre 2020 rispetto a fine 2019. Da dicembre a marzo le aziende artigiane attive lombarde sono passate da 241.557 a 239.659, pari a un meno 0,78% (1898 attività), mentre a Milano e Area metropolitana il calo nello stesso periodo è stato pari al -0,73%,passando da 69.007 a 68.499 (508 unità in meno). “Si tratta di una situazione di sostanziale stabilità – commenta il segretario generale dell’Unione Artigiani, Marco Accornero – che testimonia la resilienza dell’artigianato di fronte alla crisi. Dati che andranno monitorati e aggiornati nel corso dell’anno, in particolare il prossimo autunno e con la fine del 2020, per avere un quadro più preciso circa gli effetti del dissesto prodotto dal Covid-19 sulle attività produttive e sul sistema socio-economico milanese e lombardo.” Di fronte a un panorama a tinte fosche, spiccano però motivi di incoraggiamento per settori artigiani che crescono in questo duro momento. La creazione di video (185 imprese, + 10% in un anno), la produzione di software e le attività informatiche legate allo smart working (294 imprese e 353 imprese rispettivamente,  + 5% e + 3% in un anno), l’intrattenimento che continua  a crescere nel periodo del lockdown, da 233 imprese a giugno 2019 a 244 a giugno 2020, rappresentano esempi positivi.Anche il settore del magazzinaggio è stato molto importante in questi mesi e le attività artigiane sono addirittura cresciute, +1,7% in un anno. Un altro settore che ha tenuto bene, in un momento di impedimento per gli scambi internazionali con molti Paesi, è quello delle riparazioni di macchine (1105 imprese, +1,7%). “La capacità innata degli imprenditori artigiani di affrontare e superare periodi di difficoltà – rimarca Accornero – si sta dimostrando nuovamente motivo di fiducia per tutte le attività produttive. Il coraggio e la laboriosità di datori di lavoro e addetti meritano un encomio, ma anche sostegni concreti per non rendere vani questi sforzi. Alla fase dei sussidi occorre con urgenza innescare una ripartenza basata su incentivi agli investimenti e riduzione del peso fiscale, soprattutto a favore di quelle attività costrette a mesi di chiusura forzata. ” “Per questo – conclude Accornero – non possiamo non criticare con forza il mancato rinvio delle scadenze fiscali di questa settimana, sollecitato da più parti, e ci attendiamo un sostegno concreto sul fronte del credito alle imprese che vivono una situazione di gravissima crisi di liquidità”.

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