Home » Salute » Vivere ai tempi del Covid, i risultati del progetto congiunto di Auser e Nestore

Vivere ai tempi del Covid, i risultati del progetto congiunto di Auser e Nestore

Quali sono le strategie di resistenza, gli elementi positivi che impattano sulla qualità della vita e quelli che fanno paura durante l’epidemia e la quarantena? Queste sono le domande poste a 515 over 65 di tutte le provincie lombarde fatte nell’ambito di un progetto di ricerca coordinato dalla Fondazione IRCCS Besta in collaborazione con Auser Regionale Lombardia, con l’associazione Nestore ed altre associazioni di anziani e pensionati.
“Si è tanto parlato di anziani nelle prime fasi dell’epidemia – dice la dott.ssa Matilde Leonardi, Direttore U.O.C. Neurologia, Salute Pubblica e Disabilità della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta e coordinatore della ricerca – e purtroppo si è raccontato il lato tragico che il Covid19 ha provocato, causando tantissime morti proprio in questa fascia di popolazione considerata molto vulnerabile”.
C’è un altro aspetto riguardo al quale valeva la pena di indagare, ed è come vivono i tempi del Covid19 gli over 65, quali strategie di resistenza sono state messe in atto durante la quarantena e dall’inizio della epidemia e cosa impatta sulla qualità di vita. Da questo nasce la collaborazione per il progetto con Auser e Nestore, associazioni storiche e ben radicate sul territorio, che hanno fornito servizi di supporto e volontari che hanno contribuito alla distribuzione dei questionari del progetto “Vivere ai tempi del Coronavirus” insieme ai ricercatori dell’Istituto Besta. In totale hanno collaborato molti volontari della telefonia sociale Auser, 14 psicologi e diversi volontari della associazione Nestore.

Ersilia Brambilla, presidente Auser Lombardia

“La solidarietà nei confronti di persone anziane e fragili è una caratteristica di Auser – dice Ersilia Brambilla, presidente di Auser Regionale Lombardia – e siamo allenati, grazie alla grande esperienza della telefonia sociale del Filo d’Argento, a gestire la solidarietà attraverso la voce. Il fatto di essere esperti nell’accarezzare con la voce le persone ha sicuramente aiutato, fin dalle prime fasi dell’emergenza sanitaria, sia i nostri volontari sia i nostri utenti e il risultato è stato molto importante. Essere stati in grado, inoltre, di rispondere a nuovi bisogni anche di persone che fino a quel momento potevano uscire tranquillamente attraverso la consegna a domicilio di spesa e farmaci e il supporto per le ricette mediche digitalizzate ha concretizzato la solidarietà. La telefonia si è confermata un punto di forza, che va sostenuto e incentivato ulteriormente”.
Sono state arruolate 515 persone (56% donne), di età media 75 anni (range 65-91 anni), con scolarità media superiore (38%) tra il 16 marzo e il 17 aprile 2020 e provenienti da tutte le province lombarde (la maggior parte, 54%, da Milano. Il campione è composto principalmente da pensionati (92%); la maggioranza ha dichiarato di vivere con qualcuno (76%), riporta patologie pregresse in anamnesi (56%) e il 40% ha dichiarato di conoscere persone che hanno contratto il Covid19.
La percezione del rischio legata a Covid: complessivamente, i risultati indicano come essa risulti più bassa rispetto al rischio percepito in merito ad altre possibili minacce, quali cancro e influenza. Questo dato potrebbe testimoniare come il lockdown sia stato vissuto dagli over-65 intervistati come una situazione protettiva rispetto al Covid19, infatti la maggior parte degli intervistati si è dimostrata estremamente prudente adottando una serie di azioni utili a prevenire e limitare la diffusione del contagio già a partire dal 20 febbraio quando ancora alcuni comportamenti non erano imposti dalle restrizioni governative. La stragrande maggioranza dei partecipanti ha dichiarato di essersi lavata più frequentemente le mani (97%), aver evitato assembramenti (97%) e aver evitato aree infette (95%) a partire già dal 20 di febbraio.
Per meglio comprendere gli elementi che hanno avuto un impatto sulla capacità di resistenza alla situazione di emergenza, sono state indagate le fonti di informazioni maggiormente utilizzate ed è emerso come il campione si sia informato principalmente tramite la televisione (95%), internet (76%), ma consistente – attorno al 50% – anche la percentuale di chi si è informata tramite quotidiani, familiari e medici.
Il campione mostra di aver messo in atto strategie di resistenza mirate all’accettazione della situazione piuttosto che strategie mirate ad un cambiamento proattivo della situazione. Ad esempio, la maggior parte dei partecipanti ha dichiarato di aver preso atto della situazione e di aver tentato di distrarsi con altri pensieri, in modo da non pensare continuamente alla situazione di emergenza.
I risultati mostrano come sia la percezione del rischio legato a Covid-19 sia l’utilizzo di strategie di resistenza mirate all’accettazione siano significativamente maggiori in chi riporta di avere connessioni con persone affette da Coronavirus (oltre il 40% del campione ha un conoscente affetto) rispetto a chi riporta di non conoscere persone che abbiano contratto il Covid-19. Particolarmente informativo è il dato relativo alla percezione della qualità di vita. La maggior parte degli intervistati ha riportato un’elevata soddisfazione rispetto alla propria condizione abitativa (90%), economica (78%) e relazionale (76%). È necessario sottolineare la particolarità del campione intervistato: l’elevato livello di scolarizzazione, l’accesso alle risorse in rete e alla rete sociale, il contesto regionale e la copertura economica garantita dalla pensione fanno in modo che emergano degli aspetti positivi nel fronteggiare la situazione di emergenza. Il livello percepito di qualità di vita è maggiore in chi è parte attiva delle associazioni e vive con qualcuno rispetto a chi afferisce ad associazioni senza esserne parte attiva e vive da solo. Questo risultato testimonia come il contesto relazionale sia di particolare importanza per il benessere percepito e come essere in rete e avere delle relazioni (non solo della famiglia) giochi un ruolo molto rilevante per tutto il nostro campione.

Circa specchiosesto

Controlla Anche

Il grazie delle Opere Sociali Don Bosco agli “eroi” di Sesto

Martedì 23 giugno, ricorrenza di san Giuseppe Cafasso e vigilia dell’onomastico di don Bosco, la …

Lascia un commento