CFP Achille Grandi, anche gli Chef fanno formazione a distanza

Due allievi di Cucina e di Sala

A metà tra difficoltà, sfida e opportunità la didattica a distanza sta scrivendo in queste ultime settimane il suo capitolo più importante. Dalla chiusura di scuole e Università, per via delle misure legate al DPCM per contenere e contrastare la diffusione del coronavirus, gli istituti scolastici di ogni ordine e grado stanno organizzandosi per proporre lezioni e momenti educativi online agli studenti.
Tra questi anche il CFP Achille Grandi, il centro di formazione professionale parte integrante di AFOL Metropolitana che propone, oltre all’indirizzo di Meccanica, anche gli indirizzi Cucina e Sala, in cui sono coinvolti 200 studenti.
“Subito dopo la chiusura della scuola, il nostro responsabile, Renato Porciello, ci ha comunicato che saremmo partiti con la didattica a distanza – ricorda la coordinatrice e docente di Inglese, Annalisa Gaudino -. Una novità a cui inizialmente non eravamo preparati, essendo abituati a lavorare con i ragazzi in presenza. Tuttavia, con grande impegno, in poco tempo siamo riusciti a diventare dei veri esperti di tecnologia e della piattaforma online Microsoft Teams (sorride) con la quale oggi con agilità riusciamo a condividere risorse, inviare documenti, fare le verifiche”. Ma non solo, fiore all’occhiello della scuola di Cucina Grandi sono le ore di laboratorio (15 a settimana) e non era semplice riproporle ‘a distanza’.
“Siamo riusciti ad organizzare delle lezioni di laboratorio online, con i nostri docenti chef impegnati a preparare un piatto nelle cucine di casa, a riprendersi e pubblicare il video tutorial on-line. Gli studenti li vedono, li commentano e a loro volta si cimentano con le preparazioni”.
Fondamentale in tal senso il lavoro dei coordinatori Carlo Grazzani, per la Cucina, e Rosaria Incampo, per la Sala. “Hanno fatto davvero un grandissimo lavoro – aggiunge Gaudino – perché se per le materie più teoriche, organizzare la formazione a distanza è stato più semplice, riproporre online delle lezioni di laboratorio non era poi così scontato”. Anche perché i docenti chef e la Maestra di sala possono  lavorare con i pochi ingredienti che riescono a reperire,  organizzandosi con quanto hanno a disposizione nelle proprie abitazioni.
“Diciamo che ci siamo trovati davanti a un banco di prova e stiamo facendo del nostro meglio – aggiunge Gaudino – e in questo una grande mano ce la sta dando la collega Cristina del Soldato, referente del sostegno, che sta facendo un fantastico lavoro con tutti i ragazzi per non lasciarli soli”.
Un banco di prova che ha fornito nuove competenze tecnologiche che potranno essere utilizzate anche quando si rientrerà in aula in piena sicurezza. Un futuro ancora incerto a cui però non bisogna smettere di pensare. Perché sempre di più sono i ragazzi e le ragazze che scelgono l’offerta formativa della scuola di viale Italia 548. Una offerta che negli anni si è ampliata e che include i corsi diurni triennali con qualifica di operatore della ristorazione (dopo il terzo anno è possibile accedere ad un quarto anno di specializzazione che permette di conseguire il diploma professionale e di avere la qualifica di tecnico di cucina e dei servizi di sala e bar) ai quali si aggiungono i corsi serali di Cucina, Pasticceria, Panificazione e Pizzeria e Degustazione vino, i corsi professionalizzanti finalizzati all’acquisizione di competenze nell’ambito dell’Arte bianca (pasticceria, panificazione, pizzeria) e della Cucina e abilitanti (come il corso HACCP). Senza dimenticare gli incontri dedicati a temi specifici con gli chef Marco Olivieri e Vincenzo Cipolla, professionisti del settore.
“Gli istituti professionali vengono troppo spesso considerati dalle famiglie come l’ultima spiaggia della formazione – conclude Gaudino –. Ma non è così. Vediamo tutti i giorni quanta passione mettono i nostri ragazzi in cucina e in sala, l’amore che hanno per ciò che fanno. E lo stiamo scoprendo ancora di in questo periodo di chiusura; stiamo ricevendo tanti messaggi dagli studenti: gli mancano i compagni, l’ambiente scuola, la routine scolastica, persino noi prof (sorride)”.
Studenti che sempre più spesso scelgono un indirizzo che in molti casi consente di accedere al mondo del lavoro. Il percorso alla Achille Grandi, che durante la seconda e terza annualità prevede l’alternanza aula-stage, offre infatti l’opportunità di sperimentare il mondo del lavoro e conoscere meglio la realtà produttiva del territorio e gli sbocchi che può offrire. “Dai dati degli anni precedenti, posso confermarle che l’85% dei diplomati trova subito lavoro. Basti pensare che molti dei nostri ragazzi, già durante il percorso di stage e apprendistato vengono ‘prenotati’ dalle aziende di Sesto e di Milano”.
E anche ora che i fuochi della scuola sono spenti, le energie dei docenti e degli studenti continuano ad animare virtualmente i laboratori. Ne sono la prova i tanti consigli e ricette caricati dagli chef sulla pagina Facebook Scuola Cucina Grandi.

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