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Osservatorio: Il dopo pandemia

Per chi ha ricordi scolastici “panem et circenses” era la politica usata dagli imperatori romani nel periodo della decadenza dell’impero per acquistare la benevolenza del popolo nei loro confronti. A ben guardare non è cambiato molto da allora.
Da anni, con brevi interruzioni, prevalgono i dispensatori al popolo di “panem”. Anziché investire in tecnologia e know how, cosa che avrebbe modernizzato e fatto crescere il “sistema Italia”, si è ben pensato di distribuire mance portatrici di voti. Dai bonus da 80 euro ed ai 500 euro per i diciottenni voluti dal governo Renzi si è passati allegramente al reddito di cittadinanza voluto dai 5 Stelle ed al pensionamento anticipato attraverso quota 100 voluto dalla Lega.
Non ci hanno fatto mancare neanche l’aspetto grottesco quando qualcuno ha proposto di dare il diritto di voto ai sedicenni e di toglierlo a chi aveva compiuto 75 anni. Forse per loro gli anziani sono pericolosi in quanto ricordano l’epoca in cui i politici erano persone serie.
Per distrarre l’elettorato dal degrado in cui sprofondava il Paese (meno 30 per cento di PIL in vent’anni rispetto a Francia, Gran Bretagna e Germania), al “panem”, si sono accompagnati i “circenses”, la spettacolarizzazione e personalizzazione della politica, i talk show trasformati in arena, con i politici aizzati ad azzannarsi dai conduttori e dalle opposte tifoserie. La politica è diventata un “circo” al punto che un comico di professione è riuscito ad occupare un terzo dei seggi parlamentari con i suoi fan. Per i quali la mancanza di esperienza e competenza, secondo la filosofia del “uno vale uno”, è stata un titolo di merito.
Adesso forse è possibile una svolta. Nella tragedia che stiamo vivendo, l’opinione pubblica ha cominciato a cercare personaggi autorevoli e non improvvisati, credibili verso il mondo. Cercare persone fornite di quella che gli anglosassoni definiscono decent persons (persone dignitose e ponderate). Se si facesse un sondaggio tra Draghi e Grillo oggi il risultato sarebbe scontato a favore del primo, ma fino a due anni fa sarebbe stato sicuramente a favore del secondo.
Anche la personalizzazione della politica (spesso causa della rissosità) è destinata forse a essere cancellata dalle esigenze della ricostruzione. A questo proposito Pietro Nenni ricordando il clima dell’ultimo dopoguerra disse: “Nella polemica politica il linguaggio deve sempre essere quello che si usa in una battaglia delle idee e non in una guerra tra persone. Perché l’attacco personale era esattamente ciò che aveva caratterizzato il fascismo. In un sistema democratico, tutti i partiti politici devono coltivare la consapevolezza di essere ciascuno portatore di una verità parziale e non di una verità assoluta”.

Ciemme

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