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Coronavirus, la passeggiata della discordia

“Oggi abbiamo condiviso con il Ministro della Salute Roberto Speranza l’opportunità di riservare particolare attenzione all’attività motoria in sicurezza dei bambini alla luce della proroga delle misure restrittive per contenere la diffusione del coronavirus in Italia”.
È quanto dichiarano in una nota congiunta la Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, la Sottosegretaria alla Salute con delega alla medicina per l’infanzia e l’adolescenza Sandra Zampa e Alberto Villani, Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP).
Fondamentale si è rivelato il rispetto delle misure restrittive e, soprattutto, del distanziamento sociale (prorogate, come anticipato dal ministro Speranza, almeno fino a Pasqua). “Se oggi le nostre bambine e i nostri bambini stanno bene – si legge nella nota – è proprio grazie alle misure di contenimento stabilite dal Governo. Alla luce delle tante sollecitazioni che numerose associazioni che tutelano l’infanzia e l’adolescenza hanno rivolto in questi giorni difficili e che sono state recepite dall’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, abbiamo condiviso con il Ministro Speranza l’opportunità di consentire a tutti i soggetti in età evolutiva, ossia i minorenni con un età compresa nella fascia d’età 0-18 anni, di poter svolgere attività motorie e ludiche all’aria aperta, ma sempre accompagnati da un familiare, nel rispetto del distanziamento sociale”.
Il repentino cambio di rotta ha immediatamente aperto il dibattito politico. In primis a criticare le parole del Viminale, i governatori di Lombardia e Campania ma anche numerosi cittadini che si chiedono come si potrà imporre ai bambini la distanza di sicurezza o più semplicemente di non schiacciare i pulsanti degli ascensori e spingere le maniglie delle porte degli androni. Altri paventano uscite multiple, in barba alle regole, al mattino con mamma e al pomeriggio con papà.
In realtà, precisano dal Viminale: “Le regole sugli spostamenti non cambiano. La circolare del ministero dell’Interno del 31 marzo si è limitata a chiarire alcuni aspetti interpretativi sulla base di richieste pervenute al Viminale. In particolare, è stato specificato che la possibilità di uscire con i figli minori è consentita a un solo genitore per camminare purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione di spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute”.
Quindi si può uscire dalla propria abitazione esclusivamente nelle ipotesi già previste dal DPCM e per quanto riguarda l’attività motoria è stato chiarito che, fermo restando le limitazioni indicate, è consentito camminare solo nei pressi della propria abitazione. In sostanza: a poter scendere sotto casa per “camminare nei pressi della propria abitazione” – evitando sempre assembramenti e mantenendo la distanza di sicurezza – possono essere anche i bambini, accompagnati da un genitore.
Regione Lombardia però è scettica e con l’assessore al Welfare Giulio Gallera, definisce la circolare “irresponsabile e folle”. E anche il governatore Fontana (ieri ampiamente criticato per aver indetto una conferenza stampa ‘in presenza’ anziché una videocall per presentare il nuovo Ospedale in Fiera) invita a non abbassare le difese.

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