Coronavirus, tra le misure per le famiglie voucher per baby sitter e congedo parentale

La decisione di chiudere le scuole di ogni ordine e grado fino al prossimo 15 marzo in tutta Italia (con possibile allungamento della misura come annunciato in queste ore dal presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli), presa mercoledì 4 marzo 2020 dal Consiglio dei ministri per fare fronte all’emergenza coronavirus, avrà una ricaduta significativa sulla vita delle famiglie. Il Premier Conte ha perciò ha annunciato, insieme al decreto, l’intenzione di intervenire per venire incontro alle nuove esigenze delle famiglie.
Ieri l’anticipazione da parte del viceministro Laura Castelli sulla possibilità di prevedere congedi parentali straordinari per i lavoratori pubblici e privati. E’ infatti in via di definizione una norma che prevede la possibilità per uno dei genitori di assentarsi dal lavoro per accudire i figli minorenni.
“Mi fa piacere che ci sia un’ampia convergenza sul tema – commenta il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli -, stiamo lavorando per fare in modo che la norma che consente ad uno dei genitori di assentarsi dal lavoro per accudire i figli minorenni, durante il periodo di chiusura delle scuole, venga introdotta nel primo provvedimento utile. Ho condiviso la necessità con il Ministro Gualtieri ed abbiamo immediatamente messo a lavoro gli uffici per la quantificazione delle risorse, che ovviamente stanzieremo. Oltre a pensare ai dipendenti pubblici e privati, come anticipato ieri, stiamo immaginando di mutuare un modello già in uso negli Stati Uniti, a beneficio di professionisti e lavoratori autonomi, un bonus mensile per fronteggiare queste prime necessità legate alla crisi”.
Tra le misure che il governo sta valutando figura l’ampliamento degli sgravi fiscali e i voucher per baby sitter. Questi ultimi erano stati introdotti in via sperimentale nel 2013 dall’allora ministra Elsa Fornero, e prorogati di anno in anno fino allo stop dell’anno scorso. La legge di Bilancio per il 2019 non aveva infatti rifinanziato la norma che consentiva alle neomamme di ‘scambiare’ il congedo parentale (sei mesi facoltativi pagati al 30% dello stipendio) con un bonus fino a 600 euro mensili per sei mesi – 3.600 euro in tutto – da usare per baby sitter e nido.
Gli effetti del Covid-19 porteranno inoltre a una modifica del calendario fiscale. Il decreto legge approvato dal governo dal Consiglio dei ministri il 28 febbraio 2020 prevede infatti lo spostamento dei termini del Modello 730 al 30 settembre 2020 (fino al 2019 l’ultimo giorno utile era il 23 luglio)

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