Lo scrittore Roberto Costantini

Presentato in Tarantola ‘Una donna normale’ di Roberto Costantini

Normale: termine che può assumere una definizione vaga ed una connotazione ambigua fumosamente labile. “Conforme alla consuetudine e alla generalità, regolare, usuale, abituale”: quindi un comportamento “normale” è quello indossato dalla maggior parte per adeguamento convenzionale-educativo. Ma una sottile linea lo separa da ciò che agli occhi dei più appare come “anomalo”, da aborrire e giudicare impietosamente, allontanare sicuramente, eliminare se si può.
E’ pur vero che dietro ogni presunta normalità si celino difformità, sfaccettati lati nascosti all’apparente percezione e variegate zone d’ombra…O altresì eccezionalità connotativamente positive, che tardano ad essere identificate per generale superficialità valutativa… La nostra è una “neo-nata” protagonista tutta al femminile: Aba Abate (ci ricorda Rosy Abate della fiction televisiva! Aba-te, come se in ciascuno di noi ci fosse un po’ di lei!).
Sposata col pubblicitario ed aspirante scrittore Paolo dallo scarso senso pratico; due figli, Francesco e Cristina, nel pieno della burrascosità adolescenziale; la sola amica Tiziana, che sogna sempre il grande amore tra le pareti letterarie della sua libreria; un impiego come segretaria ministeriale.
E fin qui tutto nella norma, una routine tra focolare domestico e attività occupazionale, con le difficoltà di gestione del quotidiano andamento famigliare, affettivo e di rendimento professionale. Ma…”
Mio padre voleva che fossi sempre la prima, a cominciare dall’appello all’asilo”: sempre un passo avanti a tutti, sempre in “prima linea”, ed in effetti. Un destino cucitole addosso inconsapevolmente perché, inaspettatamente, colpo di scena. Aba è anche Ice, un funzionario dei servizi segreti, una realmente autentica spia, volgarmente detta, la cui veridicità, unitamente a quella della narrazione, sono dovute e fortemente coadiuvate dall’intensa collaborazione tra Costantini e l’Intelligence italiana! Una sorta di moderna Nikita, Elena Huberman di Notorius o Mata Hari! il cui compito principe è reclutare e gestire gli infiltrati nelle moschee. Ecco che il piano regolare si inclina sotto il grigio peso del lato oscuro, una parallela vita “occulta” totalmente differente, in cui “il mio lavoro è uno solo: proteggere chi vive in questo paese”! Un incipit doveroso allargato, legami nuovi ed affetti diversi, come il senso e l’explicit finale.
Scissa tra ciò che è “giusto” e ciò che è “opportuno”. Come possono coesistere due persone così ambivalenti, due esistenze apparentemente dissonanti? E come si può conciliare il tutto? La nostra “Lei” non è solo Aba, moglie e madre, e neppure solo Ice, l’agente segreto di ghiaccio, ma l’unione delle due parti che ella sola conosce nella totalità effettiva mentre gli altri solo il “davanti” o il “dietro”! Tutto vacillerà quando l’informatore Kebab, nome in codice, le comunicherà che sta arrivando in Italia, su un barcone dall’inferno libico, un terrorista, un “little boy”, per compiere un “big bang”, un attentato dinamitardo. Solo sette giorni per fermare il disastro, in cui Aba dovrà scendere in campo in prima persona, un incarico che minerà le sue certezze ed i suoi valori.
Come riuscirà la nostra eroina a non far crollare i mondi che si è costruita e ha preservato con tanta tenacia? Come riuscirà a tenere insieme se stessa? Dovrà alla fine scegliere tra Aba e Ice? Un romanzo strutturato sulla divisione in giorni che descrive l’andamento rapidamente ansiogeno di una convulsa determinante settimana, una “short” spy-story ricca di suspance e di intensi sentimenti. Con tre piani stilistici che si compenetrano rafforzandosi vicendevolmente: la prima persona quando Aba parla dei suoi affetti più cari; la terza persona, un narratore esterno, nella descrizione della missione; il corsivo con cui ci parlano i suoi più intimi pensieri svelandoci il suo stato psico-emotivo.
I temi trattati sono di grande attualità: gli sbarchi, l’immigrazione, la paura di infiltrazioni pericolose e la minaccia terroristica, la terribile situazione della Libia, un territorio a solo 1 ora di volo dall’Italia! E poi c’è lei, “una donna normale”, con le tribolazioni di tutti i giorni, con la forza che deve avere per sovrintendere alla frenesia di una “vita normale”, fatta da tanti impegni, tante incombenze, tanto darsi nell’amore e nella razionale organizzazione di una giornata colma di tremila cose da fare e molteplici ruoli da rivestire, tra casa e lavoro, figli, marito e vita sociale. Che incarna perfettamente la figura femminile odierna, a cui è richiesto tanto in una costante lotta per il riconoscimento del giusto merito! Nel suo essere più “eroe” nella vita “ordinaria” e più “cliché” nella vita “eccezionale”. Imperfetta, indomita nel cercare un costante senso nell’esistere: “Sono capace di ingannare chiunque. Tranne me stessa”! Quanto siamo in grado noi di non ingannarci, di riconoscerci, di intravedere il lato nascosto del nostro essere? Ovvero quanto sappiamo illudere noi stessi e fuorviare gli altri mascherandoci con la trappola della menzogna? E quanto è lecito farlo? Imput: fare click ed aprire una nuova scheda “senza titolo”; riempire e salvare con nome “nostro Io duplicemente bivalente”… inizia un altro racconto!

Ombretta Di Pietro

Il libro di Roberto Costantini “Una donna normale” , Longanesi editore, è stato presentato alla libreria Tarantola di Sesto Rondò martedì 18 febbraio.

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