Home » Tempo libero » Presentato in Tarantola il nuovo romanzo di Luca Crovi

Presentato in Tarantola il nuovo romanzo di Luca Crovi

1929: un’immensa ghiacciata coltre di neve, sopraggiunta imperiosa dai monti Urali,  ricopre Milano, immergendola in un bianco irreale nel quale il Duomo appare come il castello fatato delle fiabe. Questo non impedisce alle ombre oscure della nera fiumana della milizia fascista di invadere la città, imputridendo le acque dei canali del Naviglio, prossimo a soccombere sotto il peso delle cancellanti coperture in pietra. E neppure alla vita di continuare, perché l’urbe meneghina non si ferma mai, nelle attività, nell’opposizione al regime e nelle efferatezze compiute da chi?: il cadavere di una donna viene trovato davanti alla Colonna del Diavolo nei pressi della basilica di San’Ambrogio, e la morte di un barcaiolo, che sta trasportando un ultimo carico di carta sul Canale San Marco, risulta alquanto sospetta. Starà al commissario Carlo De Vincenzi dipanare le nebbie che avvolgono territorio e vicende. Una narrazione fatta di tante storie. Una macro-storia dove si muovono “attori” noti: un Arturo Toscanini che alla Scala si rifiuta di suonare gli inni al re e al duce; un prefetto, tale Camilleri (zio del ben noto Andrea!) eliminato dalla direzione fascista perché in possesso di informazioni a rischio; un Bugatti che è costretto ad accettare di correre il Gran Premio di Monza del ’22 con la sua scuderia da 7 “portavoce” in camicia nera; il Generale Inverno, il terribile e rigidissimo inverno russo, che cala sull’Europa come un Attila conquistatore! Una micro-storia, quella di soggetti reali ma sconosciuti: una famiglia che è quella dell’autore; i “malnatt della ligéra”, la malavita cittadina che contrasta gli sgherri mussoliniani; i canali dei navigli solcati da barcaioli e commercianti! Poi storie “rubate” ad amici, fatte di aneddoti e di bizzarre figure, come il pontremolese venditore di libri con la sua gerla, tale Giorgio Tarantola!
E storie prese in prestito, su tutte quella del commissario De Vincenzi, personaggio riportato in vita dai precedenti racconti degli anni ’30-‘40 del suo legittimo creatore Augusto De Angelis: un cinquantenne funzionario di questura, senza particolare fascino, ma di grande coraggio ed umanità, che non piegherà il capo di fronte al regime, pagando lo stesso autore con la vita la forza del suo paladino della giustizia, ed in questa reincarnazione tornato più determinato che mai a non soccombere ad ogni costo.
Molteplici avvicendamenti e sentimenti, che si incrociano ed intersecano come i binari dei tram (la cui tratta attuale non si è di molto modificata da allora!) in un crocicchio di vissuti ed avvenimenti reali ed inventati, ma quali saranno quelli veri e quelli di fantasia? Dovrà scoprirlo il lettore: la linea “spartiacque” è ambigua, ma proprio in questo è racchiusa la forza “misteriosa” del libro! E su tutti abbiamo un protagonista dall’autenticità indiscussa: la città di Milano!
Che in quegli anni sarà interessata da quei cambiamenti che contribuiranno a caratterizzare il suo aspetto attuale, fatto di moderni abiti non sempre di gradevole fattura: nuove strade e boulevard prendono il posto dei vecchi vicoli e canali e un’ invasione di automobili subentra all’uso delle biciclette, con numerosi incidenti dovuti alla mancanza di semafori e strisce pedonali! E poi la Milano esoterica, sotterranea e misteriosa, fatta di leggende giunte fino a noi: la Colonna del Diavolo con i due fori diabolicamente rumoreggianti provocati dall’incornata del  demonio e possibili porte per gli inferi, attenzione a scegliere il buco giusto, quello di destra o quello di sinistra? ancora non si sa.
Ed il “Tombon de San Marc” il ponte sul canale omonimo famoso per i suicidi, quel canale sul quale l’ultimo trasporto riguardava proprio un carico di carta per il Corriere della Sera! E la piazza San Fedele, dove nel romanzo ha sede la questura, con l’imperiosa statua del Manzoni, che sembra guardarti dall’alto troneggiante di redarguente cipiglio.
Una Milano sempre e comunque viva e vitale, in movimento costante nonostante le avversità, senza fermare le attività, senza chiudere le scuole anche con metri di neve e ghiaccio: oggi forse non sarebbe così! Una scenografia nella quale si muovono con tenacia antieroici eroi che per differenti e disparati motivi, nella loro umanità multicolore, contrastano con vigore e fermezza, furbizia od intelligenza, con sacrificio e resistenza, con cocciuta scanzonata beffardaggine,   insomma con ogni mezzo a loro disposizione, la coercizione ingiustificata ed ingiustificabile di un sistema dispotico. E questa è anche la nostra storia, passata e presente, in una fase epocale in cui di “ismi” ne sentiamo parlare anche troppo: sarebbe meglio solo raccontarli come retaggio di una triste memoria!

Ombretta Di Pietro

Il libro di Luca Crovi “L’ultima canzone del Naviglio”, edizioni Rizzoli, è stato presentato sabato 8 febbraio c/o la libreria Tarantola di Sesto Rondò.

     

Circa specchiosesto

Controlla Anche

Concorso presepi: premiati oratori, scuole e commercianti

Grande partecipazione domenica 9 febbraio alla cerimonia di Premiazione della 13° edizione del concorso “Le …

Lascia un commento