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Unione Inquilini e Cip Tagarelli, continua la mobilitazione anti-sfratto

“Il picchetto del 21 gennaio si è concluso con il rinvio dello sfratto al 12 marzo e l’incontro in Comune ci ha permesso di chiedere un tavolo con l’Amministrazione comunale per il reperimento di soluzioni abitative per le famiglie ricoverate nei residence e nelle case private con contratti di sublocazione”. Così l’Unione Inquilini sul picchetto anti-sfratto in via Levi, organizzato dal Cip Tagarelli e dall’Unione Inquilino Nordmilano per impedire lo sfratto di una famiglia in sublocazione da parte dell’Amministrazione Comunale. Sono intervenuti al presidio e alla successiva conferenza stampa sotto il palazzetto comunale, l’avvocato Gianluigi Montalto, Marco De Guio (Unione Inquilini), Moni Ovadia, don Gino Rigoldi, don Virginio Colmegna e Michele Michelino (CIP Tagarelli).
“La cronaca della giornata è ben rappresentata dai numerosi video che stanno girando sui social media e che in parte sono pubblicati sulla nostra pagina Facebook – commentano dall’Unione Inquilini -, per cui risulta superfluo tornarci con uno scritto che non aggiungerebbe nulla a quanto già documentato. Quello che ci sembra utile è la valutazione di quanto è avvenuto e la riflessione sulle prospettive future per le famiglie coinvolte. Durante la stesura del verbale di rinvio abbiamo scoperto che i tempi della proroga non sono stati decisi né dall’Ufficiale Giudiziario né dalla proprietà dell’alloggio, ma dalla Questura.
I quaranta sfratti avviati dall’Amministrazione comunale si aggiungeranno nei prossimi mesi agli escomi che settimanalmente vengono eseguiti sul territorio cittadino (tra i 70 e i 100 previsti nel 2020) e stanno diventando un problema non solo per le famiglie coinvolte, ma anche per la gestione dell’ordine pubblico. Decidere di espellere dal subaffitto e dai residence le famiglie non è solo un atto di disumanità, ma è anche un segno di irresponsabilità da parte di un Comune che ha scelto di gestire la città con l’odio e la vendetta nei confronti della precedente Amministrazione. Il sindaco ha fatto della necessità di portare ordine nella città il suo slogan preferito – continua l’Unione -, ma poi toglie la residenza a centinaia di persone trasformandole in clandestini e sfratta decine di famiglie creando problemi di sicurezza sociale, di convivenza e di salute per adulti e bambini.
Crediamo sia giunto il momento di abbandonare politiche bellicose e ideologiche per avviare trattative concrete che abbiamo come unico scopo il reperimento di soluzioni abitative per le famiglie fragili dal punto di vista abitativo e non solo. I finanziamenti previsti dalla Regione e dalla legge di bilancio dello Stato 2020 offrono strumenti utili per la soluzione dell’emergenza abitativa per cui è necessario predisporre piani operativi concreti. L’impegno dell’Assessorato alle Politiche abitative ci sembra assolutamente insufficiente di fronte alla gravità della situazione. Assegnare le case disponibili è un dovere e richiede un impegno che potrebbe essere svolto da un qualsiasi amministratore di condominio. Gestire le politiche abitative di una città è un’altra cosa”. Da sempre l’Unione Inquilini chiede – anche alla precedente Amministrazione – un piano casa che individui con precisione la domanda di case con il canone rapportato al reddito e l’offerta necessaria a soddisfarla.
“Siamo stati sempre disponibili a dare il nostro contributo per affrontare l’emergenza abitativa con proposte a livello normativo e finanziario. Chiediamo all’Assessore (Claudio D’Amico, ndr) una maggiore presenza ed elaborazione sul tema e verificheremo nei prossimi giorni la sua disponibilità”.
Intanto, il prossimo 26 febbraio è fissato lo sfratto delle famiglie ricoverate presso il residence Puccini. “Saremo presenti con un nuovo picchetto anti-sfratto – annunciano dall’Unione Inquilini -, ma speriamo che prima di quella data arrivino dal Comune segnali di disponibilità ad una trattativa”.

 

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