‘Singin’ in the Rain-Il Musical’, romanticismo ed eleganza a ritmo di tip tap

Classico e moderno allo stesso tempo. Raffinato e divertente. E’ tutto questo e molto altro ‘Singin’ in the Rain – Il musical’, l’ultima produzione firmata Stage Entertainment Italia, in scena al Teatro Nazionale di Milano fino al prossimo 11 gennaio.
Ispirato al classico del 1952 con Gene Kelly e Debby Reynolds (nel 2008, inserito dall’American Film Institute al quinto posto nella classifica dei 100 migliori film statunitensi di tutti i tempi), il musical trova nella regia snella, elegante e vivace di Chiara Noschese (a sua volta interprete di una precedente versione del musical, nei primi anni 90, con la Compagnia della Rancia, insieme a Raffaele Paganini e all’indimenticabile Manuel Frattini) la sua strada più riuscita.
Al centro della storia il non indolore passaggio dal cinema muto alle pellicole sonore. Un momento complesso per le major, per i produttori e i registi. Ma soprattutto per gli attori che dovettero, improvvisamente,  dimostrare di saper utilizzare anche la voce. Un’occasione per l’affascinante star del muto Don Lockwood (Giuseppe Verzicco, già Gene Kelly in ‘Un americano a Parigi’), un ostacolo non da poco per la sua partner di scena Lina Lamont (la sorprendente Martina Lunghi), tanto bella quanto sgraziata nella voce. Provvidenziale l’incontro di Don con la giovane e talentuosa Kathy Sendel (Gea Andreotti). La sua voce da usignolo sembra perfetta per doppiare (a sua insaputa) Lina.
La resa dei conti arriverà alla prima del film ‘Il cavaliere della danza’, quando  Lina verrà smascherata in maniera esilarante e plateale.
Scintillante nei costumi di Ivan Stefanutti, accurato nelle coreografie di Fabrizio Angelini (i bambini adoreranno i numeri di tip tap), brillante e raffinato nei dialoghi (adattamenti di Franco Travaglio e traduzione e adattamento liriche di Gianfranco Vergoni), il musical è una gioia per gli occhi.
Non servono invenzioni spettacolari e improbabili rivisitazioni per agganciare e ammaliare il pubblico, bastano l’eleganza e la classe del protagonista Giuseppe Verzicco, la grazia di Gea Andreotti, gli splendidi tempi comici di Martina Lunghi. Menzione d’onore per il grandissimo mestiere e la travolgente simpatia di Mauro Simone alias Cosmo Brown, amico fidato e compagno di avventure di Don. Un ruolo, interpretato negli anni ’90 da Manuel Frattini, a cui Simone dona fantasia, ironia e brio.
Due ora e mezzo di spettacolo che catapultano lo spettatore (non abbiate timore di portare con voi i bambini, resteranno incantati) nella ruggente Hollywood del 1928, tra lustrini e paillettes, disincanto e romanticismo.
E per un momento saremo tutti disposti a credere che l’amore può sbocciare su una panchina dove un affascinante attore in fuga dalle fan, chiede ad una graziosa sconosciuta di fingersi la sua fidanzata. Ed è subito magia.
Info e biglietti: teatronazionale.it

Francesca Paciulli

 

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